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Alberto
Cassani, 3 Maggio 2005: Aggrovigliato |
Istituto
Luce, 6 Maggio 2005
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Tartarughe
sul dorso
di Stefano Pasetto
Una
partita di Scarabeo giocata nel parlatorio di un carcere. Un uomo e
una donna che si conoscono da anni, le cui esistenze si sono sfiorate
spesso ma che si sono veramente incontrate solo per un breve lasso di
tempo. Mano a mano che le parole si compongono sul tabellone, ripensano
ai loro incontri, alle circostanze e alle conseguenze. E facendolo si
spiegano, provano a capirsi meglio di quanto non abbiano saputo fare
fino a quel momento. Ma il loro è un rapporto che può
andare ancora avanti, o con la partita di Scarabeo finirà anche
la loro storia?
Complesso
esordio nel lungometraggio di un trentacinquenne con buona esperienza
nei corti e nei documentari, "Tartarughe sul dorso" è
una pellicola che prova forse a volare troppo alto rispetto alle sue
possibilità ma che riesce ad essere forte e interessante pur
se non pienamente convincente. L'impressione è che al momento
di tirare le fila del discorso, al film manchi qualcosa - un guizzo,
un colpo di genio - e tutto finisca per lasciare allo spettatore meno
di quanto una storia simile avrebbe potuto. Lo stile registico - volutamente
freddo, chiaramente debitore nei confronti dell'opera dei fratelli Dardenne
- probabilmente non sorregge la carica emotiva degli eventi, anche se
aiuta certamente la costruzione dell'ambiente e dei personaggi.
"Tartarughe
sul dorso" è la storia di due sbandati che hanno cercato
in più luoghi (non solo geografici) la loro strada, che arrivano
a pensare che insieme sia più facile trovarla, prima convinti
che la vita non li abbia ancora sconfitti e poi forse convinti che il
loro destino sia ormai segnato. A queste due problematiche figure offrono
il volto e il corpo il Fabrizio Rongione di "Rosetta"
e una Barbora Bobulova pallida e fredda, che
trova un barlume di colore solo nel momento in cui lascia la propria
vita nelle mani degli altri, magari solo per una gita al parco, magari
solo per disperazione, magari perché ha capito che quella con
cui sta è la persona con la quale vorrebbe stare...
Così
come i personaggi non hanno un nome, così la Trieste in cui la
vicenda si svolge resta anonima, crocevia di vite provenienti da tutt'Europa
delle quali si limita ad esser discreto sfondo. E alle cupe giornate
attraversate dai due protagonisti, fanno da perfetto accompagnamento
le intense musiche della Banda Osiris, che il regista utilizza con giudizio
e che finiscono per segnare la memoria dello spettatore forse più
delle parole dei personaggi.
Difficile
dire se Stefano Pasetto avrà un futuro luminoso nel nostro cinema
- vista anche la situazione attuale del cinema italiano - certo è
che questa pellicola conferma il coraggio della Bobulova
nello scegliere personaggi tormentati e film difficili. Un coraggio
che ben poche suo colleghe hanno.
Percorsi
tematici
Incontro
con Stefano Pasetto e Barbora Bobulova - a cura di Alberto Cassani.
Introducing
Barbora Bobuova - a cura di Alberto Cassani.
Titolo:
Tartarughe sul dorso
Regia:
Stefano Pasetto
Sceneggiatura:
Stefano Pasetto, Marina Fabbri, Carmelo Marabello
Fotografia:
Paolo Bravi
Interpreti:
Fabrizio Rongione, Barbora Bobulova, Gordana Miletic, Luigi Diberti,
Vittorio Amandola, Antonio Manzini, Caterina Casini, Lucia Mascino,
Chiara Sani, Giulietta Revel
Nazionalità:
Italia, 2004
Durata:
1h. 32'
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