Luciana Morelli, 27 Agosto 2002: Guardabile
Mediafilm, 23 Agosto 2002

Frailty
Nessuno è al sicuro

di Bill Paxton


"Frailty" è il titolo del thriller psico-metafisico che segna l'esordio alla regia di Bill Paxton, celebre attore interprete di numerosi film, tra cui ricordiamo lo splendido "Soldi Sporchi", "Titanic" ed "Il grande Joe". Un film sulla "fragilità" dell'animo umano di fronte ai grandi interrogativi sulla religione, sul mondo del paranormale e sulle ossessioni che a volte lo condizionano modificandolo nel profondo.

Bill Paxton, attore e registaUn misterioso serial killer che si fa chiamare "God's hand", la "mano di Dio", sconvolge il Texas sin dai lontani anni '70. Le numerose persone scomparse in quella zona sono state attribuite a questo pericoloso criminale del cui caso si occupa anche l'FBI, nella persona dell'agente Wesley Doyle (Powers Boothe), il quale una sera riceve nel suo ufficio la visita di un uomo che dice di chiamarsi Fenton Meiks (Matthew McConaughey) e di sapere con certezza chi è l'autore dei misteriosi delitti. Lo scetticismo dell'agente Doyle è palese soprattutto dopo l'incredibile racconto di Meiks: l'assassino o meglio, "gli" assassini, sarebbero infatti il padre (ormai morto da anni) ed il fratello minore Adam Meiks, appena suicidatosi, perché portato alla pazzia dal plagio che la sua mente di bambino subì da parte del padre (Bill Paxton). Quest'ultimo li avrebbe fatti crescere con la convinzione di essere una famiglia di prescelti, "eletti" da Dio per distruggere i demoni che si nascondono in mezzo a loro dietro sembianze umane. I presunti poteri che Dio, apparsogli una notte nelle vesti di un angelo, gli conferì avevano, secondo Fenton, sconvolto la mente del padre; da quel momento l'uomo disse infatti di avere visioni mistiche e poteri extrasensoriali che gli permettevano, con un semplice contatto manuale, di riuscire a "vedere" nella sua mente i gravi crimini che questi "demoni" avevano commesso nel corso della loro vita. Una precisa missione quella dei Meiks, con tanto di lista nera e di armi ritenute "magiche" suggeritegli, quasi come in un'avventura da videogioco, per liberare gli uomini e il mondo intero dagli spiriti malvagi.
Matthew McConaugheyIl racconto che Fenton fa all'agente Doyle viene accompagnato con straordinaria freddezza da flashback sulla vita della sua famiglia risalenti proprio al lontano 1979, anno in cui tutto ebbe inizio ed in cui lui allora dodicenne (Matthew O'Leary) insieme al fratello Adam (Jeremy Sumpter), di tre anni più piccolo, vivevano con il padre (essendo orfani di madre morta di parto) in una tranquilla casetta di campagna situata dietro il roseto della cittadina di Abilene. Fenton nel suo racconto descrive con cinica tranquillità anche quanto sia stato difficile sopportare le crudeli punizioni che il padre gli inflisse quando, ormai troppo grandicello per farsi completamente soggiogare come il fratellino, si ribellò a quegli orrendi massacri, confessando apertamente di non credere ad una sola parola e di ritenere che la sua fosse nient'altro che pura e semplice pazzia. Dopo esser stato accusato dal padre di essere lui stesso un demone e di non aver fede in Dio, fu costretto a subire un crudele castigo fino a quando un giorno, fingendo di essersi convertito, Fenton decide di unirsi alla "squadra" per mettere fine al tutto. Ogni cosa sembrava infatti finalmente risolta quando, in preda ad un raptus e stanco di veder morire la gente sotto i suoi occhi e quelli del fratello, uccide il padre. Per dimostrare all'incredulo poliziotto che il suo racconto non è frutto di manie di protagonismo e che la verità è finalmente vicina, Fenton Meiks conduce Doyle proprio nel luogo in cui il padre un tempo, ed il fratello Adam successivamente, avevano secondo lui seppellito tutte le vittime. Sarà proprio lì che la sconvolgente verità verrà a galla, non proprio quella che era stata disegnata fino a quel momento.

Matt O'Leary e Bill PaxtonChi è il vero esaltato e chi il demone? Il padre era veramente un pazzo deviato, oppure il pazzo è lui che si è inventato tutto? Ma soprattutto, perché aveva deciso improvvisamente di confessare tutto alla polizia? A mio modesto parere il finale è l'unica cosa che rovina il film perché, per non renderlo prevedibile (come quello che si era tutto sommato piacevolmente visto fino a quel momento), il tutto viene trasformato dallo sceneggiatore Brent Hanley in un'assurda e inconsistente "favola". Un vero peccato perché con qualche accortezza in più il film avrebbe potuto essere un vero capolavoro. Nonostante ciò, nel complesso, risulta comunque godibile tanto da ricevere i complimenti di un grande come Stephen King che ha definito "Frailty" un film "unico" nel suo genere e di grande impatto emotivo. Attestati di gradimento sono arrivati a Paxton anche da grandissimi registi come James Cameron ("Titanic", "Aliens - Scontro finale", "Terminator"), Sam Raimi ("Spider-Man", "Soldi sporchi") e Bryan Singer ("I soliti sospetti", "X-Men") che hanno più volte espresso al regista la volontà di dirigere il film.
Un 6 e mezzo complessivo al bravissimo attore per il suo esordio di regista ed all'ottima interpretazione di un Mattew McConaughey assolutamente perfetto per questo ruolo.


La locandina statunitenseTitolo: Frailty - Nessuno è al sicuro (Frailty)
Regia: Bill Paxton
Sceneggiatura: Brent Hanley
Fotografia: Bill Butler
Interpreti: Bill Paxton, Matthew McConaughey, Powers Boothe, Matthew O'Leary, Luke Askew, Jeremy Sumpter, Derk Cheetwood
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 1h. 40'