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Luciana Morelli, 21 Maggio 2004: Vivace |
20th
Century Fox, 21 Maggio 2004
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Garage
Days
di Alex Proyas
Alex
Proyas cambia stile e genere, ed eccolo dopo "Dark City" e
"Il Corvo" nella sua nuova veste di
commediografo in questo spassoso "Garage Days", colorita e
stravagante scalata al successo di una curiosa rock band australiana
sempre ad un passo dalla grande occasione ma mai convintissima dei propri
mezzi.
E'
autobiografico e senza troppe pretese stilistiche questo nuovo film
dell'australiano d'adozione Alex Proyas, che usando giochetti divertenti
con la camera, ralenti d'autore e colonne sonore piacevolmente kitsch
insieme con una grossa dose di autoironia (insomma in stile "Lock
and Stock - Pazzi scatenati") è riuscito ad imprimergli
una carica piacevolmente positiva e a realizzare uno pseudo-documentario
musicale sulla vita di uno sgangherato gruppo rock. Il piccolo genio
delle atmosfere fantascientifiche cupe e musicalmente dark ha voluto
quindi accantonare la sua carriera di regista tenebroso voltando (solo
momentaneamente) pagina per dedicarsi al suo primo vero amore: la musica
rock e i videoclip. Per uno come lui, che ha iniziato con gli spot televisivi
ed i video musicali per alcuni famosi gruppi pop e rock americani come
INXS, Yes e Crowded House (dei quali ricorderete lo splendido video
di "Don't dream it's over" diretto proprio da Proyas), questo
film è un ritorno, anzi quasi un omaggio, agli inizi della sua
carriera di artista.
I
personaggi variopinti, pratici ed in fondo sentimentali sono chiamati
a turno ad accettare la realtà nuda e cruda in tutto il suo amaro
cinismo senza perdersi troppo per strada tra sogni di gloria e rincorrere
un sogno nel quale - in fin dei conti - non si crede poi così
fortemente. Amore, amicizia, lealtà, paternità, stati
di allucinazione e un po' di sfiga condiscono il tutto e regalano se
non altro un paio d'ore di spensieratezza e allegria. Niente di particolarmente
esaltante, intendiamoci, ma le gag di alcuni dei personaggi, tra tutti
Bruno il manager dal curioso accento indiano americaneggiante, valgono
da sole il prezzo del biglietto.
Qualche
scena un po' troppo pulp e qualche momento forse un tantino eccessivo
che però è quasi immancabile nella vita di una rock band
che si rispetti, non tolgono nulla all'essenza vera di "Garage
Days": "per essere delle vere rockstar bisogna sentirsi
delle rockstar". Non perdetevi i titoli di coda, con tanto di balletto
di tutti i protagonisti sulle note della grintosa "Help Yourself"
cantata da Tom Jones.
Percorsi tematici
Alta
Fedeltà - di Stephen Frears; con John Cusack, Jack Black.
Quasi
famosi - Amost Famous - di Cameron Crowe; con Patrick Fugit, Kate
Hudson, Billy Crudup.
School of Rock - di Richard Linklater; con
Jack Black, Joan Cusack, Mike White.
Titolo:
Garage Days (Id.)
Regia:
Alex Proyas
Sceneggiatura:
Dave Warner, Alex Proyas, Michael Udesky
Fotografia:
Simon Duggan
Interpreti:
Kirk Gurry, Maya Stange, Pia Miranda, Tiriel Mora, Russell Dykstra,
Brett Stiller, Chris Sadrinna, Matthew Le Nevez, Andy Anderson, Yvette
Duncan, Holly Brisley, Natalie Jain, Dave Cotsios, Chris 'Skinner' MacGuire,
Scott Ryper, Gunther Berghofer, Anne Grigg, William Sayer, Rashpal Singh,
Peter Cudlipp, Sandra Campbell, Vanessa Williams, April Hind
Nazionalità:
Australia, 2002
Durata:
1h. 45'
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