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Alberto Cassani, 22 Agosto 1998: Inconsistente |
Buena
Vista, 13 Novembre 1998
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Omicidio
in diretta
di Brian De Palma
"Il
modo di raccontare una storia dal punto di vista visivo è un'arte
in via di estinzione, soprattutto per quanto riguarda il creare tensione
in un film."
Brian De Palma - "Scr(i)pt",
Luglio 1998.
Avete
mai sentito parlare della “sindrome di Soderbergh”? Immagino di no.
È un virus che colpisce i registi rei di dirigere film con storie
inutili o inesistenti utilizzando uno stile visivo particolare in modo
da distrarre lo spettatore dalla trama. Prende il nome da Steven Soderbergh,
il più grande esponente di questa malattia (vedere “Delitti e
Segreti” per credere) ed annovera tra i contagiati nomi importanti come
quelli di Oliver Stone (“Assassini Nati”), Steven Spielberg (“Jurassic
Park”), James Bond (d’accordo, non è un regista, ma li avete
visti i suoi ultimi tre film?) e appunto Brian DePalma.
Nella
sua carriera DePalma è stato sempre criticato per la sua mania
di “trarre ispirazione” dal lavoro di altri registi (Hitchcock su tutti,
ma anche Dario Argento), e si è sempre finito per ricordare più
i suoi insuccessi piuttosto che i suoi successi. Questo perché
quando il buon Brian sbaglia un film lo sbaglia alla grande (“Il Falò
delle Vanità”, “Missione Impossibile”). Però le volte
che azzecca il film è capace di fare degli autentici capolavori
(“Carrie”, “Scarface”, “Il Fantasma del Palcoscenico”). Ma ogni tanto
il risultato del suo lavoro è poco più che mediocre, poco
più che normale (“Blow Out”, anche se lo stesso DePalma lo definisce
catastrofico, “Carlito’s Way”). E questo è il caso di “Omicidio
in diretta”, in originale “Snake Eyes”, cioè il doppio zero nella
roulette.
Rick
Santoro (Nicolas Cage) è ospite di Kevin Dunne (Gary Sinise)
all’incontro valido per il campionato mondiale dei pesi massimi. Dunn
è responsabile per la sicurezza del Ministro della Difesa, che
ha deciso di assistere all’incontro (mooolto realistico) per ottenere
un po’ di pubblicità. Proprio nel momento in cui il Grande Campione
viene messo al tappeto qualcuno spara al ministro. Santoro si trasforma
da rozzo buzzurro in super poliziotto e incarica sé stesso di
eseguire le indagini. Il primo sospetto è la bruna con la parrucca
bionda (Carla Gugino) che stava parlando col ministro poco prima dello
sparo. Tutto sta a trovarla...
Non
molto credibile, come trama, e persino un po’ troppo semplicistica nello
sviluppo. D’altronde lo sceneggiatore, David Koepp, è lo stesso
di “Missione Impossibile”, e anche di “Jurassic Park”, “Il Mondo Perduto”,
“La morte ti fa bella” e “Cronisti d’assalto”. Non è che per
caso ha il morbo pure lui? Comunque DePalma cerca di rendere la visione
interessante utilizzando un modo particolare per raccontare la storia.
Prima ci viene presentata la situazione, poi seguiamo Santoro nelle
indagini e ciò che è accaduto ci viene raccontato di nuovo,
questa volta dal punto di vista dei vari testimoni. Qualcuno ha paragonato
questo procedimento a quello che Akira Kurosawa aveva usato per “Rashomon”.
Magari! Qui la tecnica della verità a spizzichi e bocconi non
funziona un gran che... Ma DePalma dev’essere uno dei tanti registi
che paragonano i movimenti di macchina alla musica, perché la
sua macchina da presa “danza” attorno agli attori, e questo è
veramente efficace, peccato che tutto il resto sia nient'altro che mediocre.
La mediocrità del film non è colpa sua, dunque.
Cage
è tornato a recitare come agli inizi di carriera: sopra le righe,
ed il suo personaggio, almeno all’inizio del film, glielo permette.
Ma quando si cambia d’abito (letteralmente) ed inizia le indagini si
fa più normale, più riflessivo. Una buona prova per un
attore amatissimo dal pubblico ma che ha fatto dell'incostanza e della
scelta sbagliata dei ruoli (ce lo vedete come Superman? Col parrucchino
di Elton John?) una caratteristica. Sinise è bravo come sempre
nella parte dell’ufficiale della Marina deciso ed incazzato. Carla Gugino
l’avevo vista per la prima volta in una miniserie della BBC, “The Buccaneers”,
e per tutte quelle quattro ore mi ero chiesto come una tipa decisamente
sovrappeso potesse essere protagonista di un’opera in cui aveva al suo
fianco Mira Sorvino, fresca vincitrice di un Oscar per “La Dea dell’amore”.
L’ho rivista un paio d’anni dopo nella prima serie del telefilm “Spin
City”, a fianco di Michael J. Fox, e sono rimasto impressionato dal
suo sorriso (e dal numero di chili che aveva perso nel frattempo). Il
suo compito, in “Snake Eyes”, non è di sembrare bella, cosa che
invece doveva fare (senza riuscirci) la rossa, doveva solamente essere
distraente, e ci riesce. Anzi, direi che nonostante gli occhi arrossati
ed il trucco disfatto è decisamente carina. Uhm, devo essermi
distratto...
La
maggior parte dei giornalisti americani aveva definito i primi 15 minuti
come gli unici degni di nota. Non sono d’accordo: sono i migliori, ma
i restanti 90 non sono da buttare. Quando uscite dal cinema non vi resta
niente dentro (anche perché il finale è fin troppo confuso),
ma non correte il rischio di addormentarvi durante la visione. Questo
è un film decente, non bellissimo ma divertente. Non a livello
dei capolavori di De Palma, ma meglio di molti altri che ha fatto, è
piacevole, insomma. Guardatelo e non andatevene dopo un quarto d’ora.
Doppio
zero. Il banco vince.
Percorsi
tematici
Black Dahlia - di Brian De Palma; con Josh Hartnett, Aaron Eckhart,
Scarlett Johansson.
Blow Out - di Brian De Palma; con John
Travolta, Nancy Allen, John Lithgow.
Complesso di colpa - di Brian De Palma;
con Cliff Robertson, Geneviève Bujold.
Femme Fatale - di Brian De Palma; con
Antonio Banderas, Rebecca Romijn.
Mission to Mars - di Brian De Palma; con Tim
Robbins, Gary Sinise, Don Cheadle, Connie Nielsen, Jerry O'Connell.
Redacted - di Brian De Palma.
The Untouchables -
Gli intoccabili - di Brian De Palma; con Kevin Costner, Sean Connery,
Robert De Niro, Andy Garcia.
Vittime di guerra - di Brian De Palma; con
Michael J. Fox, Sean Penn.
Titolo:
Omicidio in diretta (Snake Eyes)
Regia:
Brian De Palma
Sceneggiatura:
David Koepp
Fotografia:
Stephen H. Burum
Interpreti:
Nicolas Cage, Gary Sinise, Carla Gugino, John Heard, Kevin Dunn, Stan
Shaw, Michael Rispoli, Joel Fabiani, David Anthony Higgins, Chip Zien,
Luis Guzmán, Mike Starr, Tamara Tunie, Michaella Bassey, Paul
Joseph Bernardo, Mark Camacho, Jernard Burks, Desmond Campbell, Chip
Chuipka, Jean-Paul Chartrand, Deano Clavet, Tara Ann Culp, Eva Tep
Nazionalità:
USA, 1998
Durata:
1h. 39'
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