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Alberto
Cassani, 21 Aprile 2004: Sconcertante |
Bim,
16 Aprile 2004
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Una storia americana
di Andrew Jarecki
Chi ha visto "La parola ai giurati" può forse capire qual è lo stato d'animo con cui un giurato entra in camera di consiglio al termine di un processo. Al di là di ciò che prescrive la Legge, nessuno dei dodici membri di una qualunque giuria può essere in grado di lasciarsi completamente alle spalle i propri pre-concetti e valutare nella giusta misura i fatti presentati nel corso del dibattimento. Questo scarto è acuito da quanto si è letto sui giornali o visto in televisione, e spesso favorito dal comportamento degli avvocati. Ed è ulteriormente amplificato quando in gioco ci sono dei bambini.
Verso la metà degli anni Ottanta, negli Stati Uniti ci furono due casi di molestie sessuali su bambini che ebbero grande risalto sulla stampa.
Il processo McMartin è stato il più lungo e costoso processo criminale nella storia degli Stati Uniti, durò 6 anni - dal Marzo 1984 al Gennaio 1990 - e costò allo Stato oltre 15 milioni di dollari. Tutti i sette imputati per molestie sessuali plurime sui bambini che frequentavano l'asilo McMartin furono assolti per mancanza di prove. Quell'episodio creò però un fenomeno di isteria collettiva che rischiò di scatenare una nuova caccia alle streghe, promossa soprattutto dai tanti movimenti per la tutela dei minori che misero becco nella vicenda.
Nel 1984 nel ricco sobborgo newyorchese di Great Neck Arnold Friedman, uno stimato insegnante di informatica con esperienza ventennale, fu arrestato insieme con il figlio minore Jesse e accusato di oltre cento capi d'accusa in un procedimento riguardante abusi sessuali su minori. La loro storia ce la racconta Andrew Jarecki in questo film nominato all'Oscar 2004 per il miglior lungometraggio documentario.
"Capturing the Friedmans" non vuol dire 'imprigionare i Friedman', ma farne un ritratto, inquadrarli. Attraverso una serie di filmini realizzati dallo stesso Arnold e da suo figlio Adam, e grazie ad alcune lunghe interviste ai co-protagonisti della vicenda, Jarecki ricostruisce in maniera impeccabile una storia complessa, sfaccettata, in cui è praticamente impossibile capire da quale parte stia la verità.
Senza prendere posizione - come ogni buon documentarista dovrebbe fare - Jarecki ci presenta gli eventi in senso cronologico, dal sequestro di materiale pedo-pornografico in casa dei Friedman alla definitiva conclusione del processo. Lo fa lasciando che siano le parole degli intervistati a dettare il ritmo al film e a spiegare ciò che vediamo negli home-movies.
'Spiegare'? No. Forse 'illustrare', 'commentare'... ma 'spiegare', proprio no. No, perché sono troppi i punti oscuri di questa storia: la vicenda sembra inizialmente voler portare a determinate conclusioni per poi lasciar presagire una verità diversa e quindi rimettere di nuovo tutto in discussione verso la fine. E all'uscita dalla sala, nessuno potrà avere le stesse opinioni di chi gli stava seduto a fianco.
Testimoni che si contraddicono, prove fisiche inesistenti, dichiarazioni che non si accordano con i fatti; ma anche il ritratto impietoso di una famigliola di periferia come tante... E' questo quanto di più agghiacciante si trova in questo sconcertante film: non dà certezze, e anzi ci instilla molti dubbi sul mondo in cui viviamo. Perché "Capturing the Friedmans" non è una storia americana. Non solo.
Titolo:
Una storia americana (Capturing the Friedmans)
Regia:
Andrew Jarecki
Sceneggiatura:
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Fotografia:
Adolfo Doring
Interpreti:
Arnold Friedman, Jesse Friedman, David Friedman, Elaine Friedman, Seth Friedman, Howard Friedman, John McDermott, Frances Galasso, Joseph Onorato, Judd Maltin, Abbey Boklan, Ron Georgalis, Scott Banks, Debbie Nathan, Jerry Bernstein, Peter Panaro, Lloyd Doppman, Jack Fallin
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
1h. 47'
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