Alberto Cassani, 1 Settembre 2002: Assurdo
Istituto Luce, 31 Gennaio 2003

La casa dei matti

di Andrej Konchalovskij


Bryan Adams e Julia VysotskyKonchalovskij, in passato, è stato un ottimo regista. Durante il suo periodo hollywoodiano ha diretto film molto commerciali ("Tango & Cash"), ma in patria ha anche diretto pellicole estremamente sentite e di grande impatto emozionale ("Il proiezionista"). Di recente si era dedicato al teatro e alla televisione (sua la riduzione dell'Odissea con Armand Assante). Torna al cinema, in concorso al Festival di Venezia 2002, con questo "La casa dei matti", che è un prodotto particolare, interessante ma di certo non completamente riuscito.

Julia VysotskyE' il periodo della prima guerra di Cecenia, nel 1996. In un ospedale psichiatrico che si trova vicino al confine, Janna e gli altri pazienti vivono ogni giornata aspettando il passaggio del treno sul ponte vicino all'istituto. Gli altri sono divertiti da quella situazione, ma per Janna la cosa ha un valore aggiunto: immagina che a guidare il treno ci sia il suo Grande Amore, Bryan Adams. Ma un giorno il treno non passa, e la mattina dopo tutti i medici sono spariti. E quando arrivano dei soldati che si installano nell'ospedale, a Janna non rimane davvero altro che sognare Bryan Adams e suonare la sua magica fisarmonica. Almeno fino a quando un soldato non le chiede di sposarlo...

Una scenaRealizzando montando sequenze girate in digitale con scene in pellicola, in un'alternanza che non pare avere un filo logico, il film non riesce ad emozionare quasi mai e in diversi momenti è anzi difficile da sopportare. In effetti, si rischia seriamente di mandare a quel paese il regista fin dalla prima sequenza, quando Bryan Adams fa il suo ingresso in una scena che pare tratta da un suo videoclip. La presenza di Adams nella pellicola trova una sua giustificazione nella sua sceneggiatura, ma il modo in cui la sua figura si intromette nella narrazione ha qualcosa di irritante, e certo il fatto che canti sempre la stessa canzone ("Have you ever really loved a woman?") non aiuta.

Il regista Andrej KonchalovskijLo sviluppo della trama è un po' confuso, la sceneggiatura scade a tratti nel retorico ed è piuttosto prevedibile, e i personaggi sono tutti poco definiti, compresa la protagonista (interpretata da una comunque brava Julia Vysotsky). La regia non mette mai in scena sequenze davvero efficaci e gioca troppo con la complicità dello spettatore nei confronti dei personaggi, che essendo appunto abbastanza rozzi non ci convincono più di tanto. Eh già: Konchalovskij è stato un ottimo regista, in passato...


La locandinaTitolo: La casa dei matti (Dom Durakov)
Regia: Andrej Konchalovskij
Sceneggiatura: Andrej Konchalovskij
Fotografia: Sergei Kozlov
Interpreti: Julia Vysotsky, Bryan Adams, Eugeni Mironov, Sultan Islamov, Stanislav Varkki, Yelena Fomina, Marina Politsejmako, Rasmi Djabrailov, Vladimir Fedorov, Vladas Bagdosan, Anatoly Adoskin, Georgi Ovakimyan, Ruslan Naurbiev, Cecilie Thomsen, Tigranui Chakryan, Margarita Zykova, Jonas Baublis, Anatoli Zhuravlyov, Ibragim Bekov
Nazionalità: Russia - Francia, 2002
Durata: 1h. 44'