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Alberto Cassani, 4 Gennaio 2004: Mediocre
Fire
and Ice
Fuoco e Ghiaccio
di Ralph Bakshi
"Molto
tempo fa, alla fine dell'ultima era glaciale, nel nord salì al
trono una regina molto potente. Il suo nome era Juliana, e la sua ambizione
era estendere i confini del suo regno a tutte le regioni conosciute
del mondo. A questo fine radunò un esercito. Ebbe un figlio e
lo chiamò Necron. Gli insegnò le arti della magia nera
e dei poteri occulti. Quando Nekron raggiunse la maggiore età,
era un maestro nelle arti magiche. Assieme, assunsero il comando del
Regno del Ghiaccio. Dal loro castello, chiamato 'Picco di Ghiaccio',
ordinarono a enormi ghiacciai di scendere a valle. Nessun villaggio,
nessuna persona, potè resistere al rovinoso avanzare di quelle
enormi masse di ghiaccio.
I
sopravvissuti si spostarono sempre più a sud, verso una regione
montana caratterizzata da molti vulcani. Questa regione era governata
da un re di nome Jarol, che viveva in una dimora che i suoi uomini chiamavano
la 'Torre del Fuoco'. Necron spingeva le masse di ghiaccio sempre più
a sud, verso le zone temperate attorno alla Terra del Fuoco. Nessuno
osava neanche immaginare cosa sarebbe accaduto in uno scontro tra il
Fuoco e il Ghiaccio..."
Dopo
questa (troppo) lunga introduzione, abbandoniamo le illustrazioni a
matita di Frank Frazetta per addentrarci nel mondo che Ralph Bakshi
ha disegnato con il suo tipico stile personale. Frazetta e Bakshi hanno
creato l'universo di questo "Fire and Ice" a quattro mani
ma il tratto dei due autori mal si combina, e per quanto i classici
personaggi frazettiani siano comunque riconoscibili (come il
"Death Dealer" che viene qui chiamato Darkwolf, o i sub-umani
neanderthaliani), appaiono fuori luogo nei disegni al rotoscopio del
regista del "Signore degli Anelli" animato, che non riesce
nemmeno a rendere possenti le anatomie dei suoi guerrieri. Le influenze
che hanno portato alla realizzazione di questo film sembrano comunque
molteplici, da "Flash Gordon" ai comics di Moebius,
da Tarzan a "Guerre Stellari", fino - ovviamente - ad "Heavy
Metal" (e passando forse per una poesia di Robert Frost).
I
danni maggiori, comunque, Bakshi li fa in sede di regia. A fianco di
un buon uso del montaggio nelle scene d'azione, una convincente tormenta
di neve realizzata con tecnica mista ed un lungo inseguimento nella
giungla del tutto privo di parole, Bakshi ha infatti la pessima idea
di realizzare alcune sequenze al rallentatore, che dimostrano le ragioni
dello scarso utilizzo di questa tecnica all'interno del cinema d'animazione.
Nonostante poi la buona dose di violenza insita nel racconto, sono ben
poche le gocce di sangue che il regista decide di far versare nel corso
del film. Questo provoca una strana sensazione di freddezza, di irrealtà,
acuita anche dall'animazione dei personaggi, che troppo spesso si muovono
in spregio alle comuni leggi della fisica. Personaggi che già
di loro non riescono in nessun caso ad avere il carisma mitico di un
Conan il barbaro, per fare un esempio.
Unica eccezione è la protagonista femminile, Teegra, che rivaleggia
in fascino con la Taarna del già citato "Heavy Metal".
D'altra parte, va in giro per tutto il tempo ad agitare tette e culo
con indosso solo un microscopico bikini...
Se
l'universo del film, e quindi il suo soggetto, è opera di Bakshi
e Frazetta, la sceneggiatura è stata scritta dai due fumettisti
Roy Thomas e Gerry Conway. Nonostante l'esperienza di Thomas con ambientazioni
simili a quella di questo film (ha scritto a lungo la serie del "Conan"
di casa Marvel), è proprio in fase di sceneggiatura che "Fire
and Ice" presenta i problemi maggiori. La storia, ripetitiva già
di suo, ha qualche buco di troppo e procede esclusivamente per coincidenze,
che regolano gli incontri tra i personaggi e le sorti dei loro scontri.
In più, il primo incontro fra Teegra e Larn e la nascita del
loro amore ci viene raccontato in maniera estremamente confusa. Troppi,
poi, sono i personaggi secondari di cui non si sa nulla e di cui ci
si chiede ragione (compresa la stessa regina Juliana). E' invece efficace
la caratterizzazione scimmiesca dei sub-umani, che risente però
di una separazione troppo rigida tra buoni e cattivi. In più,
la magia appare tutto sommato inutile per la storia e mal utilizzata
a livello narrativo.
Insomma,
se è vero che l'ora e venti di proiezione passa tutto sommato
in fretta è altrettanto vero che passa in maniera del tutto innocua,
lasciando di rado intravedere il talento dei singoli reallizzatori.
Non c'è una sola sequenza in tutto il film che sia davvero memorabile,
nessun momento in cui si trattiene il fiato per le sorti dei personaggi,
nessuna scena in cui si ritrova la perizia grafica di Frazetta e nessun
istante in cui le musiche di William Kraft non sembrino eccessive.
E nessun momento in cui si crede al mondo che ci viene raccontato.
Titolo:
Fire and Ice - Fuoco e Ghiaccio (Fire and Ice)
Regia:
Ralph Bakshi
Sceneggiatura:
Roy Thomas, Gerry Conway
Fotografia:
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Interpreti:
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Nazionalità:
USA, 1983
Durata:
1h. 21'
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