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Emanuele
Rauco, 9 Gennaio 2007: Sincero |
Istituto
Luce, 12 Gennaio 2007
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La
guerra dei fiori rossi
di Zhang Yuan
Anche
autori famosi e celebrati in tutto il mondo devono sottostare alle leggi
del mercato, o meglio alla censura del mercato, se vogliono far sì
che le proprie opere possano essere viste e distribuite. Accade nei
paesi democratici del primo mondo, accade all'ennesima in un repubblica
popolare che sta cercando una patina di civiltà come quella cinese.
E' quello che è accaduto con il grande Zhang Yimou ("Hero",
"La foresta dei pugnali volanti"),
è quello che con questo film è successo anche a Zhang
Yuan, che nonostante un Leone d'argento - per "Diciassette
anni" - e la creazione di un circuito indipendente e clandestino
per fare circolare le opere non gradite al Governo cinese, è
dovuto scendere a patti per poter distribuire questo suo ottavo lungometraggio.
La
storia è quella di Fang Qiangqiang, un bambino capriccioso e
ribelle che porta lo scompiglio nell'asilo in cui è appena arrivato,
facendo disperare le maestre che pensano solo a controllare e punire,
e restando spesso senza fiori rossi (simbolo dell'obbedienza scolastica).
Scritto
da Zhang con Ning Dai e tratto da un famoso romanzo di Wang Shuo, è
un racconto infantile, tra favola, formazione e metafora, che parla
di una pacifica ma convinta ribellione in un sistema, quello scolastico,
che sottilmente Yuan trasforma nello specchio di un paese, cercando
di rilevare continuamente il rapporto tra le istituzioni prescolastiche
e l'apparato governativo-militare che ne è a capo. Come però
si diceva all'inizio, Yuan è dovuto venire a (troppi) patti per
far diventare questo film il più grande successo del cinema cinese
indipendente, accettare molti compromessi e mediare tra le richieste
delle commissioni governative e le proprie ambizioni - condivise col
produttore Marco Müller. Perciò il film resta una specie
di versione cautamente politica di "Gian Burrasca": divertente,
sicuramente piacevole e con qualche momento convincente, ma non graffiante
e profondo come avrebbe potuto essere.
Yuan
lascia sullo sfondo le figure dell'autorità cinese, il Governo
e l'esercito soprattutto, per concentrarsi esclusivamente sulla scuola,
sull'educazione repressiva ma non cattiva, per cercare di mettere in
scena la ribellione di un bambino contro il mondo in cui l'hanno costretto
a vivere. Fang comincia a fare i conti con la realtà che lo aspetta,
soprattutto con una società dominata dal controllo in cui la
libertà d'azione e di pensiero deve passare il vaglio della censura.
Proprio per questo sembra ironico, nonché indicativo di una situazione
politica immobile nonostante il liberismo rampante, che Yuan abbia dovuto
limitare i toni e la forza del racconto, puntando troppo sulla fiaba
e la morale per ogni età, evitando di affondare troppo il coltello
nelle piaghe (poco gradite) e nelle contraddizioni della sua nazione.
Il
film è, però, realmente vincente nella descrizione e rappresentazione
del mondo infantile, nel saper figurare una condizione fisica, psicologica
ed emotiva degna di un trattato di pedagogia, specialmente nella descrizione
dei rapporti affettivi, emotivi, anche proto-sessuali che i piccoli
cominciano a conoscere e ad apprezzare, assieme alla loro innata giocosità
(la sequenza migliore è infatti il tentativo di legare la maestra
dormiente con i lacci da scarpe). Il resto si guarda con piacere ma
senza entusiasmi, anche perché né la regia - tranne qualche
momento onirico o stilistico più ardito - né gli attori
adulti (mentre il piccolo Dong Bowen è fantastico) riescono a
rendere il film migliore di ciò che è.
Percorsi tematici
Incontro
con il produttore Marco Muller - a cura di Emanuele Rauco.
Diciassette
anni - di Zhang Yuan; con Liu Lin, Li Binbing.
Titolo:
La guerra dei fiori rossi (Kan shang qu hen mei)
Regia:
Zhang Yuan
Sceneggiatura:
Ning Dai, Zhang Yuan
Fotografia:
Yang Tao
Interpreti:
Dong Bowen, Ning Yuanyuan, Chen Manyuan, Zhao Rui, Li Ziaofeng, Sun
Yujia, Du Ma, Liu Runqiu, Wang Ziye, Zhang Yanghao, Kang Jiani, Zhao
Jiaheng, Liu Lian, Yao Qing, Li Huacheng, Hong Peiyuan, Zhou Ying, Chen
Li, Zhan Weihua, Fu Ying, Fu Shaojie
Nazionalità:
Cina - Italia, 2006
Durata:
1h. 32'
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