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Silvia
Zanardi, 27 Dicembre 2007: Concreto |
01
Distribution, 20 Ottobre 2007
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La
giusta distanza
di Carlo Mazzacurati
Concreto
e persuasivo l'ultimo film di Carlo Mazzacurati "La giusta distanza",
in concorso alla seconda Festa del Cinema di Roma.
Dopo
" Notte italiana", "L'amore ritrovato" e il remake
di "A cavallo della tigre", il regista padovano ha scelto
Concadalbero, un paesino immaginario alle foci del Po, come ambientazione
del suo nuovo film. I ripetuti campi lunghissimi sul verde rigoglioso
della pianura padana si accorciano gradatamente per esplorare gli angoli
nascosti di un paese di provincia dove persone 'normali' vivono indisturbate.
Un setting che sembra essere stato prelevato direttamente da
uno dei tanti servizi di cronaca che affollano i telegiornali. E, fino
a prova contraria, il film è un ritratto, a tratti pittoresco,
di quel microcosmo di vita italiana che tanto soddisfa la fame di giornalisti,
rubriche e talk show quando qualcosa di insolito lo scuote.
Fra
i personaggi c'è il tabaccaio (Giuseppe Battiston) sposato ad
una rumena, il tunisino che gestisce un'officina (Ahmed Hafiene), il
giovane autista di autobus (Stefano Scandaletti) che sposa l'estetista,
cinesi arrestati per lavoro nero e la maestra toscana (Valentina Lodovini)
che irrompe nel paese per sconvolgere gli animi dei più solitari.
Si ha l'impressione di essere davanti a delle icone, a dei 'tipi' studiati
alla perfezione, che tuttavia riconosciamo come reali ed autentici.
Ed è proprio questo il terreno adatto per accogliere il dibattito
sulla verità e la coerenza, concetti che, nel panorama italiano,
si presentano sempre meno come iponimi della parola 'giustizia'.
Mazzacurati
vede la "giusta distanza" insidiarsi fra gli abitanti del
paese quando la storia di passione fra due dei protagonisti si trasforma
in un giallo da risolvere. Ma c'è anche chi alla 'regola della
giusta distanza' si deve attenere per mestiere: un diciottenne che inizia
a lavorare come giornalista (Giovanni Capovilla). Il suo mentore Bencivenga
(Fabrizio Bentivoglio) gli insegna a tenere l'opportuno distacco dai
fatti perché "se il giornalista si perde nelle emozioni
è fritto". Eppure, sarà solo trasgredendo a questa
regola che il giovane riuscirà a strappare la rete delle sorti
previste, che soffoca e mina la giustizia italiana.
Con
"La giusta distanza", Mazzacurati porta sullo schermo degli
equilibri calibrati al centimetro, da riscontrarsi sia nel giusto mix
di attori professionisti ed esordienti, sia nella continuità
armoniosa fra le due parti del film. Reduci dall'altrettanto recente
"La ragazza del lago" di Andrea
Molaioli, il paragone è inevitabile. Dal lago alla pianura, si
scoprono i volti e gli intrecci di vite comuni, la quale tangibilità
prende forma nelle interpretazioni di attori che parlano con accenti
locali, non contaminati dalle scuole di dizione. Se Molaioli si concentra
maggiormente sulla corsa al colpevole di un omicidio, Mazzacurati riesce
a fare un passo avanti, portando la macchina da presa ad indagare il
retroscena attuale di un delitto che affoga nella contraddizione e che,
solo per un caso fortuito, trova la giusta risoluzione. E' forse su
quel 'fortuito' che il regista si sofferma per dare voce ai tanti interrogativi
che potrebbero accorciare la 'distanza' fra i comuni cittadini italiani
e gli intricati labirinti del potere e dell'informazione.
Percorsi tematici
L'amore
ritrovato - di Carlo Mazzacurati; con Stefano Accorsi, Maya Sansa.
La lingua del santo - di Carlo Mazzacurati;
con Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio.
Titolo:
La giusta distanza
Regia:
Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura:
Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti
Fotografia:
Luca Bigazzi
Interpreti:
Giovanni Capovilla, Valentina Lodovini, Ahmed Hafiene, Giuseppe Battiston,
Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso,
Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco, Fadila Belkebla, Silvio Comis, Dario
Cantarelli, Ivano Marescotti, Nicoletta Maragno
Nazionalità:
Italia, 2007
Durata:
1h. 48'
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