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Paola Cavallini, 28 Agosto 2004: Arrabbiato |
Bim,
27 Agosto 2004
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Fahrenheit
9/11
di Michael Moore
Film
sugli errori/orrori dell'amministrazione Bush, esce nelle nostre sale
dopo il vittorioso passaggio a Cannes la più recente opera del
regista statunitense Michael Moore, preceduta da un quantitativo industriale
di polemiche e discussioni. Il film si snoda in ordine cronologico,
cominciando dal periodo immediatamente precedente all'elezione di George
W. e procedendo attraverso gli eventi più salienti di questi
quattro anni, per giungere fino all'attuale stato della guerra (che
ufficialmente non è più guerra) tra gli Stati Uniti e
l'Iraq. Attraversiamo questi quattro anni passando attraverso i brogli
che portarono Bush alla casa Bianca nel 2000, le ferie del Presidente
un po' in tutto il continente americano, la sua politica filomilitare,
le tragiche vicende dell'11 settembre, l'attacco all'Afghanistan ed
infine la guerra all'Iraq, a chi, per ammissione dello stesso Bush,
aveva comunque "cercato di uccidere suo padre".
Costruito
come un documentario, con la voce narrante dello stesso regista ad accompagnare
lo spettatore durante le vicende narrate, "Fahrenheit 9/11"
è una cavalcata nell'orrore, un orrore tale da essere in grado
di colpire anche lo spettatore più scafato. Bush e i suoi più
vicini collaboratori impegnati in convention milionarie, e ghetti
americani popolati di ragazzi per cui il rischio di morire in Iraq è
una prospettiva migliore di quella di restare a casa propria; madri
che pochi mesi prima sostenevano il Presidente mandando i propri figli
in guerra ed ora piangono sull'inutile morte di quegli stessi ragazzi;
uomini, donne e bambini massacrati, e militari che parlano di "obiettivi
di rilevanza strategica". L'orrore che Bush ha creato nei suoi
quattro anni al potere tocca tutto e tutti, e alla fine quelli che ci
guadagnano sono i produttori di armamenti, le compagnie petrolifere,
gli industriali che ricostruiranno l'Iraq, e addirittura gli imprenditori
che forniscono il catering e la lavanderia ai soldati oltreoceano.
Un
film tutto costruito sul montaggio, un puzzle assemblato con
grande maestria da Moore, che riesce a bilanciare in modo perfetto l'ironia,
il sarcasmo, il dolore, lo sdegno e la rabbia. Una fotografia degli
Stati Uniti che va al di là dell'immaginazione, anche per chi
è abituato a tenersi informato, a non credere a tutto quello
che si dice e che si scrive, una full-immersion nel marcio che
caratterizza la società occidentale ed in particolare quella
statunitense.
Difficile
dire quali siano le sequenze memorabili di "Fahrenheit 9/11",
non perché non ve ne siano, semmai proprio perché sono
troppe. Preferisco che vediate il film in qualche modo vergini da osservazioni
e indicazioni, senza aspettarvi quello che accadrà davanti ai
vostri occhi, ma allo stesso tempo vi assicuro che ne sarete profondamente
toccati: è impossibile restare indifferenti davanti a tanto spettacolo.
Il
pensiero finale che rimane uscendo dal cinema è, come spesso
accade, che le vittime, in tutto il mondo, sono sempre le stesse: che
si tratti di bambini iracheni o afgani, di giovani reclute americane
ignare, di civili che perdono la vita in una guerra che non immaginavano
neppure che sarebbe scoppiata, la conclusione è sempre che muore
chi non è al potere. Come ci ricorda Moore, tra tanti soldati
americani sui fronti internazionali c'è un unico caso in cui
si trova in guerra il figlio di un senatore americano. Sono sempre i
poveracci che rischiano la pelle, da qualunque parte del fucile si trovino.
Percorsi tematici
The
Agronomist - di Jonathan Demme.
Bowling a Columbine
- di Michael Moore.
Titolo:
Fahrenheit 9/11 (Id.)
Regia:
Michael Moore
Sceneggiatura:
Michael Moore
Fotografia:
Mike Desjarlis
Interpreti:
Michael Moore, George W. Bush, Paul Wolfowicz, Ben Affleck, James Ashcroft,
James Baker III, Khalil Bin Laden, Tom Brokaw, George Bush, Tucker Carlson,
Dick Cheney, Bill Clinton, Katie Couric, Al Gore, Robert De Niro, Katherine
Harris, Saddam Hussein, Osama bin Laden, Jim McDermott, Josh Tanner,
Colin Powell, Britney Spears, Stevie Wonder
Nazionalità:
USA, 2004
Durata:
2h. 02'
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