Maurizio
Ferrari: Avvincente
Pubblicato da "Cinemamore" |
Bim,
21 Maggio 2004
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I
diari della motocicletta
di Walter Salles
Nel
1952 due giovani argentini, Ernesto Guevara e Alberto Granado vogliono
scoprire la vera America Latina, e non importa se mancano soldi e lavoro
in questo viaggio tanto per viaggiare. Il borghese Ernesto, 23 anni,
è uno studente in medicina specializzando in leprologia (che
proprio per aver visto durante quel viaggio la povertà diffusa
nel continente, diventerà di lì a qualche anno un rivoluzionario),
e il suo amico un biochimico, donnaiolo e fanfarone. Entrambi sono qui
osservati in un momento introspettivo non ancora politico. Con una voglia
di avventura molto romantica, i due saltano in sella ad una sgangherata
Norton 500, soprannominata "La Poderosa", e partono per una
scoperta lunga otto mesi, dove vivranno tante esperienze e imprevisti.
Attraverso
le persone incontrate capiscono un continente come solo vagamente s'erano
sognati di vedere. Giungono sulle alture di Machu Picchu, dove le maestose
rovine e il significato straordinario delleredità degli
Inca hanno un profondo impatto sui due giovani, dove vedono anche latifondisti
che portano via la terra agli agricoltori, con un capitalismo meschino
verso i più deboli. Poi sono ospiti di un professore che nel
tempo libero si dedica alla scrittura con risultati pietosi, e anche
in questo caso il giovane "Che" offre un grande esempio di
onestà morale, dicendogli la scomoda verità.
A
San Pablo, sulle rive del Rio delle Amazzoni, arrivano in un ospedale
per i lebbrosi dove i due si offrono come dottori volontari. Dall'altra
parte del fiume ci sono i casi più gravi, quei malati da tenere
isolati perché ritenuti contagiosi. La notte prima della partenza,
Ernesto attraversa il fiume a nuoto proprio per congedarsi dai pazienti
più gravi con una dimostrazione di affetto, definendo con quel
gesto istintivo e cocciuto (il punto più alto del film) il credere
nellesempio personale, che si riverserà in un destino rivoluzionario
ed eroico.
Tutto questo vedere le diverse realtà disastrate di un continente,
portano il "Che" ad avere una visione politica delle diverse
problematiche sociali. Il risultato è una pellicola molto avvincente,
lirica anche quando va a mostrare le miserie umane. Lui sembra un giovane
distaccato e desideroso di sapere come tutti quelli della sua età,
ma quello che hanno visto i suoi occhi non lo lascerà più...
Nella
prima parte i due sono più scapestrati con la moto, e per quanto
in questa prima parte ci siano alcune forzature poco credibili nella
narrazione, è un film emozionante che ti lascia qualcosa dentro.
Tratto da unidea di Gianni Minà, che possedeva i diritti
di "LatinoAmericana", il diario del Che sul suo viaggio in
America Latina edito da Feltrinelli, "I diari della motocicletta"
è una affidabile perlustrazione degli anni giovanili del "Che",
molto prima che diventasse Mito. La direzione è affidata al brasiliano
Walter Salles (famoso per "Central do Brasil") ed è
stato determinante il supporto produttivo di Robert Redford.
Il film combina il road-movie di grande forza visiva e spostata
tutta a Sud del Rio Grande con una esperienza di crescita giovanile
piena di ideali personali, altruismo e umanità, prima di quella
del combattente ideologico e Mito.
Titolo:
I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta)
Regia:
Walter Salles
Sceneggiatura:
Jose Rivera
Fotografia:
Eric Gautier
Interpreti:
Gael García Bernal, Rodrigo De la Serna, Mercedes Morán,
Jean Pierre Noher, Lucas Oro, Marina Glezer, Sofia Bertolotto, Franco
Solazzi, Ricardo Díaz Mourelle, Sergio Boris, Daniel Cargieman,
Diego Giorzi, Facundo Espinosa, Matias Gomez, Diego Treu, Ariel Verdun,
Mía Maestro
Nazionalità:
USA - Germania - Gran Bretagna - Argentina - Cile - Peru - Francia,
2004
Durata:
2h. 08'
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