Francesco Filippi, 23 Dicembre 2000: Scontato
Buena Vista, 1 Dicembre 2000

Dinosauri

di Ralph Zondag & Eric Leighton


Una scenaDopo anni e anni di lavoro e quasi 200 milioni di dollari, la Disney si presenta ai botteghini di tutto il mondo con questo suo nuovo lungometraggio. Questo film vuole essere innanzitutto come una sfida, quella della computer grafica, a cui vengono affidate le realizzazioni di tutti i personaggi e degli effetti speciali. Da sempre la Disney si è mossa su binari di questo tipo, ovvero quelli della natura, degli animali, ma anche della sperimentazione visiva e dell’utilizzo di tecniche miste. E a ben vedere si tratta di un altro successo, perché la fluidità e il realismo di questi animali è stupefacente, basti pensare che ogni pelo di ogni scimmia si muove secondo un algoritmo preciso. L’impatto visivo del film è quindi veramente notevole, grazie anche ad una potente colonna sonora ed una regia magari non virtuosa ma comunque apprezzabile.

Una scenaUn capolavoro quindi? Tutt’altro, perché il film racconta vicende innazitutto scontate: un dinosauro dall’animo buono allevato dalle scimmie che ad un certo punto incontra i suoi simili e li salva portandoli in una valle rigogliosa. Nel frattempo l’animale prepotente fa una brutta fine e c’è una bella dinosaura dai riflessi rosa con cui scatta subito l’intesa amorosa. In altre parole in "Dinosauri" si trova esattamente tutto quello che narrativamente ci si può aspettare da un film disneyano, con il problema che le attese vengono esattamente soddisfatte senza essere minimamente superate, o per lo meno assecondate in maniera differente dagli stereotipi che tutti conosciamo.

In genere ha più importanza il modo con cui si racconta una vicenda che la vicenda stessa. "Tarzan", tanto per rimanere in tema, non racconta nulla di nuovo, è quanto mai fedele alle logiche disneyane (a partire dalla figura del padre), ma se ad esempio sappiamo che alla fine Jane e Tarzan coroneranno il loro amore, rimane pur sempre da scoprire il modo con cui arriveremo a leggere la parola “happy end”. Tarzan risulta quindi un film non scontato, con dialoghi brillanti, un ritmo strepitoso e per questo può essere definito un buon prodotto.

Un'immagine pubblicitaria"Dinosauri" invece non presenta tali peculiarità, ma procede ad esempio con dialoghi inspiegabilmente privi di sottotesti, che in altre parole significa che i personaggi dicono esattamente quello che pensano, senza lasciare significati tra le righe. Un errore elementare di sceneggiatura che rende di fatto i dialoghi quanto mai stucchevoli. "Dinosauri" si distacca poi dalle ultime produzioni disneyane anche per un tasso di violenza indubbiamente superiore agli standard dello Studio di Burbank. Vuoi per la siccità, vuoi per i meteoriti, nel mondo raccontato si respira costantemente un aria di morte; è una realtà in cui i denti del tirannosauro fanno paura e uccidono, come ai tempi di "Fantasia". Perché tanta violenza per un pubblico di bambini? La Disney si è improvvisamente svegliata dal sonno del moderno asetticismo?  Probabilmente dietro queste scelte troviamo l’eredità di "Jurassic Park" (comunque molto più terrificante), che ha sicuramente abitutato i bambini ad aspettarsi realisticamente che il T-Rex faccia paura, altrimenti si tratterebbe di un mondo né credibile né affascinante.

Una scenaForse per rimediare a questo “incoveniente per la vendibilità”, la Disney ha optato di compensare la violenza con una mellifluità onnipresente che vorrebbe rendere inopinabilmente adorabile ogni sguardo e ogni parola dei dinosauri.

Il rimedio tuttavia si è mostrato peggiore del danno, perché da un lato la conseguenza è stata che le mamme, che probabilmente ai dinosauri non si sono mai appassionate, hanno sollevato comunque un polverone di proteste in tutela dei propri bambini indifesi. Dall’altro il film è risultato quanto mai stucchevole e stridente nel contrasto tra il senso di morte e una bontà alquanto forzata.

Una scena"Dinosauri", in altre parole, rivela ancora una volta come la Disney si sia trasformata in un “mostro” in bilico tra passato e futuro, spesso incapace di rinnovare la propria pelle e di avere il coraggio di fare davvero quel passo avanti che i budget a disposizione le permetterebbero tranquillamente di fare. Ancora, non si capisce perché si trovino i soldi per gli animatori più bravi e pagati del mondo, ma non si investe in sceneggiatori dotati di idee nuove (e non semplicemente copiate dai giapponesi...) e abilità narrative all’altezza della situazione. La logica tipicamente americana del “dare al pubblico quello che si aspetta” (ne sanno qualcosa le galline di Nick Park e Peter Lord...) regge solo quando il mercato è monopolizzato (o conformizzato). Ora fortunatamente esso non lo è più; anche la Disney forse se ne sta accorgendo, ma sta reagendo con la lentezza di un pachiderma giurassico.


La locandina statunitenseTitolo: Dinosauri (Dinosaur)
Regia: Ralph Zondag & Eric Leighton
Sceneggiatura: John Harrison, Robert Nelson Jacobs, Walon Green
Fotografia: ---
Doppiatori: Daniele Liotti, Alessia Marcuzzi, Angiola Baggi, Sergio Fiorentini, Francesco Pezzulli, Veronica Puccio, Glauco Onorato, Massimo Corvo, Isa Bellini, Germana Dominici
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 21'