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Emanuele
Rauco, 11 Dicembre 2007: Divagante |
Bim,
7 Dicembre 2007
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L'età
barbarica
di Denys Arcand
La
società attuale è un grande medioevo da cui cercare di
evadere, fuggire. Per analizzarla meglio. E' questa l'idea alla base
della trilogia di Denys Arcand, che dopo lo straordinario successo de
"Il declino dell'impero americano" e "Le
invasioni barbariche" (coronato dall'Oscar) arriva al terzo
capitolo. Dopo aver affrontato la fine delle illusioni capitaliste e
l'arrivo del cancro post-imperialista, il regista canadese dà
ormai per assodata la resa del mondo alla propria decadenza e racconta
degli ultimi onirici tentativi di resistenza; con più ironia
e surreale acume dei precedenti film, ma forse meno lucidità.
Jean-Marc
è un impiegato statale alienato dalla stupidità del suo
lavoro e delle regole che lo alimentano, comincia perciò ad aprirsi
squarci d'immaginazione per sopravvivere alla sua vita pubblica e familiare;
ma il gioco rischia di spingersi un po' più in là della
norma, facendogli perdere tutto.
Scritta
da Arcand, un commedia tragica e divertente, cupa e sferzante, che rifacendosi
ad alcune commedie francesi a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80
(ma anche certe trovate felliniane), racconta il male di vivere dei
nostri tempi, che non è più né psicologico né
psicosomatico ma definitivamente burocratico, mescolando con discreta
scioltezza parentesi comicamente sopra le righe e più fini descrizioni
realistiche.
Ambientato in un Canada molto lontano da quello che s'immagina e che
ci viene raccontato (anche da Michael Moore),
il film è una sconsolata riflessione sulla fine che hanno fatto
le speranze, o i più semplici sogni di realizzazione dell'uomo
medio, inghiottito da regole, norme e convenzioni illogiche che - come
in una fantasia sovietica dei tempi antichi - schiacciano l'uomo sotto
il peso di carte, numeri, invenzioni aziendali che scivolano nel ridicolo
(esemplari le sequenza dell'addestramento al sorriso o del feng-shui).
Ma se il sogno è l'unica fuga possibile, la realtà è
ormai talmente corrosa e corrosiva che inficia il sogno, tanto da chiedere
a ognuno di noi di fare qualcosa, almeno una volta, per sconfiggerla
e piegarla ai nostri semplici desideri.
Arcand
sceglie abbastanza esplicitamente i toni della satira classica, dalle
suggestioni letterarie, e alterna (sul filo della meccanicità)
scene d'ufficio e liberazioni oniriche, riuscendo nella difficile impresa
di confondere i registri e di spiazzare lo spettatore che non sa quale
ambiente sia più surreale, se un palazzetto del ghiaccio adibito
a ufficio o gli "harem" in cui Jean-Marc si sente padrone;
anche se poi rischia di tirarla un po' per le lunghe (la parte del finto
torneo è pleonastica) e di dire meno di quanto potrebbe, nonostante
un bel tocco malinconico nel finale.
Scritto
con molta verve, notevoli sprazzi comici e personaggi a cui ci
si abitua sebbene immaginari, ha il suo limite principale nella costruzione,
a volte ripetitiva, e nel passaggio del discorso da satirico a esistenziale,
dove il tono predicatorio a volte è didascalico; ma si riscatta
decisamente con una regia davvero intelligente, abile nel cambiare le
atmosfere e le carte in tavola con ritmo, acutezza d'indagine, levità
di tocco, persino inventiva di messinscena. Il gioco d'attori poi, sebbene
non raggiunga le vette dei precedenti film, è sempre un'importante
freccia nell'arco del regista, con l'impassibile e 'keatoniano' protagonista
Marc Labrèche ben supportato specie dal cast femminile,
dove spicca la deliziosa Emma de Caunes, già protagonista dell'ultimo
film con Mr. Bean.
Evidentemente è un passo indietro nel cinema di Arcand, specie
rispetto al bellissimo predecessore, ma sono
manna dal cielo film come questi, in cui lo sfrigolare dell'intelligenza
e del divertimento si percepisce e si gusta in ogni scena.
Percorsi tematici
Le
invasioni barbariche - di Denys Arcand; con Rémy Giraud,
Marie-Josée Croze.
Titolo:
L'età barbarica (L'âge des ténèbres)
Regia:
Denys Arcand
Sceneggiatura:
Denys Arcand
Fotografia:
Guy Dufaux
Interpreti:
Marc Labrèche, Diane Kruger, Sylvie Léonard, Caroline
Néron, Rufus Wainwright, Macha Grenon, Emma de Caunes, Didier
Lucien, Rosalie Julien, Jean-René Ouellet, André Robitaille,
Hugo Giroux, Christian Bégin, Thierry Ardisson, Laurent Baffie,
Bernard Pivot, Pierre Curzi, Gilles Pelletier, Johanne-Marie Tremblay,
Michel Rivard
Nazionalità:
Canada, 2007
Durata:
1h. 50'
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