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Fabrizio
Formenti, 29 Giugno 2005: Insoddisfacente |
Uip,
29 Giugno 2005
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La
guerra dei mondi
di Steven Spielberg
La
vita di Ray Ferrier è tutt'altro che elettrizzante sotto ogni
punto di vista: separato dalla moglie, non è ben visto neppure
dai suoi due figli, e non si può dire che egli sia esente da
colpe per questo, per via del suo carattere un po' ruvido.
E' un giorno come un altro, anche per Ray: la consueta rimpatriata con
la famiglia, e nessuno può sapere che l'impensabile si sta per
verificare. E invece succede. Il cielo si apre in un vortice e piovono
lampi a frotte sulla città, la terra trema e ogni fonte di energia
è di colpo fuori uso. Nessuno può immaginarlo, ma l'attacco
alieno è iniziato.
Ispirato
al libro di H.G. Wells "The War of the Worlds" e remake
high-tech dell'omonimo film diretto nel 1953 da Byron Haskin,
"La Guerra dei Mondi" può essere probabilmente identificato
come un tassello significativo nell'evoluzione di quel filone disaster-movie
che negli ultimi anni non ha mai cessato di proporre aggiornamenti più
o meno significativi sull'argomento, ma non per questo arriva a meritarsi
un riconoscimento quale "prodotto capace di centrare in pieno il
bersaglio".
L'ultima immane (per lo meno economicamente) fatica del sognatore cinematografico
per eccellenza Steven Spielberg è infatti una pellicola che se
da un lato presenta diversi aspetti filmicamente rilevanti nonché
apprezzabili, dall'altro porta in sé la colpa di aver smarrito
per strada i propri reali obiettivi, che alla lunga finiscono fuori
fuoco agli occhi dello spettatore, il quale, probabilmente, a fine proiezione
è portato soprattutto a domandarsi quali fossero i reali e sommi
propositi degli alieni invasori. Perché, a riguardo, ci vengono
riservati pochi spunti e molta approssimazione.
Al
di là della straordinaria presenza di un Tim Robbins in versione
"Mystic River", la parte migliore
- o forse la più efficace - dell'opera di Spielberg è
probabilmente la porzione di attacco alieno che coinvolge il protagonista
e la sua fuga dallo sterminio operato dai Tripodi. Trattasi di una sequenza
dedicata a tutti coloro i quali pensavano non ci si potesse più
aspettare di venire sorpresi da un qualsivoglia special effect
computerizzato. Ebbene, la smentita ci è arrivata dritta in faccia,
sotto forma di un incredibile quanto straordinariamente dettagliato
slalom di Cruise fra macerie in caduta, asfalto squarciato, spruzzi
di vetro e polvere, corpi polverizzati e automobili proiettate in aria,
il tutto a pochi centimetri di distanza dal corpo del protagonista in
corsa. Semplicemente sbalorditivo.
Il
film si lascia apprezzare anche per come riesce a descrivere il panico
dilagante generato da una catastrofe di proporzioni apocalittiche, un'interessante
quanto credibile riproposizione dell'antica formula dell'homo homini
lupus, dell'individuo che pur di salvare se stesso non esita a calpestare
le chance di salvezza del suo prossimo con tutta la voracità
e l'egoismo di cui è capace. Dunque, la sceneggiatura scritta
da Josh Friedman e David Koepp lavora piuttosto bene su quest'ultima
tematica, salvo poi dimenticarsi di donare un accenno di multidimensionalità
al lotto dei personaggi principali, che seppur rappresentando un nucleo
familiare a tutti gli effetti non riescono a farci interessare per niente
al loro difficoltoso rapporto, incrinato da vicende pregresse e dalla
nascente catastrofe.
Ciò
che tuttavia lascia più insoddisfatti in assoluto è il
finale "filosofeggiante", concettualmente apprezzabile, certo
("gli uomini non vivono e non muoiono invano"), ma anti-cinematografico
come pochi, capace com'è di afflosciare tutte le residue speranze
riposte in un finale che potesse essere realmente risolutorio rispetto
a tutti gli interrogativi sin lì accumulati.
Infine Tom Cruise. L'impressione predominante è che l'ultimo
samurai non sia molto credibile nel ruolo che riveste in questa
circostanza, e la sua recitazione è oltretutto alterata - e non
poco - dalla voce del doppiatore, che non gli si addice come probabilmente
poche altre. Non si capisce il perché l'attore abbia personalmente
deciso di rinunciare alla voce di Roberto Chevalier, senz'altro più
adatto del suo sostituto Riccardo Rossi a prescindere dalle sfaccettature
richieste dal personaggio.
Se
"La Guerra dei Mondi" non ripaga appieno le attese, lo si
deve soprattutto al fatto che da Spielberg era lecito attendersi un
prodotto che si discostasse in maniera più sensibile dai suoi
svariati omologhi. Così confezionata e per quanto a tratti sorprendente,
l'ultima pellicola regalataci dal visionario Steven si avvicina invece
più alla categoria dei "Blockbuster-movie" (seppur
di lusso) che non a quella dei film d'autore. E' evidente che un qualche
cosa di anomalo deve pur esserci.
Percorsi tematici
A.I.
- Intelligenza Artificiale -
di Steven Spielberg; con Haley Joel Osment, Jude Law.
Always - Per sempre -
di Steven Spielberg; con Richard Dreyfuss, Holly Hunter, John Goodman.
E.T.
- L'Extra-Terrestre
- di Steven Spielberg;
con Henry Thomas, Drew Barrymore, Peter Coyote.
Incontri
ravvicinati del terzo tipo -
di Steven Spielberg; con Richard Dreyfuss, François Truffaut,
Teri Garr, Melinda Dillon.
Minority
Report
- di Steven Spielberg;
con Tom Cruise, Samantha Morton, Colin Farrell, Max Von Sydow.
Munich - di Steven Spielberg; con Eric Bana,
Daniel Craig, Ciarán Hinds, Mathieu Kassovitz.
I
predatori dell'arca perduta -
di Steven Spielberg; con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman.
Prova
a prendermi
- di Steven Spielberg;
con Leonardo DiCaprio, Tom Hanks.
Salvate il soldato Ryan
- di Steven Spielberg;
con Tom Hanks, Edward Burns, Tom Sizemore.
Lo squalo -
di Steven Spielberg; con Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss.
The Terminal -
di Steven Spielberg; con Tom Hanks, Stanley Tucci.
Titolo:
La guerra dei mondi (War of the Worlds)
Regia:
Steven Spielberg
Sceneggiatura:
Josh Friedman, David Koepp
Fotografia:
Janusz Kaminski
Interpreti:
Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin, Tim Robbins, Miranda Otto,
David Alan Basche, James DuMont, Yul Vazquez, Daniel Franzese, Gene
Barry, Ann Robinson, Tania Barone, Rick Gonzales, David Harbour, Amy
Hohn, Elizabeth Jayne Hong, George Katt, Maryann Mayberry, Sharrieff
Pugh, Bill Richards, Rafael Sardina, Lisa Ann Walter, Julie White
Nazionalità:
USA, 2005
Durata:
1h. 56'
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