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Camilla
Gaiaschi, 12 Dicembre 2007: Tradizionale |
Walt
Disney, 4 Aprile 2008
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Gone
Baby Gone
di Ben Affleck
La
pedofilia e il crescente fenomeno del rapimento di bambini negli Stati
Uniti. Questi i temi scottanti di "Gone Baby Gone", opera
prima di Ben Affleck - il 'fu' divo hollywoodiano oggi alle prese con
la macchina da presa. Tratto dal best-seller di Dennis Lehane
(lo stesso autore di "Mystic River"),
l'opera prima di Affleck è un thriller costruito a regola
d'arte sullo sfondo della periferia di Boston.
Casey
Affleck è Patrick, un giovane detective privato che indaga
sulla scomparsa di Amanda, 4 anni e una madre tossicomane. Al seguito,
la fidanzata e assistente Angie. Ad assumerli lo zio di Amanda, preoccupato
per le sorti della nipotina. Sul lato delle istituzioni, a indagare
sono l'ispettore Remy Bressart e il capo della polizia Jack Doyle, interpretato
da Morgan Freeman. I sospetti cadono in un primo momento sul boss della
droga Cheese, fare da rapper misogino e una personalità
disturbata. Fin qui, nulla di più apparentemente manicheo: il
male da una parte, il bene dall'altra. Ben presto però, l'intuizione
di Patrick porterà alla luce una realtà più complessa.
Anche i buoni hanno i loro scheletri nascosti e per compiere quella
che essi ritengono una buona azione non esitano a passare dall'altra
parte della Legge. Il caso si risolve con una scelta altrettanto controversa:
quella di Patrick, che decide di smascherarli. In nome della legalità.
Il prezzo da pagare sarà alto. Ma di questo il film non se ne
occupa, e si chiude con una domanda: il giusto è sempre dalla
parte del lecito?
Secondo
le dichiarazioni del regista, "Gone Baby Gone" vorrebbe spingere
lo spettatore, una volta uscito di sala, a riflettere sulla fragilità
dei limiti tra bene e male, giusto e ingiusto. Grazie ad un finale 'aperto'.
Qualcosa però non quadra: diamo atto ad Affleck di aver evitato
di fare della pedofilia il tema centrale dell'opera. Il rischio - poiché
si tratta di un film di genere - era quello di cadere nel voyeurismo.
Ma sugli aspetti 'esistenziali' che il film dovrebbe smuovere, qualche
dubbio rimane: "Gone Baby Gone" è un thriller
costruito tradizionalmente - fatto, inchiesta, risoluzione - e privo
di originalità. I buoni che diventano cattivi, i cattivi che
diventano buoni (ma forse non fino in fondo): non siamo troppo lontani
dalle classiche fiction televisive fatte di ribaltamenti e colpi
di scena.
Tutto
questo risponde molto di più ad un'esigenza di sceneggiatura
che non ad un imperativo etico, nonostante le buone intenzioni del regista.
Che ci prova, a fare l'"autore": con la macchina da presa
in spalla, la città diventa protagonista di vere e proprie sequenze
documentarie, colori forti e pellicola sgranata: sicuramente tra le
più belle del film. Accanto alle star - di cui segnaliamo
l'ottima interpretazione - gli attori non professionisti: i senza tetto
di Boston. Ma ancora una volta, l'accostamento di genere - di per sé
interessante - stride, o meglio: manca di senso. Perché in fondo
l'intenzione sembra sempre quella: tenere lo spettatore attaccato alla
poltrona, con il fiato sospeso. Altro che riflessione.
Titolo:
Gone Baby Gone (Id.)
Regia:
Ben Affleck
Sceneggiatura:
Ben Affleck, Aaron Stockard
Fotografia:
John Toll
Interpreti:
Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton,
Amy Ryan, Amy Madigan, Michael K. Williams, Titus Welliver, Edi Gathegi,
Mark Margolis, Trudi Goodman, Madeline O'Brien, Slaine, Matthew Maher,
William Lee, Jill Quigg, Sean Malone, Brian Scannell, Jay Giannone,
Jimmy LeBlanc, Mary Bounphasaysonh, Fanshen Cox, Kevin Molis
Nazionalità:
USA, 2007
Durata:
1h. 54'
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