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Mariela Bernardini, 12 Febbraio 2001: Deludente |
FilmAuro,
9 Febbraio 2001
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Hannibal
di Ridley Scott
Passati
sette anni dalla misteriosa scomparsa del dottor Lecter, la sempre
fredda e calcolatrice Clarice Starling (Julianne Moore), agente dell'FBI
che non smette mai di pensare alla cattura del dottore, non vive un
bel momento. Dopo aver perso cinque dei suoi collaboratori in un'azione
mal riuscita, la sua carriera viene messa a dura prova. L'agente dovrà
vedersela con i suoi colleghi (tutti uomini), ma principalmente con
l'arrogante Paul Krendler (Ray Liotta), suo più grande antagonista.
Per evitare una sua inevitabile sospensione, Krendler la convincerà
ad aiutare il ricco, potente e orrendamente sfigurato Mason Verger (Gary
Oldam), ultima vittima di Lecter, che vuole vendicarsi e catturare l'uomo.
Nel frattempo la vita di Hannibal scorre senza grossi problemi nei panni
del nuovo curatore di Palazzo Vecchio a Firenze. Ma la tranquillità
viene scossa dai sospetti covati dall'ispettore Rinaldo Pazzi (Giancarlo
Giannini) che venuto a conoscenza della cospicua somma (tre milioni
di dollari) messa a disposizione da Mason per chi catturerà Hannibal
farà di tutto per incastrare l'uomo. Ma Hannibal come sappiamo
non è un "agnellino" e le cose per Pazzi, Krendler & company
non saranno facili. Ma Hannibal non vuole altro se non incontrare di
persona la sua fantasia preferita, Clarice, e ripetere l'incontro che
ha segnato le loro vite.
Nel
1991 "Il silenzio degli Innocenti" vinse cinque Oscar (miglior film,
regia, sceneggiatura, attrice, attore) e venne accolto molto bene dalla
critica e dal pubblico di tutto il mondo, così tanto da venir
considerato come uno dei migliori thriller del decennio scorso. Mi dispiace
deludervi, ma la stessa cosa non può essere detta del suo
sequel, un film che sfiora il malgusto e che invece di mettere paura
o incutere timore disturba lo spettatore (principalmente il suo stomaco).
Gran parte del successo de "Il silenzio degli innocenti" è dovuto
alla tensione psicologica che si instaura tra l'agente ed il dottore,
dal loro rapporto ambiguo, dalla caratterizzazione perfetta data dai
due attori (Hopkins e Foster). Ma in "Hannibal" tutto ciò non
c'è. Hopkins è fenomenale (come al solito) ma il
suo Hannibal è troppo ironico (fino a sfiorare il ridicolo) e
in alcuni casi agisce in una maniera troppo scontata. Julianne
Moore è molto brava e convincente nel ruolo di una poliziotta,
ma non è Clarice. In alcuni momenti è troppo fredda, poco
espressiva. E' vero che il ruolo lo richiede ma anche le persone "ghiacciate"
alcune volte agiscono impulsivamente. Comunque sia, la sua Clarice è
completamente diversa da quella della Foster. E' inevitabile che sia
così, ma sono sicura che allo spettatore dispiacerà non
vedere più quel personaggio forte e fragile allo stesso tempo,
l'eroina è scomparsa, relegata ad un ruolo che grazie al lavoro
degli sceneggiatori non è neanche l'ombra di quello portato precedentemente
sullo schermo.
Personaggi
resi poco affascinanti, è questa la grave mancanza della sceneggiatura
scritta a quattro mani da Steven Zaillian (Oscar per "Schindler's List"
e regista di "Civil Action") e David Mamet ("Gli intoccabili", "Il
caso Winslow") chiamati a lavorare insieme per cercare di rendere
l'omonimo libro di Thomas Harris un buon film. Missione fallita! Per
carità la storia è lineare, con un discreto sviluppo delle
tre storie parallele: Lecter-Clarice, Lecter-Mason, Lecter-Pazzi, ma
ciò che non va è lo sviluppo caratteriale e psicologico
della storia e dei personaggi, il tutto reso ancor peggiore da battute
scontate (adatte a film di serie B), situazioni grottesche e fuori luogo.
Lo sforzo dei due è stato grande (penso) ma è difficile
ottenere un buon film da un libro così deludente, che invece
di rendere più affascinanti i personaggi li rovina. La fine del
libro è terribile e proprio per questo sono stati creati diversi
finali, ma devo dire che la fine del film, parzialmente diversa dal
libro, è altrettanto deludente, e ahimè ci fa pensare
ad un seguito...
Discreta
la regia di Scott (non così spettacolare come ne "Il
Gladiatore"), che forse non ha saputo sfruttare al massimo la bellezza
di Firenze (viene rappresentata quasi sempre di notte e molto caotica)
e le scene più significative. Usa molto i primi piani, i contrasti
di luce e oscurità e lo slow-motion nei momenti di maggiore confusione
per l'agente Starling. Buona la scena iniziale che vede Clarice nel
bel mezzo di una sparatoria. Ma a livello visivo non ci sono delle belle
scene e, credetemi, tre o quattro fanno veramente schifo (sempre colpa
del libro e della cocciutaggine degli sceneggiatori di non modificarle:
potevano risparmiarsele). In alcuni casi certe cose è meglio
non vederle ma immaginarle, perché incute più angoscia
ciò che non si vede (o al massimo si intravede) e si immagina
di ciò che si vede e che di conseguenza non impaurisce nessuno
ma disgusta. Troppa violenza, troppo malgusto in una storia che poteva
essere narrata in una maniera più "elegante".
Veramente
buona l'interpretazione di Giancarlo Giannini nei panni dell'avido agente,
troppo breve quella di Francesca Neri (Allegra, moglie dell'ispettore)
e quella di Enrico Lo Verso (nei panni di un ladruncolo di portafogli)
per poterle valutare. Un Gary Oldman che sinceramente non è eccezionale,
forse anche dovuto agli strati di silicone per simulare il viso sfigurato
che dovrebbe angosciarci ma che alla fine ci porta a scrutarlo con attenzione
per capire cosa si poteva fare per renderlo più reale! Ray Liotta
nel ruolo più ridicolo e "insipido" della sua carriera. Lo spettatore
rimane completamente distaccato dalla storia, che risulta troppo plastica
e finta. Buone le melodie create da Hans Zimmer ("Rain Man", "La
sottile linea rossa") che proprio per il film ha creato l'opera
lirica originale "La vita nova di Dante". Ottimo il montaggio di Pietro
Scalia ("JFK", "L.A. Confidential",
"Il Gladiatore"...) che dà un senso
logico ai fatti narrati.
Sprecato
Hopkins, sprecata la Moore, sprecato Scott in un film che voleva essere
un capolavoro e che alla fine si rivela "tutto fumo e niente arrosto".
Percorsi
tematici
Hannibal
Lecter - Le origini del male - di Peter Webber; con Gaspard Ulliel,
Gong Li.
Manhunter - Frammenti di un omicidio - di
Michael Mann; con William Petersen, Tom Noonan, Brian Cox.
Red Dragon - di Brett Ratner; con Anthony
Hopkins, Edward Norton, Ralph Fiennes, Emily Watson, Harvey Keitel.
Alien
- di Ridley Scott; con Tom Skerrit, Sigourney Weaver.
American
Gangster - di Ridley Scott; con Denzel Washinton, Russell Crowe.
Black Hawk Down - di Ridley Scott; con Josh
Hartnett, Ewan McGregor, Eric Bana.
Blade
Runner - di Ridley Scott; con Harrison Ford, Rutger Hauer.
Le Crociate - Kingdom of Heaven - di Ridley
Scott; con Orlando Bloom.
Il genio della truffa - di Ridley Scott;
con Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman.
Il Gladiatore -
di Ridley Scott; con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen.
Un'Ottima
Annata - a good year - di Ridley Scott; con Russell Crowe, Marion
Cotillard.
Thelma & Louise
- di Ridley Scott;
con Susan Sarandon, Geena Davis.
Titolo:
Hannibal (Id.)
Regia:
Ridley Scott
Sceneggiatura:
David Mamet, Steven Zaillan
Fotografia:
John Mathieson
Interpreti:
Anthony Hopkins, Julianne Moore, Gary Oldman, Ray Liotta, Giancarlo
Giannini, Francesca Neri, Enrico Lo Verso, Frankie R. Faison, Zeljko
Ivanek, Hazelle Goodman, David Andrews, Francis Guinan, Mark Margolis,
Ivano Marescotti, Fabrizio Gifuni, Ennio Coltorti, James Opher, Alex
Corrado, Marco Graco, Robert Rietti, Giannina Facio
Nazionalità:
USA, 2001
Durata:
2h. 07'
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