Luciana Morelli, 5 Giugno 2003: Vuoto

City of Ghosts

di Matt Dillon


Matt DillonDestava molta curiosità la prima prova da regista di Matt Dillon che, come la maggior parte degli annoiati di Hollywood, ha dichiarato di aver fatto il grande passo mettendosi dietro la telecamera perché convinto di poter offrire qualcosa di diverso e più profondo alla sua carriera e al pubblico. L'idea per questo film nacque ben sette anni fa, dopo un viaggio di Dillon nelle desolate ed incantevoli terre della Cambogia, paese in grado come pochi altri di dare il giusto effetto visivo ad un lavoro ambizioso come quello che aveva in mente. Lo affascinava, oltre che la bellezza dei paesaggi, l'idea di sentire il progetto completamente suo, dall'idea iniziale alla realizzazione; e questo misterioso Paese ricco di storia, di templi antichi, di spiagge deserte e di foreste sconfinate ma anche di pericoli e degli evidenti segni delle guerre che negli anni l'hanno atrocemente devastato, gli offriva un ottimo spunto da cui partire. Quel che mancava (e purtroppo continua a mancare anche ora che il film è finito) era una storia adeguata su cui costruire il film, che avesse anche una motivazione valida che ne giustificasse l'ambientazione. Il frutto del lavoro suo e del co-sceneggiatore Barry Gifford (autore insieme a David Lynch della sceneggiatura dello splendido "Lost Highways - Strade Perdute") portò finalmente al copione definitivo di "City of Ghosts", una storia di uomini disperati in fuga da tutto e da tutti. Era lecito per tutti questi motivi aspettarsi una storia che fosse un minimo interessante, ma questa francamente è tutto fuorché interessante.

Gerard Depardieu e Matt DillonJimmy (Dillon) è un uomo che ha finalmente deciso di voltare pagina e di chiudere in bellezza la sua carriera di truffatore, si era messo in affari sin da ragazzino con Marvin (Caan), per lui quasi un padre e compagno di mille avventure. Prima di lasciarsi alle spalle la sua vecchia vita Jimmy decide di mettere in cantiere un bel po' di soldi con un ultimo grosso colpo e così insieme a Marvin e al suo socio Kaspar (Skarsgard) mette su una fittizia compagnia assicurativa per poi squagliarsela da qualche parte con i soldi dei premi. Qualcosa però va storto per i tre e la polizia riesce a mettersi sulle loro tracce; quel che Jimmy ancora non sa, e che Kaspar gli svelerà di lì a poco, è che Marvin si è dileguato in Asia, in una remota località della Cambogia. Per scoprire cosa realmente gli sia successo, ai due non resta che partire alla volta della capitale Phnom Penh.

Stellan SkarsgaardDopo aver visto il film e dopo aver ascoltato il fiume di parole che Mr. Dillon ha proferito ad ogni minima domanda postagli in conferenza stampa, non possiamo di certo dire che la sinteticità e la scioltezza narrativa siano da annoverare tra le sue (innumerevoli) doti. Sintetico è invece il paragone che "City of Ghosts" si è meritato: vederlo è stato come conoscere una persona di bell'aspetto ma vuota dentro e che dopo dieci minuti non vedi l'ora che se ne vada. Lezioso e poco coinvolgente, incapace anche per un secondo di suscitare emozione e comunicare alcunché; se poi pensiamo che viene presentato come un thriller 'di introspezione' che racconta, o almeno dovrebbe, il viaggio di un uomo in lotta contro se stesso e quel che era stata la sua vita fino ad allora, ci accorgiamo che l'intento della produzione e del regista è ampiamente fallito. Raramente infatti "City of Ghosts" ha saputo suggerire una riflessione in tal senso se non verso la fine, quando ormai la stanchezza aveva già prevalso su tutto.

Natascha McElhone e Matt DillonSi è puntato molto sull'aspetto onirico e la bellezza esotica dei luoghi senza mai concentrarsi sulla storia e sui personaggi, alcuni inutili e tutti troppo scollegati fra loro. Quello che forse è mancato di più è stato un racconto sul passato, anche breve, che introducesse adeguatamente il contesto attuale e descrivesse anche minimamente il rapporto cruciale tra Marvin e Jimmy, che mai sono riusciti a sembrare legati affettivamente l'uno all'altro come entrambi dicono di essere. Una carenza, questa, che ha aumentato ancor di più il peso sulle spalle del disorientato spettatore. Eppure di tempo ce n'era a sufficienza per tutto, ma se consideriamo che le due ore di film non sono bastate né per chiarire il senso di alcuni personaggi, come l'insulsa restauratrice Sophie (Natascha McElhone) ed il chiassoso barista-albergatore Emile (interpretato da un magnifico quanto inadatto Gerard Depardieu piazzato lì come una caricatura simbolo della colonizzazione francese), né per appassionarci alla vicenda della scomparsa di Marvin, allora forse abbiamo la conferma che Gifford non è stato in grado di supportare a dovere questo esordio alla regia (comunque non del tutto negativo) di Matt Dillon.

James Caan in una scena"City of Ghosts" merita di essere visto solo per l'incantevole atmosfera offerta dalle location, ma c'è davvero poco altro di attraente. Forse ci aspettavamo troppo da un bravo attore che come regista e sceneggiatore ha però ancora molta strada da fare, magari sulla base di un solido script avrebbe fatto la sua degna figura vista la discreta familiarità dimostrata con la macchina da presa. Insieme a Gifford sta già pensando al suo prossimo film da regista, chissà che la seconda volta non sia quella giusta per decollare. Noi nel frattempo ci godremo ancora un po' il bel Matt nella veste in cui tutte, almeno una volta, l'abbiamo amato.


La locandinaTitolo: City of Ghosts (Id.)
Regia: Matt Dillon
Sceneggiatura: Matt Dillon, Barry Gifford
Fotografia: Jimmy Denault
Interpreti: Matt Dillon, Stellan Skarsgaard, Natascha McElhone, James Caan, Sereyvuth Kem, Chalee Sankhavesa, Shawn Andrews, Rose Byrne, Christopher Curry, Abhijati Jusakul, Bernard Merklen, Robert Campbell, Bo Hopkins, Supawan Rodkird, Jouni Johnanes Anttones, Gennady Fleyscher, Vladimir Epifanov, Kirk Fox, Jack Shearer, Rifed Lardpanna, Em Tepsophea
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 56'