Fantozzidi Luciano Salce Il ragionier Ugo Fantozzi è un umile impiegato della Italpetrolcementermotessilfarmometalchimica. Sposato con Pina, ha una figlia di nome Mariangela ma passa le sue giornate a cercare di far colpo sulla signorina Silvani, quando le pratiche che il ragionier Filini gli passa gli lasciano abbastanza tempo per respirare. Ma tra una disavventura e l'altra, il massimo cui Fantozzi può aspirare è di venir sorteggiato per nuotare nell'acquario del Mega Direttore Galattico... Tratto da una serie di romanzi scritti dallo stesso Paolo Villaggio, il personaggio di Fantozzi è diventato l'emblema dell'impiegatuccio sfigato così come il coevo Cipputi lo è del metalmeccanico maltratto e deluso. Fantozzi è un italiano medio(cre), del tutto privo di qualità, oppresso dalla famiglia come dai colleghi. L'essere perdente fa talmente parte del suo DNA che ha persino una nuvoletta personale, pronta a rovesciargli in testa piogge torrenziali private dal primo all'ultimo giorno di ferie. Certo non un è film tecnicamente eccezionale, ma propone gag memorabili grazie alla comicità surreale tipica del Villaggio di quel periodo, rimasto a lungo intrappolato nel personaggio ma capace di entrare a far parte dell'immaginario collettivo del Belpaese. Ma non può sfuggire la velata critica - ancora perfettamente attuale - alla società del periodo, caratterizzata da dispotismi, raccomandazioni, assenteismo e menefreghismo. Ed è proprio grazie a questo sottotesto che il personaggio trova la sua grandezza, un personaggio con il quale è semplicissimo identificarsi ma che ci fa piacere osservare dall'alto, un personaggio di cui ci piace ridere, in modo da esorcizzare le disavventure che - osservate sullo schermo - sappiamo poter facilmente accadere anche a noi stessi. Tra la "Bianchina" e le poltrone in pelle, tra l'autobus preso al volo e le gare ciclistiche aziendali, "Fantozzi" è uno dei migliori esempi della nuova commedia italiana degli anni '70. Anche se, forse, è leggermente inferiore al "Secondo tragico Fantozzi".
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