Alberto Cassani, 1 Giugno 2001: Efficace
Buena Vista, 1 Giugno 2001

Pearl Harbor

di Michael Bay


“Nonostante la grande differenza di stile di vita e di modo di agire, la coppia Jerry Bruckheimer-Don Simpson divenne il nome importante per il pubblico degli anni ‘80. Se la capacità di Simpson era quella di riconoscere le buone idee e le buone storie, Bruckheimer ha l’occhio clinico per i dettagli e la produzione vera e propria di un film, oltre ad essere uno splendido giudice di talenti. Simpson e Bruckheimer hanno rivoluzionato il modo in cui gli studios concepivano i blockbuster, e hanno anche trasformato star come Eddie Murphy, Tom Cruise e Will Smith in giganti del box-office creando un lato ironico e figo in poliziotti dalla lingua lunga (“Bad Boys”), piloti della marina (“Top Gun”) e persino comandanti di sottomarini (“Allarme Rosso”), dando anche la sveglia a tutta l’industria sui potenziali guadagni delle colonne sonore”
     Dan Cox - “Fade In”, Estate 1998.

Ben Affleck e Josh HartnettSono andato a scorrermi la lista dei film prodotti, o co-prodotti, dal rivoluzionario Jerry Bruckheimer e nonostante ci siano molte pellicole di successo e alcuni bei film, questo “Pearl Harbor” è di gran lunga il migliore.

È il 1941 e ancora gli Stati Uniti fanno finta che in Europa non ci sia alcuna guerra. Evelyn è una giovane infermiera, che come spesso accade alle crocerossine si innamora di un aitante aviere. Visto però che alle Hawaii il massimo che può succedere ad un soldato è di prendersi una scottatura facendo surf e che lui sogna di fare l’eroe, e dato che in Europa, alla faccia dei potenti che guardano dall’altra parte, si sta combattendo una guerra, il buon Rafe si offre volontario per andare a dare una mano all’aviazione inglese. Né Evelyn né il suo miglior amico Danny gli perdonano la scelta.

Jaime King, Kate Beckinsale e Jennifer GarnerNonostante questo sia in fondo un film di guerra, le due ore e tre quarti della pellicola sono per la maggior parte incentrate sulle storie e sui sentimenti dei tre personaggi principali. E devo dire che questa alchimia funziona benissimo: Randall Wallace si conferma un ottimo sceneggiatore (“Braveheart”) e per fortuna lascia la direzione del film ad uno che pur mediocre come Michael Bay è comunque migliore del Wallace regista (“La maschera di ferro”). La sceneggiatura è piena di ottimi dialoghi e di scene abbastanza toccanti e spesso divertenti. C’è qualche calo di ritmo qua e là, coincidente con i momenti in cui la vicenda si fa eccessivamente melensa, ma il film prende molto e in fondo la tensione (non solo bellica) non cade mai. E quando lo script è buono, è difficile che la brutta recitazione lo possa rovinare.

L'assalto giapponese alla HawaiiPur essendo indubbiamente ben costruito, il cast non brilla più di tanto. Ben Affleck, che aveva già lavorato con Bruckheimer e Bay in “Armageddon”, mi è sembrato fare un po’ il verso allo stile di recitazione di George Clooney, mentre il giovane Josh Hartnett non mette in mostra molte più espressioni di quelle di cui è capace Nicolas Cage. Tutt’altra cosa è Kate Beckinsale, che ha finalmente deciso che sua figlia Lily è grande abbastanza da poter stare lontana dalla mamma, e che ha qui il primo ruolo veramente importante della sua carriera. Oddio, Kate aveva esordito nel cinema a soli vent’anni in “Molto rumore per nulla” di Branagh, ma questa è la prima grande produzione hollywoodiana a cui prende parte. L’ho preferita nel delizioso “Cold Comfort Farm” di John Schlesinger, ma anche qui se la cava egregiamente, nascondendo benissimo il suo accento londinese (mentre Affleck sembra saltare dall’accento di New York a quello dell’Alabama). Kate regge benissimo sia le scene romantiche che quelle drammatiche e ha di certo il viso giusto per il ruolo. Mi auguro vivamente che non passino altri due anni prima di poterla rivedere sul grande schermo.

Il produttore Jerry Bruckheimer e il regista Michael BayScrivevo più sopra che Michael Bay è un regista mediocre. In effetti anche qui la sua regia non brilla per tecnica né tantomeno per originalità, ma gli va dato atto di aver realizzato un film nel complesso ottimamente riuscito. E questo non è solo merito dei begli effetti speciali, perché Bay ha saputo cambiare il ritmo del film al momento giusto: quando gli Zero attaccano, tu ti attacchi ai braccioli della poltrona e non li lasci fino a quando la battaglia non è finita. Devo comunque dire che non mi piace l’idea visuale della sequenza dell’ospedale, che ho trovato la fotografia di John Schwartzman piuttosto piatta e a tratti artificiosa (tipico dello Studio di cui fa parte Bay) e che il montaggio è poco più che mediocre. Per fortuna invece le musiche di Hans Zimmer non tradiscono e sanno dare spessore anche alle immagini più innocue. Ma allora com’è che il film, con tutti questi difetti, è in fondo un bel film? Chissà, forse neanche le imperfezioni tecniche possono rovinare una buona sceneggiatura...

- Ha vinto?
- Sì
- E cosa ha vinto?
- Il rispetto!


Percorsi tematici

Bad Boys II - di Michael Bay; con Martin Lawrence, Will Smith, Gabrielle Union.
The Island - di Michael Bay; con Ewan McGregor, Scarlett Johansson.

Propaganda Films: il futuro di Hollywood o la sua morte? - a cura di Maximillian Potter.


La locandinaTitolo: Pearl Harbor (Id.)
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Randall Wallace
Fotografia: John Schwartzman
Interpreti: Ben Affleck, Kate Beckinsale, Josh Hartnett, Jaime King, Cuba Gooding Jr, William Lee Scott, Greg Zola, Tom Sizemore, Ewen Bremner, Jon Voight, Alec Baldwin, Catherine Kellner, Jennifer Garner, Colm Feore, Dan Aykroyd, Mako, Greg Zola, Cary-Hiroyuki Tagawa, Sara Rue, Michael Shannon, Dan Aykroyd, John Fujiioka, Matthew Davis, William Fichtner
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 2h. 45'