Il gusto degli altridi Agnès Jaoui "Il gusto degli altri" è una delle rare commedie francesi che sono divertenti anche una volta doppiate in italiano. Inoltre, come spesso accade nel cinema d'oltralpe, mette in scena personaggi estremamente realistici ed interessanti, e la conclusione per nulla scontata dà da riflettere. Dovendo firmare un importante accordo commerciale con un gruppo di arabi, un odioso industriale è costretto ad avere una guardia del corpo. E per di più dovrebbe anche mettersi a studiare l'inglese. La sua insegnante è un'attrice teatrale di buon talento ma scarso successo, e finisce per esercitare sull'uomo un'influenza molto particolare. Contemporaneamente la guardia del corpo conosce una bella barista, che però ha una relazione col segretario dell'industriale, la cui fidanzata... Come avete appena letto, la trama incrocia le storie di personaggi diversi, giustificandone comunque la presenza all'interno dello stesso film con gli stretti rapporti esistenti tra i personaggi (cosa che raramente accade, con le storie parallele). Tutte queste sotto-trame risultano perfettamente coerenti e tutte, anche prese singolarmente, sono davvero interessanti. Tra l'altro va dato atto agli sceneggiatori di essere riusciti a farci entrare veramente in una storia già in essere senza darci l'impressione di aver perso qualcosa di importante: si capisce che i personaggi hanno un passato, e quindi uno spessore proprio, ma non abbiamo mai la sensazione di non aver iniziato il libro da pagina 50. Jean-Pierre Bacri, anche sceneggiatore, è molto bravo nel dar vita ad un industriale estremamente antipatico e soprattutto a dipingercelo man mano che ritrova (o trova per la prima volta?) la propria umanità. Al contrario, per essere un'attrice di talento, non mi pare che Anne Alvaro dia una grande prova. Risulta essere molto più convincente la regista e co-sceneggiatrice Agnès Jaoui, che interpreta con vigore e convinzione una barista disillusa dalla vita e molto decisa nelle sue azioni. Al di là delle prestazioni degli attori, comunque, il lavoro migliore è stato fatto in fase di scrittura. Come accennato, l'insieme dei personaggi è uno dei più realistici che mi sia mai capitato di vedere, e le loro azioni sono sempre estremamente interessanti e spesso divertenti, pur senza mai straripare nel comico puro o nel grottesco, genere che noi italiani così come i francesi frequentiamo spesso. E questa è una cosa che ben pochi registi al mondo hanno saputo fare finora. Un film ampiamente degno della nomination all'Oscar 2000, statuetta che, non fosse stato per un gruppo di cinesi paraculati, avrebbe meritatamente portato a casa.
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