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Tiziana
Cappellini, 28 Ottobre 2007: Celebrativo |
Universal,
26 Ottobre 2007
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Elizabeth
The Golden Age
di Shekhar Kapur
Inghilterra,
1585. Alla corte di Elizabeth I arriva l'avventuriero Walter Raleigh,
che ha appena battezzato col nome Virginia una nuova colonia americana.
Ma a corte arrivano anche numerosi pretendenti della mano della Regina
e del suo Regno. Tuttavia, mentre la Regina decide di restare nubile,
sul piano politico deve guardarsi da congiure frequenti e da Filippo
II di Spagna...
"Elizabeth",
il primo film girato da Shekhar Kapur avente sempre Cate Blanchett come
protagonista, terminava con la decisione della Regina di restare sposata
solo all'Inghilterra, e questo film che lo prosegue ne riprende la tesi,
sviluppando in tal modo la figura della leggendaria Regina Vergine.
Nel 1585 Elizabeth
I ha 52 anni ed è ormai diventata quella forte e carismatica
Regina che la Storia ha fatto conoscere nel corso dei secoli. Tuttavia,
anche in questo film Kapur intende mostrare ciò che c'è
dietro la facciata regale, ossia le umane paure e debolezze di una Regina
che, anzitutto, è e rimane una donna. Questa,
però, non è l'unica ripetizione del film rispetto al precedente,
perché torna infatti la vicenda della Regina alle prese col suo
favorito - in questo caso si tratta di Walter Raleigh; torna l'impossibilità
di vivere la sua vita di donna, pur apparendo questo ora più
frutto di una sua decisione volontaria, magari indotta da eventi e circostanze
ma tutto sommato spontanea, che frutto di un destino avverso. Tornano
i complotti, torna il consigliere Francis Walsingham e tornano alcuni
riferimenti biografici della vita di Elizabeth di carattere più
frivolo, quali la passione giovanile per il ballo della volta e un accenno
di masque durante un banchetto. Tutto questo, però, ritorna
principalmente ruotando ancora una volta intorno alla figura di una
Regina che si vuole in qualche modo spiegare, oltre che raccontare,
e la si vuole spiegare attraverso due vie tra loro intrecciate: quella
della vita privata e quella della Storia.
La
figura di Raleigh è funzionale alla spiegazione che s'intende
fornire circa la vita privata di Elizabeth, ossia quella di una Regina
che, legittimamente, ha desideri e pensieri tipici di qualsiasi donna
al mondo, ma che in qualche modo è impossibilitata a vivere come
invece qualsiasi donna al mondo può fare. A questo proposito,
funzionale diventa anche la figura della giovane dama di compagnia Bess
e il rapporto che s'instaura tra lei e Raleigh. La
figura stessa di Elizabeth, lungo tutto il film, si sdoppierà
tra quella della donna e quella della Regina ma, nel primo caso, ciò
non accade solo per assumere toni sentimentali, ma anche per spiegare,
sempre, ciò che c'è dietro la facciata di una Regina apparentemente
granitica: "Io ho sempre paura", dirà a Raleigh quando
la Storia sembrerà incalzare contro di lei. Più tardi,
Elizabeth deporrà metaforicamente lo scettro per rivelare al
suo favorito tutte le pene e le paure che prova, non solo quelle di
carattere sentimentale e che lo riguardano da vicino, ma anche quelle
di natura politica e che la tormentano poco prima della battaglia contro
l'Invincibile Armata. Questa è una scena che, forse, non a caso
si svolge in un ambiente raccolto, lontano dai fasti di corte che, invece,
prevalgono nel film, un ambiente in cui ci sono solo loro due ripresi
con alle spalle un camino che rimanda all'immagine del focolare domestico
e della donna che lo governa.
Nei momenti,
invece, nei quali Elizabeth è una Regina e viene chiamata a prendere
decisioni di natura politica, viene mostrata come troneggiasse sulla
carta geografica che è riprodotta ai suoi piedi, come se intendesse
dominarla e vincere su qualsiasi ostacolo, questo al di là delle
previsioni contrarie, anche di genere astrologico.
Prima
che il film raggiunga la sua apoteosi con toni tanto encomiastici quanto
epici, un'altra figura di carattere storico si contrappone a quella
di Elizabeth, ossia quella di Maria Stuart, Regina di Scozia oltre che
sua stessa cugina. Si tratta di un'ulteriore figura storicamente controversa,
che anche nella realtà - o nell'interpretazione che della realtà
è stata fatta - ha voluto morire atteggiandosi a martire. Inoltre,
si tratta di una figura che, nel corso del film, ha dato origine alla
contrapposizione tra Cristianesimo e Anglicanesimo.
Kapur
resta coerente fino in fondo nel voler sposare la tesi celebrativa e,
fino alla fine, non fa fare al Cristianesimo una bella figura: sono
i cristiani e i Gesuiti a uccidere gli anglicani, mentre Elizabeth,
fin dall'inizio del film, si rifiuta di dare origine a una persecuzione
religiosa. Sono sempre i cristiani a ordire complotti e attentati contro
Elizabeth, anche se poi questi stessi cristiani vengono fatti torturare
da Walsingham. Infine, è sempre la Regina cristiana Maria Stuart
che prima prega e poi ordisce complotti per uccidere Elizabeth la quale,
invece, l'ha tenuta prigioniera per quasi vent'anni e l'ha condannata
a morte solo perché costretta dall'evidenza delle prove certe
e dalla legge.
E
i cristiani non fanno certo una figura migliore nel ritratto che Kapur
fa degli spagnoli, non solamente perché Filippo II e l'Ambasciatore
hanno qualcosa di caricaturale che rasenta il ridicolo, ma soprattutto
per il modo col quale gli spagnoli vengono rappresentati nella parte
finale del film, ossia quella della battaglia navale. Infatti, durante
la battaglia contro l'Invincibile Armata, gli inglesi vengono mostrati
come abili strateghi e per questo in grado di vincere sugli spagnoli,
invece sostanzialmente impegnati a pregare, certi della loro infallibilità,
ma che alla fine coleranno a picco insieme ai loro crocifissi e alle
loro campane. Così,
mentre Filippo II resta in disparte - appunto - a pregare, Elizabeth
indossa l'armatura e, in groppa al suo cavallo bianco, incita i suoi
uomini a difendere il Paese, promettendo loro di accompagnarli o fino
alla vittoria o fino alla morte.
Se
questo fatto è accaduto realmente, così come reale è
il metodo utilizzato dagli inglesi per avvistare l'arrivo delle navi
nemiche, il resto della sequenza inerente la battaglia navale è
molto condizionata dall'intento elogiativo di fondo. Se nella realtà,
al di là dell'effettivo utilizzo di navi incendiarie e della
scaltrezza strategica inglese, la vittoria sull'Invincibile Armata è
da imputare alle cattive condizioni meteorologiche, alla pesantezza
delle navi spagnole, all'incapacità di governare i venti britannici,
oltre a circostanze sfavorevoli alla Spagna, nel film la fortuna che
ha accompagnato l'Inghilterra in questa impresa vincente è stata
tradotta in un potere quasi sovrannaturale attribuito a Elizabeth. Elizabeth
non accetta le previsioni funeste dell'astrologo di corte e decide di
contrapporre al Fato la sua forza e il suo carisma, facendosi comunque
coraggio; ed è così che, dopo la battaglia e la tempesta,
torna il sole gettando luce su colei che è la luce, ossia Elizabeth,
mentre le tenebre incarnate da Filippo II avvolgono la Spagna. Non a
caso, le didascalie ci informeranno che la Spagna conoscerà un
periodo di decadenza, mentre l'Inghilterra vivrà la prosperosa
età dell'oro.
Ancora
una volta la figura della Regina si sdoppia tra quella di donna, quando
tiene in braccio il bambino di Bess e di Raleigh, e di sovrana, quando
l'ultima immagine del film riassume visivamente e simbolicamente il
potere di Elizabeth attraverso una forte luce che in progressione l'avvolge,
elevandola. Ferma
restando l'interpretazione da applauso di Cate Blanchett, la parte finale,
visivamente parlando, riscatta quella centrale da una certa lentezza,
per quanto le scenografie e i costumi siano di ottimo livello. Allo
stesso modo, la coerente lettura - condivisibile o meno che sia - della
figura di Elizabeth rispetto al film precedente, fa perdonare la prevedibilità
e debolezza del triangolo amoroso, e i paesaggi esterni della parte
finale riscattano l'eccessiva cupezza dei principali ambienti del film,
peraltro spesso sanguinari.
Percorsi tematici
Elizabeth
- di Shekhar Kapur; con Cate Blanchett, Geoffrey Rush.
Le
quattro piume - di Shekhar Kapur; con Heath Ledger, Wes Bentley,
Kate Hudson.
Titolo:
Elizabeth - The Golden Age (Id.)
Regia:
Shekhar Kapur
Sceneggiatura:
William Nicholson, Michael Hirst
Fotografia:
Remi Adefarasin
Interpreti:
Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Molla,
Abbie Cornish, Samantha Morton, Aimee King, Rhys Ifans, John Shrapnel,
Susan Lynch, Elise McCave, Penelope McGhie, Eddie Redmayne, Stuart McLoughlin,
Adrian Scarborough, Robert Styles, William Houston, Martin Baron, Coral
Beed, Rosalind Halstead, Steven Loton, David Armand
Nazionalità:
Regno Unito - Francia, 2007
Durata:
1h. 54'
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