Luciana Morelli, 28 Gennaio 2004: Passabile

La giuria

di Gary Fleder


John Cusack"La Giuria" è uno di quei film che, se pur non fanno che confermarci ciò che già sapevamo prima di vederli e che quindi non aggiungono nulla di nuovo al panorama cinematografico né al genere cui appartengono, alla fine lasciano tutto sommato soddisfatti. Sapevamo già della straordinaria bravura di Gene Hackman, John Cusack e Dustin Hoffman (forse quest'ultimo è l'unico a sembrare un po' arrugginito), sapevamo già che Gary Fleder ("Cosa fare a Denver quando sei morto", "Il collezionista") è un regista pressoché mediocre che si diverte per lo più a prendere dei romanzi di successo (alcuni davvero molto belli come "Impostor" di Philip K. Dick e "Don't say a word" di Andrew Klavan) e a farne dei modesti o troppo manieristici film, ma sapevamo meglio di tutto il resto dell'efficacia incredibile delle storie di John Grisham ("Il socio", "L'uomo della pioggia"), che riuscirebbero a far realizzare anche al più incapace dei registi un film tutto sommato accettabile. Stavolta infatti è toccato proprio a lui, il grande maestro dei legal thriller 'prestare' a Fleder quello che è definito dalla critica di genere uno dei suoi migliori best-seller e cioè "La Giuria".

Quello che più sorprende guardando il film è la differenza di fondo delle due storie: al contrario del romanzo, in cui al centro della vicenda c'è la causa intentata da una donna contro una multinazionale produttrice di sigarette colpevole secondo lei di aver causato la morte per cancro ai polmoni del marito, qui la causa scatenante del processo è la responsabilità oggettiva di cui la vedova di Henry Wood, giovane broker finanziario ucciso durante una sparatoria, accusa una delle più grandi società produttrici di armi del mondo.

John Cusack e Rachel WeiszPossiamo riassumere il tutto con cinque parole: i buoni contro i cattivi. L'accusa, capitanata dall'integerrimo Wendall Rohr (Hoffman) sostiene che la composizione della giuria è un dettaglio, tanto una vale l'altra ed a trionfare sarà la Giustizia, mentre dietro alla difesa capitanata dall'avvocato Durwood Cable (Bruce Davison), rappresentante il consorzio dei produttori di armi, c'è Rankin Fitch (Hackman), l'avvocato considerato il più abile degli Stati Uniti nel selezionare le giurie, manipolarle a dovere e ottenere quindi il raggiungimento del verdetto desiderato. Scattano allora le ricerche, le indagini capillari e - una volta scelti i giurati - anche le subdole manovre di persuasione da parte di Fitch e del suo staff. Tra le due parti si scatenerà una guerra all'ultimo giurato ma nessuno immagina neanche minimamente che tra questi ci possa essere un 'jolly', uno che dall'interno possa in qualche modo pilotare il giudizio della giuria in combutta con qualcuno che è rimasto fuori ad aspettare. Sarà lui la chiave di volta dell'intrigo, Nick Easter (Cusack), il giurato numero 9 che sin dal primo giorno darà non solo l'impressione di non essere lì per puro caso ma proprio per vendere il verdetto al miglior offerente... Ma perché dovrebbe fare una cosa simile?

Dustin Hoffman e Gene HackmanIl film è avvincente, il ritmo è incalzante e accattivante, forse tutto dà un po' la sensazione di deja-vu ed ha un non so che di prevedibile, almeno fino ad un certo punto, ma poi con l'evolversi della faccenda la storia assume un contorno più definito ed efficace, con un finale a sorpresa degno di questo nome. Da sottolineare il confronto Hackman-Hoffman nella memorabile sequenza del film in cui si scambiano battute velenose e frecciate a raffica; sarà anche il solito duetto presente in ogni film che protagoniste due star di questo calibro ma fa sempre un certo effetto vederle all'opera faccia a faccia.
In conclusione, grandi interpretazioni, una bella storia, regia scolastica e priva di qualsiasi coinvolgimento emotivo, meccanismi ad orologeria e trama intricatissima. Ma come tutto questo è nello stile di John Grisham, allo stesso modo è fuori della portata di Gary Fleder, che nonostante il cast d'eccezione ha fatto solo un buon compitino. Anzi, un copiato.


La locandinaTitolo: La giuria (Runaway Jury)
Regia: Gary Fleder
Sceneggiatura: Christopher Mankiewicz, Brian Koppelman, David Levien, Rick Cleveland
Fotografia: Robert Elswitt
Interpreti: John Cusack, Rachel Weisz, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Bruce Davidson, Bruce McGill, Jeremy Piven, Stanley Anderson, Nick Searcy, Cliff Curtis, Nestor Serrano, Leland Orser, Jennifer Beals, Gerry Bamman, Marguerite Moreau, Bill Nunn, Joanna Going, Nora Dunn, Jack Massey, Luis Guzmán
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 2h. 07'