20 Settembre 2006

Nuovomondo
Incontro con Emanuele Crialese

a cura di Gabriele Marcello


Il regista Emanuele Crialese durante una pausa sul setSono passati 5 anni da "Respiro". Come mai c'è voluto così tanto tempo, per realizzare "Nuovomondo"?
"Nuovomondo" è stato scritto a Lampedusa prima di girare "Respiro". Io ero andato lì solo per "Nuovomondo", ma una volta finita la sceneggiatura mi sono reso conto che nessuno l'avrebbe mai prodotto, e allora ho scritto "Respiro". "Respiro" è stato utile per convincere i produttori, ma non abbastanza per un film imponente come "Nuovomondo". E' stata una bella lotta, quella tra il regista e il produttore: da una parte l'impeto e dall'altra invece la forza materiale, e senza questa lotta non ci sarebbe stato questo film.

Come mai avete girato il film in Argentina?
Problemi di budget, ma poi con la produzione ci siamo resi conto che era perfetto, soprattutto perché c'è stata una grande partecipazione da parte di tutta la troupe. Io poi ho scelto 100 comparse su 500, che avrebbero fatto essenzialmente parte dell'equipaggio. Le ho scelte in base ai loro volti, alle loro caratteristiche, in base a quello che mi ispiravano. La scena della tempesta è stata molto preparata e abbiamo fatto tantissime prove, dato che era una scena di corpi, senza effetti speciali. Per questo motivo ho creato una sinergia con tutte quelle persone, soprattutto sperando che non si facessero male... A me piace molto interagire con gli attori, e in questo film le comparse erano molto importanti perché erano tanti corpi che andavano a formare un unico corpo. Per questo ho sentito l'esigenza di un rapporto diretto, quando di solito l'uso delle comparse è mansione affidata all'aiuto regista.

Charlotte Gainsbourg in una scenaQuanto ti hanno influenzato gli altri film ambientati sulle navi? Ci sono dei momenti che ricordano il "Titanic" di Cameron...
"Titanic" era proprio il film che non volevo fare. Nel senso che, pur avendo amato il film di Cameron, il mio scopo era di fare un "Titanic" dei poveri, sia nei contenuti sia nel budget. Non volevo ossessionarmi con le immagini di altri film, volevo epurare la mia mente da tutto quello che avevo visto. In realtà mi ha influenzato molto "America America" di Elia Kazan: lì c'era uno studio sui volti, e penso sia stato un film molto innovativo per l'epoca.

Vincenzo AmatoNei tuoi film i personaggi maschili sono molto concreti mentre quelli femminili sono legati all'idea di magico, pensiamo alla Valeria Golino di "Respiro" o a Donna Fortunata in "Nuovomondo", o anche proprio alla Lucy della Gainsbourg... E' tutto voluto?
Nulla è realmente voluto, è tutto molto viscerale. Io faccio molte prove con gli attori, e poi faccio passare molto tempo assieme agli attori, deve crearsi una grande sinergia tra loro. Il personaggio cambia sempre, non è mai identico a come l'ho scritto. Comunque, per me la donna è un mistero e per questo non posso rappresentarla in modo molto diverso da come io la sento e la vedo. Le figure femminili sono dei sogni, forse perché le donne in generale mi intrigano di più. Vorrei un mondo popolato solo da donne. Loro portano la vita e la conoscono meglio degli uomini, e non hanno l'istinto della prevaricazione, sono figure pacifiche. Tutti questi elementi messi insieme mi portano a voler parlare di loro. Nel film ci sono due donne, quella del vecchio mondo e quella del nuovo. A un certo punto, queste due donne si parlano con il pensiero e c'è un passaggio: Fortunata affida a Lucy i suoi uomini. La vita degli uomini è condotta dalle donne, penso...

Il protagonista maschile sembra molto legato alla sua terra e alle sue abitudini, tanto che al test attitudinale risponde costruendo una casa...
Io amo parlare della gente molto semplice, con loro mi diverto molto di più. Anzi, i vecchi borghesi mi annoiano a morte, ma è una questione mia. C'è un qualcosa di così semplice, puro, essenziale... nel vivere le cose come l'amicizia e i rapporti interpersonali. L'agricoltore ha una sorta di nobiltà, e non hanno bisogno di fingere davanti a nessuno. Amo parlare di questa genuinità.

Una scenaEppure mentre tutti sognano di vivere per terra, lui vorrebbe una casa su di un grattacielo, tra le nuvole. Sembra un personaggio proiettato verso il futuro...
A me il futuro fa paura, davvero. Però mi piace sognare situazioni diverse. Questo è fare cinema, affidarsi alle proprie visioni. Bisogna lasciarsi andare...

Nei tuoi film c'è sempre una forte componente onirica e poetica, legata anche all'elemento acqua. In "Respiro" il mare, qui il fiume di latte...
Penso che la poesia non sia mai voluta, e guai se lo fosse. La poesia deve nascere da sola: non si scrive mai nulla per essere apprezzati a priori, sono dei segni che esprimono un'urgenza. C'è del mistero in questo, non c'è vera consapevolezza. Tutte le arti sono legate all'azione inconscia e inconsapevole, bisogna fidarsi di più dei propri istinti e delle proprie paure, tutto parte dalle viscere. Comunque, per l'acqua posso dire che nel liquido sono felice, quindi inevitabilmente inserisco l'acqua perché lì tutto è diverso, molto più leggero.


Percorsi tematici

Nuovomondo - The Golden Door W O W - di Emanuale Crialese; con Charlotte Gainsbourg, Vincenzo Amato.