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Luciana
Morelli, 13 Luglio 2005: Estenuante |
E.P.
Production, 15 Luglio 2005
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Hotel
di Jessica Hausner
Irene
è una ragazza timida, schiva e riservata. Viene assunta come
receptionist in un hotel sperduto nella foresta per sostituire
una ragazza - Eva - che sembra sparita nel nulla. L'ambiente di lavoro
non è certo dei migliori, i suoi colleghi sono piuttosto scostanti
ed un po' tutto il personale che lavora nell'albergo ha un comportamento
a dir poco strano, quasi inquietante. E poi c'è uno strano odore
nella sua camera da letto, il turno di notte in assoluta solitudine,
le porte della cantina da controllare, ed un corridoio buio con cui
misurare il proprio coraggio...
Selezionato
per la sezione 'Un Certain Regard' al Festival di Cannes 2004, "Hotel"
è un film fatto di atmosfere angoscianti e di lunghi silenzi,
una fiaba thriller che fornisce pochi punti fermi e pochissimi
indizi per arrivare alla soluzione del mistero. Forse perché
ultimamente va tanto di moda (soprattutto quando non si hanno alla base
molte idee su quel che si vuol realizzare) lasciare il finale in sospeso
e far scegliere alla fantasia dello spettatore quello più congeniale;
o forse perché il mistero in realtà non sussiste e gli
accadimenti sono solo il frutto di una fervida immaginazione ed il finale
potrebbe essere quasi superfluo; o ancora, perché probabilmente
non si ha il coraggio di osare e di schierarsi dalla parte di quel famigerato
e vituperato cinema di genere.
La
trentatreenne regista austriaca Jessica Hausner, qui al suo secondo
lungometraggio dopo "Lovely Rita" (presentato nella stessa
sezione di Cannes 2001), ha confezionato un film senza dubbio interessante
ma che stenta a prendere delle sembianze precise. Lo stile narrativo
è semplice, alcune volte addirittura troppo meccanico e prevedibile,
ma forse la pecca maggiore di "Hotel" è il suo montaggio,
in alcuni punti ripetitivo e confusionario, che più di una volta
ha fatto pensare ad una sequenzialità casuale più che
studiata a tavolino ai fini della coerenza della storia. Qualche inquadratura
d'effetto senza dubbio c'è, ma l'attenzione è quasi totalmente
rapita dai rumori, dai primi piani sul volto acqua e sapone di Irene
e dai suoi sguardi sempre persi nel vuoto a voler carpire chissà
cosa, dal voler superare la sua (presunta) timidezza interiore affrontando
faccia a faccia - e con uno sfacciato tono di sfida - il buio dei corridoi
stretti gli immensi spazi aperti della foresta.
E'
lei l'altra protagonista del film: la foresta stregata, che fa molto
"Blair Witch Project"; suoni, eco, urla
improvvise ed una grotta nascosta in cui si dice risieda lo spirito
della strega malvagia, la stessa raffigurata dalla bamboletta conservata
in una vetrinetta dell'albergo. Insomma il solito giochetto di prestigio
che confonde le acque e le idee allo spettatore. Certo è che
negli 88 minuti della durata di "Hotel" accade veramente troppo
poco, e se per i primi 20 minuti il silenzio e la lentezza degli eventi
riesce a mantenersi sopportabile, nei restanti 68 ci si sofferma a pensare
al fatto che se non è accaduto nulla di rilevante fino a quel
momento allora forse fino alla fine non accadrà davvero un bel
niente. E purtroppo è proprio così. Obiettivamente un
viso molto cinematografico quello di Franziska Weiss (Irene) ma non
basta questo, una buona fotografia e qualche altro piccolo particolare
scenografico a rendere un film degno di nota.
Le
capacità sembrano non mancarle, ed è probabile che se
la Hausner avesse provato a scrivere una vera sceneggiatura e non una
favoletta per bambini copiata da quelle dei fratelli Grimm allora forse
avremmo assistito ad un bel film. "Shining" sembra non averle
insegnato proprio nulla a livello di tensione e di pathos, ma forse
la giovane regista austriaca non dovrà attendere molto prima
che Hollywood le faccia capire di nuovo quale grossa occasione si è
lasciata sfuggire.
Titolo:
Hotel (Id.)
Regia:
Jessica Hausner
Sceneggiatura:
Jessica Hausner
Fotografia:
Martin Gschlacht
Interpreti:
Franziska Weiss, Birgit Minichmayr, Marlene Steeruwitz, Rosa Waissnix,
Christopher Schärf, Peter Strauß, Regina Fritsch, Alfred
Worel, Martin Pöltl
Nazionalità:
Austria - Germania, 2004
Durata:
1h. 28'
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