Francesco Puglisi, 21 Ottobre 2000: Discreto
Columbia, 13 Ottobre 2000

L'uomo senza ombra

di Paul Verhoeven


Elisabeth Shue e Kevin BaconUna squadra di ricercatori, tra cui Linda McKay (Elisabeth Shue) e Matthew Kensington (Josh Brolin), capeggiata dallo scienziato Sebastian Caine (Kevin Bacon), crea in laboratorio un siero capace di rendere invisibili gli esseri viventi; sperimentato su alcuni animali, dai topi ai cani e dalle scimmie, fino ad arrivare a ciò che di più si avvicina ad un essere umano: un gorilla. L'esperimento riesce perfettamente, ovvero tutte le cavie da laboratorio sono diventate invisibili non appena il siero è entrato in circolo nel sangue. Ma la ricerca, voluta dal Pentagono, non è ancora finita: insieme al siero dell'invisibilità deve essere creato anche il suo "antidoto", cioè quello capace di far ritornare l'essere vivente perfettamente visibile.
Kim Dickens, Josh Brolin, Elisabeth Shue e Greg Grunberg osservano Kevin Bacon diventare invisibileLa nostra storia, o meglio quella che ci viene raccontata, comincia esattamente da qui, dalla ricerca dell'antidoto da parte di Caine che, dopo svariati tentativi, riesce a crearlo chimicamente, senza che la sua immissione nel corpo rechi dei danni, almeno in teoria. Trovato l'antidoto dunque, viene subito provato sul gorilla invisibile, che nel frattempo è diventato sempre più aggressivo (probabilmente per il fatto che non riesce a vedere se stesso), tutto sembra funzionare (quasi) alla perfezione, qualche intoppo, ma alla fine il siero fa il suo effetto, e il gorilla ritorna visibile. La ricerca è dunque finita? Neanche per sogno, Caine preso da manie di grandezza, nasconde al Pentagono la sua scoperta, per paura di perdere ogni diritto sulla sua invenzione, e decide, con la collaborazione dei suoi assistenti, di provare il siero sull'essere umano. Su di lui. Ma, come capita sempre in queste situazioni, non tutto va per il verso giusto, il processo funziona a metà, cioè Caine diventa invisibile, ma non si riesce a creare un antidoto che non abbia conseguenze devastanti per l'uomo, costringendo lo scienziato a "un'invisibilità forzata". La gioia e l'entusiasmo per la scoperta si trasformano man mano che passa il tempo, in una tragedia che vede coinvolti tutti gli assistenti di laboratorio, e Caine, che comincia ad abusare del suo "dono", diventerà sempre più pericoloso...

Tutti noi crediamo ai nostri occhi
Tutti noi ci affidiamo ai nostri sensi
Tutti noi pensiamo di essere soli
Ma è proprio quello che non vediamo
Che dobbiamo temere

L'uomo invisibile in acquaCosì recita lo slogan del trailer, per attirare l'attenzione del pubblico sull'ultimo film di Paul Verhoeven, intelligente regista olandese trapiantato ad Hollywood, conosciuto per "Robocop" (film sventrato dalle successive produzioni, televisione compresa), "Atto di forza" e soprattutto per "Basic Instinct" il film scandalo in America. Sempre in tema di effetti speciali, come il suo penultimo film del 1997 "Starship Troopers - Fanteria dello spazio", Verhoeven firma la regia del film più sofisticato, dal punto di vista tecnico,  degli ultimi anni. Una regia dinamica, precisa e capace di riuscire a creare situazioni e spessore, più di quanto abbia fatto lo sceneggiatore, che al concetto di idea sembra essersi limitato ad aggiungere solo altre idee, non approfondendo la psiche dei personaggi, come il protagonista Caine che passa dalla normalità all'anormalità troppo repentinamente e senza mezzi termini. Ma questo appare normale se si cita non tanto il nome dello sceneggiatore (Andrew W. Marlowe), quanto le sue opere, una per tutte quella gran bella -- BIIP -- che è "End of Days", così appare chiaro perché il film non riesce a colpire, nonostante quelli degli effetti speciali e i truccatori, ce l'abbiano messa tutta per fare un'ottimo lavoro (e ci sono riusciti) . Straordinaria, e al tempo stesso raccapricciante la sequenza della "riapparizione" graduale del gorilla, dal sangue alle vene e a tutto ciò che ne segue, scena che meriterebbe di essere vista nel corso di laurea in medicina di tutte le Università. Ma gli effetti speciali da soli non bastano per fare un grande film, e anche se questa sembra una frase fatta, e lo è, è la verità, ed in questo caso addirittura, senza una solida struttura di base (come può essere la sceneggiatura) gli effetti speciali vengono sminuiti.

Il regista Paul VerhoevenPer gli attori, non c'è nessuno da sottolineare, tanto meno Bacon che più che recitare, ed essere utilizzato come attore, sembra essere uno strumento. Le musiche di Jerry Goldsmith, sono un continuo di anomalo e misterioso, con alcuni picchi sui colpi di scena. Buona la fotografia Jost Vacano, realizzazione "plastificata" delle ambientazioni.

Tuttavia il lavoro di tante persone, non può e non deve essere sminuito da una sola, pertanto alcuni avvertimenti, non vi aspettate moralità, personaggi robusti (parlando in termini di creazione psicologica), ma solo begli effetti speciali, ripresi con una personalità, quella di Verhoeven, forte, robusta e convincente. Una curiosità, il primo film su questo argomento risale al 1933, ed è di James Whale, intitolato "L'uomo invisibile".


La locandina statunitenseTitolo: L'uomo senza ombra (Hollow Man)
Regia: Paul Verhoeven
Sceneggiatura: Gary Scott Thompson, Andrew W. Marlowe
Fotografia: Jost Vacano
Interpreti: Kevin Bacon, Elisabeth Shue, Josh Brolin, William Devane, Kim Dickens, Mary Randle, Greg Grunberg, Joey Slotnick, William Devane, Rhona Mitra, Pablo Espinosa, Margot Rose, Jimmie F. Skaggs, Jeffrey Scaperotta, Sarah Bowles, Kelly Scott, Steve Altes, J. Patrick McCormack, Darius Sultan, Tom Woodruff, David Vogt, Gary A. Hecker
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 1h. 52'