Mariela Bernardini, 12 Febbraio 2001: Deludente
FilmAuro, 9 Febbraio 2001

Hannibal

di Ridley Scott


Anthony HopkinsPassati sette anni dalla misteriosa scomparsa del dottor Lecter, la sempre fredda e calcolatrice Clarice Starling (Julianne Moore), agente dell'FBI che non smette mai di pensare alla cattura del dottore, non vive un bel momento. Dopo aver perso cinque dei suoi collaboratori in un'azione mal riuscita, la sua carriera viene messa a dura prova. L'agente dovrà vedersela con i suoi colleghi (tutti uomini), ma principalmente con l'arrogante Paul Krendler (Ray Liotta), suo più grande antagonista. Per evitare una sua inevitabile sospensione, Krendler la convincerà ad aiutare il ricco, potente e orrendamente sfigurato Mason Verger (Gary Oldam), ultima vittima di Lecter, che vuole vendicarsi e catturare l'uomo. Nel frattempo la vita di Hannibal scorre senza grossi problemi nei panni del nuovo curatore di Palazzo Vecchio a Firenze. Ma la tranquillità viene scossa dai sospetti covati dall'ispettore Rinaldo Pazzi (Giancarlo Giannini) che venuto a conoscenza della cospicua somma (tre milioni di dollari) messa a disposizione da Mason per chi catturerà Hannibal farà di tutto per incastrare l'uomo. Ma Hannibal come sappiamo non è un "agnellino" e le cose per Pazzi, Krendler & company non saranno facili. Ma Hannibal non vuole altro se non incontrare di persona la sua fantasia preferita, Clarice, e ripetere l'incontro che ha segnato le loro vite.

Julianne MooreNel 1991 "Il silenzio degli Innocenti" vinse cinque Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura, attrice, attore) e venne accolto molto bene dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo, così tanto da venir considerato come uno dei migliori thriller del decennio scorso. Mi dispiace deludervi, ma  la stessa cosa non può essere detta del suo sequel, un film che sfiora il malgusto e che invece di mettere paura o incutere timore disturba lo spettatore (principalmente il suo stomaco). Gran parte del successo de "Il silenzio degli innocenti" è dovuto alla tensione psicologica che si instaura tra l'agente ed il dottore, dal loro rapporto ambiguo, dalla caratterizzazione perfetta data dai due attori (Hopkins e Foster). Ma in "Hannibal" tutto ciò non c'è. Hopkins è fenomenale (come al solito) ma il suo Hannibal è troppo ironico (fino a sfiorare il ridicolo) e in alcuni casi agisce in una maniera troppo scontata. Julianne Moore è molto brava e convincente nel ruolo di una poliziotta, ma non è Clarice. In alcuni momenti è troppo fredda, poco espressiva. E' vero che il ruolo lo richiede ma anche le persone "ghiacciate" alcune volte agiscono impulsivamente. Comunque sia, la sua Clarice è completamente diversa da quella della Foster. E' inevitabile che sia così, ma sono sicura che allo spettatore dispiacerà non vedere più quel personaggio forte e fragile allo stesso tempo, l'eroina è scomparsa, relegata ad un ruolo che grazie al lavoro degli sceneggiatori non è neanche l'ombra di quello portato precedentemente sullo schermo.

Personaggi resi poco affascinanti, è questa la grave mancanza della sceneggiatura scritta a quattro mani da Steven Zaillian (Oscar per "Schindler's List" e regista di "Civil Action") e David Mamet ("Gli intoccabili", "Il caso Winslow") chiamati a lavorare insieme per cercare di rendere l'omonimo libro di Thomas Harris un buon film. Missione fallita! Per carità la storia è lineare, con un discreto sviluppo delle tre storie parallele: Lecter-Clarice, Lecter-Mason, Lecter-Pazzi, ma ciò che non va è lo sviluppo caratteriale e psicologico della storia e dei personaggi, il tutto reso ancor peggiore da battute scontate (adatte a film di serie B), situazioni grottesche e fuori luogo. Lo sforzo dei due è stato grande (penso) ma è difficile ottenere un buon film da un libro così deludente, che invece di rendere più affascinanti i personaggi li rovina. La fine del libro è terribile e proprio per questo sono stati creati diversi finali, ma devo dire che la fine del film, parzialmente diversa dal libro, è altrettanto deludente, e ahimè ci fa pensare ad un seguito...

Il regista Ridley ScottDiscreta la regia di Scott (non così spettacolare come ne "Il Gladiatore"), che forse non ha saputo sfruttare al massimo la bellezza di Firenze (viene rappresentata quasi sempre di notte e molto caotica) e le scene più significative. Usa molto i primi piani, i contrasti di luce e oscurità e lo slow-motion nei momenti di maggiore confusione per l'agente Starling. Buona la scena iniziale che vede Clarice nel bel mezzo di una sparatoria. Ma a livello visivo non ci sono delle belle scene e, credetemi, tre o quattro fanno veramente schifo (sempre colpa del libro e della cocciutaggine degli sceneggiatori di non modificarle: potevano risparmiarsele). In alcuni casi certe cose è meglio non vederle ma immaginarle, perché incute più angoscia ciò che non si vede (o al massimo si intravede) e si immagina di ciò che si vede e che di conseguenza non impaurisce nessuno ma disgusta. Troppa violenza, troppo malgusto in una storia che poteva essere narrata in una maniera più "elegante".

Giancarlo GianniniVeramente buona l'interpretazione di Giancarlo Giannini nei panni dell'avido agente, troppo breve quella di Francesca Neri (Allegra, moglie dell'ispettore) e quella di Enrico Lo Verso (nei panni di un ladruncolo di portafogli) per poterle valutare. Un Gary Oldman che sinceramente non è eccezionale, forse anche dovuto agli strati di silicone per simulare il viso sfigurato che dovrebbe angosciarci ma che alla fine ci porta a scrutarlo con attenzione per capire cosa si poteva fare per renderlo più reale! Ray Liotta nel ruolo più ridicolo e "insipido" della sua carriera. Lo spettatore rimane completamente distaccato dalla storia, che risulta troppo plastica e finta. Buone le melodie create da Hans Zimmer ("Rain Man", "La sottile linea rossa") che proprio per il film ha creato l'opera lirica originale "La vita nova di Dante". Ottimo il montaggio di Pietro Scalia ("JFK", "L.A. Confidential", "Il Gladiatore"...) che dà un senso logico ai fatti narrati.

Sprecato Hopkins, sprecata la Moore, sprecato Scott in un film che voleva essere un capolavoro e che alla fine si rivela "tutto fumo e niente arrosto".


Percorsi tematici

Hannibal Lecter - Le origini del male - di Peter Webber; con Gaspard Ulliel, Gong Li.
Manhunter - Frammenti di un omicidio - di Michael Mann; con William Petersen, Tom Noonan, Brian Cox.
Red Dragon - di Brett Ratner; con Anthony Hopkins, Edward Norton, Ralph Fiennes, Emily Watson, Harvey Keitel.

Alien - di Ridley Scott; con Tom Skerrit, Sigourney Weaver.
American Gangster - di Ridley Scott; con Denzel Washinton, Russell Crowe.
Black Hawk Down - di Ridley Scott; con Josh Hartnett, Ewan McGregor, Eric Bana.
Blade Runner - di Ridley Scott; con Harrison Ford, Rutger Hauer.
Le Crociate - Kingdom of Heaven - di Ridley Scott; con Orlando Bloom.
Il genio della truffa - di Ridley Scott; con Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman.
Il Gladiatore
- di Ridley Scott; con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen.
Un'Ottima Annata - a good year - di Ridley Scott; con Russell Crowe, Marion Cotillard.
Thelma & Louise
W O W - di Ridley Scott; con Susan Sarandon, Geena Davis.


La locandinaTitolo: Hannibal (Id.)
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: David Mamet, Steven Zaillan
Fotografia: John Mathieson
Interpreti: Anthony Hopkins, Julianne Moore, Gary Oldman, Ray Liotta, Giancarlo Giannini, Francesca Neri, Enrico Lo Verso, Frankie R. Faison, Zeljko Ivanek, Hazelle Goodman, David Andrews, Francis Guinan, Mark Margolis, Ivano Marescotti, Fabrizio Gifuni, Ennio Coltorti, James Opher, Alex Corrado, Marco Graco, Robert Rietti, Giannina Facio
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 2h. 07'