Alberto Cassani, 11 Novembre 2002: Illuminante

Elling

di Petter Naess


Per Christian Ellefsen"Stupido è chi lo stupido fa", diceva un ragazzotto statunitense quasi diec'anni fa. Ed è francamente difficile non pensare al film di Zemeckis, guardando "Elling", per quanto il personaggio qui ottimamente interpretato da Per Christian Ellefsen non abbia poi molti punti in comune con quello che ha portato all'Oscar Tom Hanks, al di là del basso quoziente intellettivo e di una candida visione del mondo.

Alla morte della madre, centro assoluto del suo universo, Elling viene internato in una clinica psichiatrica. Dopo due anni di cure, Elling e il suo compagno di stanza Kjell Bjarne vengono inseriti in un programma di recupero sociale: gli viene assegnato un appartamento ad Oslo ed il compito di imparare a badare a se stessi, ovviamente sotto il controllo di un assistente sociale. Ma il povero Elling, che certo non è un ragazzino, ha sempre vissuto sotto l'ala protettrice della madre, e per lui anche rispondere al telefono è un'esperienza nuova. Nuova e spaventosa, dato che i suoi compagni più inseparabili sono Ansia e Capogiri...

Prodotto norvegese candidato all'Oscar per il film straniero nel 2002 (battuto da "No Man's Land"), "Elling" ha forse una morale un po' risaputa, ma è un film straordinario nella sua semplicità. Lo sguardo distorcente con cui il protagonista, e noi con lui, guarda il mondo finisce per essere una lente d'ingrandimento per farci notare come siano gli altri (ossia noi) i veri pazzi.

Per Christian Ellefsen e Sven NordinElling non sa nulla della vita reale, non conosce il mondo esterno, perché è sempre stata la madre ad occuparsi di tutto. E quando si trova a dover cammminare con le proprie gambe, seppur con l'aiuto di Kjell Bjarne, anche i gesti più semplici sembrano delle imprese impossibili. Ma con il passare del tempo i due imparano a vivere, imparano a relazionarsi con gli altri, e trovano finalmente un appiglio. E' Kjell Bjarne a trovarlo per primo, l'amore di una donna, ed Elling inizialmente rifiuta l'idea, probabilmente spaventato dalla possibilità di perdere il suo sostegno, ma quando anche lui scopre un punto di interesse nel mondo esterno, quando scopre la Poesia e il proprio talento per la scrittura poetica, gli sembra molto più facile affrontare il Mondo. Ma nella sua semplicità, Elling scrive poesie solo per esprimere se stesso, perché è vero che - come chiunque - vorrebbe diventare famoso, ma quando ha la possibilità di diventarlo preferisce restare un anonimo poeta underground. Perché, nella sua semplicità, capisce che la cosa importante non è tanto avere l'approvazione degli altri, quanto il rendersi conto di essere in grado di realizzare qualcosa di valido.


La locandinaTitolo: Elling (Brødre i blodet)
Regia: Petter Naess
Sceneggiatura: Axel Hellstenius
Fotografia: Svein Krovel
Interpreti: Per Christian Ellefsen, Sven Nordin, Per Christensen, Jorgen Langhelle, Marit Pia Jacobsen, Hilde Olausson, Ola Otnes, Eli-Anne Linnestad, Cecilie Mosli, Joachim Rafaelsen, Per Gørvel, Knud Dahl, Knut Haugmark, Cristin Smith, Alex Tjore
Nazionalità: Norvegia - Svezia, 2001
Durata: 1h. 30'