Alberto Cassani, 7 Febbraio 2005: Insistito
Mikado, 11 Febbraio 2005

La schivata

di Abdellatif Kechiche


Quante cose fa fare, l'Amore...
Osman ElharrazKrimo è un ragazzino arabo che vive in una periferia povera di Parigi che si è appena innamorato di Lydia, una sua graziosa compagna di classe bionda con gli occhi azzurri. Pur di stare accanto a lei, Krimo decide di interpretare il ruolo di Arlecchino nella recita del "Gioco del Caso e dell'Amore" di Marivaux. Ma se Lydia è una ragazza dal carattere forte, Krimo è un ragazzo timido, che fatica a trovare le parole giuste per dichiararsi e che nascondere i suoi sentimenti per lei ai propri amici in modo da evitare prese in giro. La commedia gli verrà in aiuto, ma Lydia non sembra intenzionata a dare una risposta alla sua domanda. La cosa si complica ulteriormente quando l'ex ragazza di Krimo decide che la loro storia non è ancora finita...

Carole Franck e Sara Forestier con Osman Elkharraz di spalleDopo l'apprezzato "Tutta colpa di Voltaire", Abdellatif Kechiche realizza un progetto che aveva in testa da più di diec'anni. L'intento principale è presentare i sobborghi parigini sotto una luce diversa da quella solitamente data loro da documentari e servizi giornalistici, una luce meno dura e più vicina alla realtà. L'ha fatto utilizzando al meglio un manipolo di attori non professionisti incontrati sul luogo e lavorando molto sui dialoghi e sulla costruzione dei personaggi, lasciando l'ambientazione ai margini delle loro vicende personali riuscendo però a rendere lo sviluppo della storia fortemente caratterizzato dal quartiere. Il risultato è un piccolo film girato in digitale che ha nell'intensità dello sguardo il suo pregio migliore e nell'eccessiva lunghezza di alcune sequenze il suo difetto peggiore.

Il regista Abdellatif Kechiche spiega una scena a Sara ForestierSe dal punto di vista visivo la pellicola non impressiona, la storia raccontata è comunque interessante e per nulla banale nel suo sviluppo. I buoni momenti non sono pochi, ma purtroppo non sono pochi neppure i termini romaneschi utilizzati nell'agghiacciante doppiaggio italiano per 'sporcare' la parlata dei personaggi, cosa che finisce per vanificare quella ricerca del naturalismo cui il regista teneva particolarmente.
Giocare sulla somiglianza tra realtà dei personaggi e testo pre-esistente (la commedia di Marivaux racconta di amore tra poveri, e il film è prima di tutto una storia d'amore tra poveri) è certo poco originale, ma Kechiche lo fa con brio e sincerità. Certo i giovani attori ci mettono molto del loro nella riuscita delle singole scene, piene di dialoghi sovrapposti e scatti d'ira più o meno verbale, ma al di là dell'intervento della polizia - che sembra del tutto fuori luogo, anche se il regista l'ha fatto apposta - il meccanismo funziona perché è stato ben studiato. Se Kechiche avesse sfrondato un po' certi momenti, riducendo la durata di una ventina di minuti, l'impressione è che ci saremmo potuti trovare davanti ad un film davvero di buon livello. Ma gli obiettivi degli autori erano altri, e non si può certo dire che li abbiano falliti.


Percorsi tematici

Cous Cous - di Abdellatif Kechiche; con Habib Boufares, Hafsia Herzi.


La locandinaTitolo: La schivata (L'Esquive)
Regia: Abdellatif Kechiche
Sceneggiatura: Abdellatif Kechiche, Ghalya Lacroix
Fotografia: Lubomir Bakchev
Interpreti: Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou, Hafet Ben-Ahmed, Aurélie Ganito, Carole Franck, Hajar Hamlili, Rachid Hami, Meriem Serbah, Hanane Mazouoz, Sylvain Phan, Olivier Loustau, Rosalie Symon, Patrick Kodjo Topou, Lucien Tipaldi, Reinaldo Wong, Nu Du, Ki Hong, Brigitte Bellony-Riskwait, Fatima Lahbib
Nazionalità: Francia, 2003
Durata: 1h. 57'