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Paola Cavallini, 24 Marzo 2003: Particolare
Intervento
divino
di Elia Suleiman
"Intervento
divino" è il secondo lungometraggio del regista palestinese
Elia Suleiman, praticamente uno sconosciuto in Italia nonostante la
sua opera precedente, "Cronaca di una scomparsa", fosse stato
presentato al Festival di Venezia 1996. Anche questo film più
recente viene da un Festival, e precisamente da quello di Cannes, dove
ha ottenuto successo ed anche il Premio della Giuria nel 2002.
La
trama è in realtà semplicissima, anche se si occupa di
un problema tra i più complessi da almeno cinquant'anni a questa
parte: la questione israeliano-palestinese. Un uomo (lo stesso regista)
e una donna, che vivono separati dal posto di blocco presso Ramallah,
si amano. Lui è diviso, sia materialmente che spiritualmente,
tra le visite a lei e quelle al padre in ospedale, tra la vita regolare
e quella clandestina, che è l'unico modo per vivere questa relazione.
Ed allora, qual è il modo per affrontare tutto questo senza soccombere?
L'umorismo e la fantasia, che trasformano un desertico campo di battaglia
in una via di mezzo tra un film d'amore, di kung-fu, di cappa e spada,
a volte quasi un balletto. Tutto questo contornato da alcune gag davvero
spassose, come il Babbo Natale che fugge da un branco di ragazzini,
gli autobus che dovrebbero arrivare ma non ci sono, i vicini di casa
che per farsi un dispetto si scambiano allegramente la spazzatura, gettandosela
l'un l'altro.
Al
di là della trama, l'aspetto più pregevole del film è
la leggiadria, ma non la leggerezza, con cui Suleiman affronta un problema
che, proprio in questi giorni, torna alla ribalta legato al conflitto
in Iraq. Ridere di se stessi per poter ridere delle assurdità
anche degli altri, senza schernire, puntando solo sul realizzare quanto
di davvero assurdo ci sia nel quotidiano di una guerra che dura da mezzo
secolo; cancellare il concetto di razza, di partito, di territorio,
per portare in alto quello di pace, di umanità, di amore, con
uno stile che ricorda davvero Buster Keaton e la sua surreale comicità.
Certamente
non un film per tutti, visti i tanti momenti non-narrativi e il forte
messaggio politico, ma un film da vedere, se riuscite a recuperarlo
in versione home-video dopo la lacunosa distribuzione nelle nostre sale.
Una denuncia sorridente invece che drammatica, che non colpisce però
meno di altre che si sono occupate di guerra e di morte.
Titolo:
Intervento Divino (Yadon Ilaheyya)
Regia:
Elia Suleiman
Sceneggiatura:
Elia Suleiman
Fotografia:
Marc-André Batigne
Interpreti:
Elia Suleiman, Manal Khader, Nayef Fahoum Daher, Jamel Daher, Azi Adadi,
Bsoul Ahmas, Zahl Aleimi, Shmulik Altal, Igal Arobas, Majd Atiyem, Ahmad
Ayadi, Samih Bathish, David Belle, Vincent Bersouley, Emma Boltanski,
Arik Bonfis, Daniel Bronfman, Omil Civon, Nayef Fahoum Daher, Rashad
Deek, Emil Daniel, Yoval Edan, Khalid Fahoum, Abu Junia
Nazionalità:
Francia - Palestina - Marocco - Germania, 2001
Durata:
1h. 33'
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