Alberto Cassani, 25 Gennaio 20000: Poetico
Bim, 14 Gennaio 2000

Ghost Dog
Il codice del samurai

di Jim Jarmusch


“Se le nostre parole non riescono ad essere meglio del silenzio, faremmo meglio a stare zitti!”
     David Carradine - “Kung-Fu”.

Forest Whitaker e Camille WinbushSe per caso avete letto delle recensioni che inseriscono questo film nel filone gangsta-rapper lasciatevi dare un consiglio: smettete di leggere quel giornale! È vero che “Ghost Dog” è dotato di una (bella) colonna sonora hip-hop, prodotta da RZA, ed è vero che il protagonista è un killer al soldo della mafia, ma se questi sono i temi principali del film io ho sono un estimatore del "Titanic" di Cameron!

Ghost Dog è un ragazzone nero che deve la vita ad un mafioso di basso rango. Essendo appassionato di cultura giapponese si rapporta al proprio salvatore come un samurai si rapportava al proprio padrone nel Giappone Medievale. Da un incarico criminale ad un altro, Ghost Dog finisce per ammazzare un tizio lasciando un testimone in vita, il che scatena l’ira del boss mafioso. È guerra!

Forest WhitakerJim Jarmusch da noi è noto soprattutto per aver dato fama internazionale a Roberto Benigni dirigendolo in “Daunbailò”, ma in realtà è uno dei registi più cazzuti di Hollywood. Dotato di stile molto personale, spesso i suoi film sfiorano l’insopportabilità, come nel caso del suo precedente “Dead Man”, un western in bianco e nero con Johnny Depp, ed in effetti anche questo suo ultimo lavoro sembra essere sulla stessa strada. Se non ci fossero i mafiosi a stemperare le atmosfere il film sarebbe risultato davvero soporifero. Le caratterizzazioni dei mafiosi, boss compreso, sono veramente divertenti, sono più cartoni animati loro che i cartoni animati che la figlia del boss (la bella Tricia Vessey) guarda per tutto il film. Favoloso il dialogo in cui criticano la stranezza dei nomi dei rapper neri (Snoop Doggy Dog, Method Man...) e degli indiani d’America (Toro Seduto, Alce Nero...) per cercare di capire perché Ghost Dog si faccia chiamare così. La regia, comunque, è efficace nonostante i lunghi momenti di silenzio e l’inserimento dei cartelli con inserti dal “Libro del Samurai”, l'Hagakure di Yamamoto Tsunemoto, per spiegare il comportamento di Ghost Dog. In effetti questi inserti sono davvero belli, anche se forse sono un po’ troppi, fanno venir voglia di andare a leggersi il libro, o di andare a (ri)vedere “Rashomon” di Kurosawa. O di rimettere nel videoregistratore la cassetta di un western classico, genere citato apertamente nel buon finale.

Forest Whitaker e John TormeyForest Whitaker non è certo il massimo dell’espressività, non lo è mai stato: lui recita grazie al suo fisico imponente, non con il volto. A dir la verità penso che sia migliore come regista che non come attore, ma vederlo roteare nell’aria la pistola come fosse una katana è uno spettacolo... Avrebbe forse dovuto cercare di far trasparire di più le emozioni che attraversano il personaggio, per renderlo un po’ più umano, a meno che Ghost Dog non sia attraversato da alcuna emozione... Whitaker si aggira per il film con un’aria da vero gagsta-rapper, con la testa piena di dreadlocks (in effetti, però, "dreadlock" vuol dire treccia tout court: anche Pippi Calzelunghe aveva i dreadlocks), ma la filosofia di vita del suo personaggio non è certo quella dei Pubblic Enemy. Particolarmente efficaci risultano essere le scene tra lui ed il suo migliore amico, un gelataio Haitiano che non parla inglese, e i dialoghi con una bambina incontrata quasi per caso nel parco.

“Ghost Dog” non è una versione adulta di “Boyz ‘n the hood”: è una versione meno violenta e più ragionata di “Leon”, molto meno adrenalinica. Il personaggio principale è certamente più irreale di quello interpretato da Jean Reno, ma l’ho trovato più interessante: la sua filosofia di vita è più affascinante di quella latte-allenamento-pianta di Leon. Ma forse è perché io stesso sono interessato a tutte queste stranezze orientali...

E' poesia, Sonny: la poesia della Guerra!


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La locandinaTitolo: Ghost Dog - Il codice del Samurai (Ghost Dog)
Regia: Jim Jarmusch
Sceneggiatura: Jim Jarmusch
Fotografia: Robby Muller
Interpreti: Forest Whitaker, John Tormey, Henry Silva, Isaach de Bankolé, Tricia Vessey, Victor Argo, Cliff Gorman, Richard Portnow, Camille Winbush, Gene Ruffini, Frank Adonis, Paul Diomede, Gary Farmer, Kenny Guay, Tracy Howe, Rob Kamphausen, Dennis Liu, Frank Minucci, RZA, Vince Viverito, Damon Whitaker
Nazionalità: USA, 1999
Durata: 1h. 56'