Alberto Cassani, 13 Febbraio 2003: Farraginoso
Mikado, 14 Febbraio 2003

Il fiore del male

di Claude Chabrol


La famiglia Charpin-Vasseur nel 'giardino d'inverno'Ha ragione il giallista Ed McBain quando scrive che è impossibile fare di una storia gialla un capolavoro, perché nel momento in cui qualcuno viene ucciso l'unica cosa che tutti vogliono sapere è l'identità dell'assassino. Quest'ultimo film di Chabrol inizia con un omicidio, o meglio: con un cadevere disteso in camera da letto, e questa immagine resta impressa nella mente dello spettatore per tutta la durata della proiezione, portandolo spesso ad estraniarsi dalla vicenda che gli viene raccontata per cercare indizi sull'identità del cadavere, e ancor più su quella dell'assassino.

Le famiglie Charpin e Vasseur sono unite da un doppio matrimonio, ma anche da una scia di misteriose morti violente. Oggi Anne sembra la più probabile candidata alla poltrona di sindaco del piccolo paese in cui la famiglia vive, ma suo marito Gérard non ne è molto felice. Il ritorno da un lungo soggiorno a Chicago del figlio di lui, François, coincide con una crisi familiare piuttosto grave, infiammata dalla pesante campagna elettorale contraria ad Anne. Ma tornando a casa, François ritrova soprattutto quello da cui era fuggito tre anni prima: l'amore per Michèle, la figlia di Anne...

Nathalie Baye e Bernard Le CoqIn realtà, la considerazione di McBain è valida solo se l'intreccio giallo è ben costruito. Nei film di Chabrol, almeno in quelli recenti, il mistero è presto svelato, perché nel lotto di personaggi ce n'è sempre uno che attira subito l'attenzione di tutti, che sembra voler gridare al mondo "sono stato io!". Era così nell'ultimo "Grazie per la cioccolata", ed è così in questo nuovo "Fleur du Mal". L'intreccio giallo sembra più un pretesto, un "di più", rispetto all'ambientazione principale, che è quella della famiglia piccolo-borghese tipica di Chabrol. Ma proprio per via di quanto affermato da McBain, la complicata vicenda della famiglia Charpin-Vasseur poco ci intriga e molto ci ammorba, grazie a dialoghi eccessivamente insistiti, una sceneggiatura che sottovaluta troppo spesso l'intelligenza dello spettatore ed un'ambientazione piuttosto irritante.

Suzanne Flon, Benoit Magimel e Mélanie DouteyProtagonista della pellicola è quel Benoit Magimel che con "La Pianista" aveva vinto il premio come miglior attore al Festival di Cannes un paio d'anni fa e che francamente continua a non convincere poco. Fa chiaramente parte di quella schiera di attori-trasformisti che cambiano colore dei capelli e atteggiamento interpretativo a seconda del personaggio che di volta in volta interpretano, ma in questo caso la sua recitazione sembra un po' troppo teatrale, "finta" per il cinema. Al suo fianco Mélanie Doutey non sembra avere molto altro che un bel visino, Nathalie Baye entra ed esce di scena senza lasciare particolare traccia di sé, e neanche attori con maggior carisma rispetto a Bernard Le Coq e Suzanne Flon avrebbero potuto rendere validi i loro personaggi, nonostante l'importanza che rivestono nello sviluppo della vicenda. Ma non è nella recitazione il male peggiore di questo film, è nel modo in cui Chabrol conduce la nave. Un Chabrol non certo al massimo della forma, se mai lo è stato.


Percorsi tematici

La commedia del potere - di Claude Chabrol; con Isabelle Huppert, François Berléand.
Grazie per la cioccolata - di Claude Chabrol; con Isabelle Huppert, Jacques Dutronc, Anna Mouglalis, Rodolphe Pauly.
L'innocenza del peccato - di Claude Chabrol; con Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel.


La locandina franceseTitolo: Il fiore del male (La Fleur du Mal)
Regia: Claude Chabrol
Sceneggiatura: Caroline Eliacheff, Louise L. Lambrichs
Fotografia: Eduardo Serra
Interpreti: Benoît Magimel, Mélanie Doutey, Nathalie Baye, Bernard Le Coq, Suzanne Flon, Thomas Chabrol, Henry Attal, Thomas Chabrol, Kevin Ahyi, Jérôme Bertin, Françoise Bertin, Caroline Baehr, Didier Bénureau, Yvon Crenn, Jean-Marc Druet, Michel Herbault, Edmond Kastelnik, Marius de Laage, Isabelle Mamère, Juliette Meyniac, François Maistre
Nazionalità: Francia, 2002
Durata: 1h. 44'