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Alberto
Cassani, 11 Settembre 2001: Avvincente |
Medusa,
12 Aprile 2002
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Dust
di Milcho Manchevski
Dopo
aver vinto all'esordio il Leone d'Oro a Venezia nel 1994 con "Prima
della Pioggia", Milcho Manchevski è stato lontano dai set
cinematografici per quasi 7 anni. Ufficialmente stava preparando proprio
"Dust", e questa è stata la sua risposta a chi, a Venezia
2001, gli chiedeva come mai ci avesse messo così tanto per girare
un altro film. In effetti "Dust" è un film complicato,
che mescola diversi piani temporali ed è ambientato in due continenti,
girato con stili e tecniche diverse e con un sacco di effetti speciali.
Una cosa che forse non ci si aspetta da un regista macedone, ma che
si adatta benissimo a questa strana storia western in cui, invece di
andare all'Ovest, si va ad Est.
Far
West: Elijah e Luke sono due fratelli molto diversi (il primo predica
la Bibbia, il secondo prima spara poi fa domande) che si innamorano
della stessa donna, una prostituta di nome Lilith. Quando questa decide
di sposare Elijah, Luke decide di portare il Vangelo della propria pistola
nell'Europa dell'Est per provare a catturare un criminale ricercatissimo,
l'Insegnante, in modo da incassarne la taglia.
Raccontata
così, la trama sembra perfettamente lineare e logica, e sembrerebbe
assolutamente inutile la cornice moderna attraverso la quale le vicende
ci vengono raccontate. In realtà le scene ambientate nella New
York dei giorni nostri sono tra le migliori del film (sicuramente le
più divertenti), e sono utilissime per facilitare il passaggio
tra un luogo e l'altro ed un momento e l'altro della vicenda principale,
nascondendo anche alcune imperfezioni di sceneggiatura. Tra l'altro
Rosemary Murphy, la narratrice, è semplicemente grandiosa.
Visivamente
il film è molto particolare, abbastanza innovativo. Come detto,
unisce tecniche diverse: le scene "moderne" sembrano un film
d'azione hollywoodiano, il cinegiornale cui Luke assiste all'inizio
del film è girato come se fosse un film dell'epoca, e le sparatorie
(a dir la verità un po' confuse) assomigliano ai film di Sam
Peckinpah. Gli effetti speciali computerizzati vengono usati a fini
narrativi (fantastica la scena dei 200 soldati turchi che diventano
20) e lo stile visionario finisce per avvolgere lo spettatore e non
fargli sentire le oltre due ore di proiezione. La cosa, però,
funziona solo se si entra nella mentalità di non aver davanti
un film impegnato, un film sulla Storia della Macedonia, ma un 'semplice'
western ambientato al di fuori degli Stati Uniti.
Sottolineate
dalle musiche di Kiril Dzajkovski, che a tratti sembrano uscire da un
film cinese e in altri sembrano scritte da Goran Bregovic, nel film
sono più o meno nascoste numerose citazioni, da "Sympathy
for the Devil" dei Rolling Stones a Corto Maltese, al "Canto
di Natale" di Dickens, oltre alle influenze stilistiche di cui
ho già parlato. Tutte queste cose possono sembrare un facile
modo per arruffianarsi il pubblico, ma in realtà finiscono per
dare alla pellicola uno spessore che poche altre hanno, finiscono per
trasformare un 'semplice' western in un gran film.
Titolo:
Dust (Id.)
Regia:
Milcho Manchevski
Sceneggiatura:
Milcho Manchevski
Fotografia:
Barry Ackroyd
Interpreti:
David Wenham, Joseph Fiennes, Adrian Lester, Rosemary Murphy, Nikolina
Kujaca, Anne Brochet, Vlado Jovanovski, Salaetin Bilal, Vera Farmiga,
Matthew Ross, Meg Gibson, Tamer Ibrahim, Louise Goodall, Vladimir Jacev,
Vladimir Gjorgjijoski, Zora Georgieva, Jordan Simonov, Josif Josifovski,
Joe Musso, Saundra McClain, Nick Sandow
Nazionalità:
Gran Bretagna-Germania-Italia-Macedonia, 2001
Durata:
2h. 07'
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