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Luciana
Morelli, 3 Settembre: Scanzonato |
Uip,
4 Novembre 2005
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Elizabethtown
di Cameron Crowe
Dopo
esser stato mollato dalla sua fidanzata ed essersi guadagnato il titolo
di sfigato dell'anno facendo perdere una cifra vicina al miliardo di
dollari all'azienda per cui lavora, Drew (Orlando Bloom) è un
uomo distrutto, pronto al suicidio. Mentre è intento nell'architettare
un originalissimo metodo di autoeliminazione, ecco che arriva dal Kentucky
la notizia della morte di suo padre. Sua sorella è disperata
e completamente nel pallone, mentre sua madre (Susan Sarandon) è
entrata in piena crisi mistica e ha deciso di imparare in pochi giorni
a cucinare e a ballare il tip-tap. Considerata poi la poca simpatia
che intercorre ormai da anni tra la donna e i familiari ed amici del
marito, toccherà a Drew andare a recuperare la salma del padre,
concedere ad essa i dovuti omaggi e riportarla a casa. Durante il viaggio
aereo verso Elizabethtown - così si chiama la cittadina natale
di suo padre - Drew conosce però una curiosa hostess (Kirsten
Dunst) che gli scombina decisamente i piani e la vita...
Accorciato
di un buon quarto d'ora (troppo poco rispetto a quanto c'era da sfoltire)
rispetto alla versione iniziale presentata Fuori Concorso all'ultima
edizione del Festival di Venezia, "Elizabethtown" si appresta
ad uscire nelle sale senza aver acquistato la lucidità e la scorrevolezza
che tutti si auspicavano dopo la visione lidense. La nuova commedia
romantica prodotta da Tom Cruise, scritta e diretta da Cameron Crowe
("Quasi Famosi", "Vanilla
Sky"), vede protagonisti Orlando Bloom (irritante come non
mai), Kirsten Dunst (in un ruolo appesantito dall'estenuante durata
del film) ed un'inossidabile Susan Sarandon, ma pur avendo discretamente
divertito le platee - specialmente nei minuti iniziali in cui compare
anche un Alec Baldwin davvero insolito - non è riuscita ad entusiasmare.
Non è bastata la genialità di alcune trovate della sceneggiatura,
vedi il dialogo iniziale del protagonista che si rivolge direttamente
allo spettatore, la lunghissima telefonata al cellulare che fa da preludio
ad un romanticissimo incontro o ancora il discorso con balletto di tip-tap
della Sarandon, a rendere positiva la considerazione finale su questa
pellicola che inizialmente appare gradevole ma che col passare del tempo
diventa quasi insopportabile.
Troppo
buonismo (che si tramuta spesso in egocentrismo da parte di un regista
forse un po' sopravvalutato), dosi massiccie di retorica, lungaggini
eccessive nei momenti in cui era necessaria più scioltezza narrativa,
e la voglia sfrenata e talvolta isterica da parte di Crowe di riempire
il film con montagne di carne al fuoco. Opportunamente tagliato da questa
definitiva versione è il finale risolutore della storia (per
intenderci l'espediente che salvava la reputazione professionale del
protagonista) che a Venezia ci era sembrato totalmente inverosimile,
mentre è stata mantenuta in ogni suo punto la snervante parte
finale (che giunge a conclusione di una storia che già di per
sé era stata travagliata e ricca di accadimenti) costituita da
un lunghissimo affascinante viaggio nella storia americana a ritmo di
musica. Non fosse stata così slegata da tutto il resto sarebbe
stata sicuramente la parte migliore di tutto il film. Ma d'altronde
Crowe è così: un romantico, un irriducibile nostalgico,
uno che ha fatto della musica anni '70 e delle sue esperienze di vita
personale (lo shock dopo la morte del padre gli ha dato l'idea
per questo film) un irrinunciabile strumento di cineracconto, che a
volte per troppa frenesia si fa ingoiare dalla ridondanza.
Sempre
pieno di idee, di invenzioni e di trovate geniali (fantastico il personaggio
del bambino urlante, dei due sposini e del complesso di rockettari falliti)
che anche stavolta caratterizzano i personaggi in maniera impeccabile.
L'unica cosa che manca in "Elizabethtown" sono la coralità
e quel pizzico di concretezza capace di rendere storie come questa alla
portata di tutti. Una stupenda Susan Sarandon ed un'altrettanto divertente
Kirsten Dunst si contrappongono in questo film all'ennesima deludente
prova di un Orlando Bloom incapace di sforzarsi persino nel sembrare
sfigato.
Percorsi tematici
Jerry
Maguire - di Cameron Crowe; con Tom Cruise, Cuba Gooding Jr, Renée
Zellweger.
Quasi famosi
- di Cameron Crowe; con Patrick Fugit, Billy Crudup, Kate Hudson.
Vanilla
Sky - di Cameron Crowe; con Tom Cruise, Penelope Cruz, Jason Lee,
Cameron Diaz.
Titolo:
Elizabethtown (Id.)
Regia:
Cameron Crowe
Sceneggiatura:
Cameron Crowe
Fotografia:
John Toll
Interpreti:
Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Judy Greer, Jessica Biel,
Alec Baldwin, Jed Rees, Bruce McGill, Emily Rutherfurd, Leslie David
Baker, Dan Biggers, Karen Boles, David Brandt, Jessica Brockway, Carl
Broemel, Rod Burke, Dustin Cantrell, John Will Clay, John D. Crawford,
Bobbie Daniels, Kyle Davis, Dena Decola, Paula Deen
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
2h. 03'
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