Alberto Cassani, 12 Giugno 2002: Godibile
Medusa, 31 Ottobre 2002

Hollywood Ending

di Woody Allen


Woody Allen e Mark RyddellCome ogni anno, ecco puntuale il nuovo film di Woody Allen. Puntuale? Un po' in anticipo, in realtà: in genere l'autore newyorchese presenta le sue opere al Festival di Venezia, stavolta ha optato per Cannes. Ma la ragione di questo "tradimento" sta nel film stesso.

Sono anni, ormai, che il due volte premio Oscar Val Waxman non riesce a dirigere un film: il suo cattivo carattere l'ha fatto finire in Canada a realizzare spot pubblicitari per gli spray da bagno. E' davvero un peccato, perché non c'è nessun regista al mondo che sa raccontare New York come lui, e questo lo sa bene la sua ex-moglie, la produttrice Ellie, che insiste per averlo al timone di un suo film, che la società del suo attuale fidanzato si prepara a produrre al costo di 60 milioni di dollari. "Potrebbe farlo ad occhi chiusi", dice Ellie, e alla fine la spunta: Val ottiene il lavoro, ma lo stress è talmente alto che la sera prima dell'inizio delle riprese si ritrova con una forma psicosomatica di cecità totale. Ma come gli suggerisce il suo agente, Val non può permettersi di rinunciare al lavoro, e allora andiamo sul set senza vedere assolutamente nulla e preghiamo nel buon Dio...

Treat WilliamsAllen aveva già affrontato il tema delle esagerate malattie psicosomatiche in "Harry a pezzi" (ricordate il gustoso Robin Williams fuori fuoco?); qui ne fa il tema centrale del film, utilizzandolo come lente d'ingrandimento per raccontarci quanto strano sia il mondo di Hollywood. E lo fa, probabilmente, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa e raccogliendo, sicuramente, la solidarietà di tutti gli altri registi che hanno avuto modo di lavorare per gli Studios. Lo fa, come sempre, dando vita ad una serie di gag spesso eccezionali, sempre divertenti e mai banali (anche se il doppiaggio cancella la migliore del film: "Ricordati di mandare ad Haley Joel Osment le congratulazioni per il suo premio alla carriera").

Woody Allen e Tea LeoniUna qual certa prevedibilità, lo sviluppo della trama ce l'ha, ma intuire come il film andrà a finire non rovina assolutamente l'impianto comico della pellicola. Comicità che si concentra soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando il ritmo sembra quello dell'Allen giovanile. Poi la media 'battute per minuto' cala vertiginosamente e i dialoghi si fanno un po' troppo prolungati, ma sempre con brio. Purtroppo, come capita sempre con i film meta-cinematografici, alcune gustosissime chicche saranno pienamente comprensibili solo a chi ha una buona conoscenza del mondo del cinema; ma in fin dei conti si ride spesso, e spesso tenendosi la pancia.

Woody Allen e George HamiltonParticolarmente riuscite sono le figure degli executives hollywoodiani, peraltro interpretati da Treat Williams e George Hamilton scelti alla perfezione, mentre un po' scialba risulta tutto sommato la figura di Ellie (Téa Leoni).
Film godibillissimo, comunque, che magari aggiunge poco alla filmografia alleniana ma che si staglia di un bel po' su tutte le commediole più o meno giovanilistiche che ci stanno invadendo in quest'ultimo periodo.


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La locandinaTitolo: Hollywood Ending (Id.)
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Wedigo Von Schultzendorff
Interpreti: Woody Allen, Téa Leoni, Treat Williams, Mark Rydell, George Hamilton, Debra Messing, Tiffani Amber Thiessen, Neal Huff, Barney Cheng, Isaac Mizrahi, Marian Seldes, Jodie Markell, Kenneth Edelson, Ted Neustadt, Peter Gerety, Greg Mottola, Fred Melamed, Erica Leerhsen, Joseph Rigano, Mark Webber, Aaron Stanford, Rochelle Oliver
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 54'