Tommaso Tocci, 1 Aprile 2003: Incompiuto

The Hunted
La preda

di William Friedkin


Tommy Lee JonesVeramente un film strano. Abbiamo un regista di lungo corso come William Friedkin ("L'esorcista", "Il braccio violento della legge", "Il salario della paura"), un veterano carismatico come Tommy Lee Jones ("Il fuggitivo", i due "Men in Black") e uno degli ultimi talenti di Hollywood come Benicio del Toro ("I soliti sospetti", "Traffic"). Per quello che vale oggigiorno, sono anche tutti premi Oscar. Ma il risultato finale di questo "The Hunted" è veramente sconcertante.

L.T. Bonham (Jones) è un esperto di sopravvivenza in pensione che ha passato la vita a lavorare per l'esercito addestrando reclute dei corpi speciali. Uno dei suoi allievi è stato Aaron Hallam (Del Toro), abilissimo e letale soldato, decorato in Kosovo, che non ha però retto al peso delle sue sanguinose azioni ed è impazzito, macchiandosi di efferati omicidi. Naturalmente l'unico in grado di fermarlo è il suo ex-insegnante, richiamato dall'FBI per un'ultima "caccia all'uomo"...

Benicio Del ToroIn un film imperniato su un dualismo così forte è fondamentale un'accurata analisi dei due protagonisti e del loro conflitto, cosa non perfettamente riuscita a Friedkin: entrambi i personaggi soffrono a causa del loro passato, tanto che Bonham ha addirittura ignorato le lettere imploranti aiuto del suo ex-allievo perché disgustato dalle macchine di morte che lui stesso ha addestrato, pur non avendo mai ucciso nessuno personalmente. Questa contrapposizione tra due shock uguali ma opposti meritava sicuramente una trattazione più approfondita, magari in luogo di qualcuno dei tanti inseguimenti che si succedono per tutto il film. Purtroppo tematiche così importanti sono solo accennate nelle pause tra una scena d'azione e l'altra, con il risultato che lo spettatore non sa quasi nulla di ciò che muove l'intreccio. Perché Bonham non si interessa in nessun modo delle lettere disperate di un suo ex-allievo? Come ci è finito un militare decorato ad uccidere cacciatori nelle foreste?

Tommy Lee JonesMentre ci facciamo domande del genere, sullo schermo si susseguono momenti adrenalinici tra l'altro sicuramente efficaci (almeno è rimasto qualcosa del regista che era Friedkin un tempo) e combattimenti all'arma bianca che sono sicuramente la cosa migliore del film. Già, perché il personaggio di Del Toro è specializzato nell'uso del coltello, secondo le tecniche della lotta filippina "Sayoc Kali", producendosi in duelli spettacolari con Tommy Lee Jones mentre è inseguito per mari e per monti da branchi di ottusi agenti FBI (la cui unica funzione è fare da bersaglio per i micidiali coltelli di Hallam, come in uno sconfortante inseguimento nelle fogne in cui si fanno infilzare uno dietro l'altro). Pregevolissimo e ben girato è almeno un pedinamento in territorio cittadino tra mestro ed allievo, impegnati nello sfoggio delle migliori abilità di "trackers".

Benicio Del Toro e Tommy Lee JonesUn altro dei difetti macroscopici del film è il continuo salto spazio-temporale, grazie al quale si passa dal centro di Portland alla foresta più profonda come se fosse dietro l'angolo.
Mancanze così evidenti e frequenti fanno pensare ad un montaggio frettoloso (palese in alcuni stacchi) e forse a dei tagli consistenti su alcune parti di raccordo che si intuiscono soltanto ma che avrebbero conferito maggiore spessore e respiro alla pellicola. Rimane quindi il dubbio che il film sia stato accorciato qua e là, cosa che attenuerebbe le responsabilità del regista.

Benicio Del ToroIn tanta confusione, Tommy Lee Jones è rassicurante e sofferente al punto giusto, in un'evoluzione disillusa del cacciatore tenace, ruolo in cui sembra essersi specializzato negli ultimi dieci anni. Benicio Del Toro è in uno stato perpetuo di pacata follia, e avrebbe potuto sicuramente rendere meglio se il suo personaggio non fosse stato mutilato a quel modo. Totalmente inutile invece Connie Nielsen ("Il Gladiatore"), nel ruolo assurdo e gratuito dell'agente FBI responsabile delle operazioni, tanto bella quanto improbabile nel coprire quei pochi spazi lasciati dai due attori principali.

Doverosa menzione finale per i due sceneggiatori (i fratelli Griffiths), responsabili di parecchie delle nefandezze del film, per i quali basterà ricordare il curriculum, che vanta un film come "Danni collaterali".


La locandina statunitenseTitolo: The Hunted - La Preda (Hunted)
Regia: William Friedkin
Sceneggiatura: David & Peter Griffiths, Art MOnterastelli
Fotografia: Caleb Deschanel
Interpreti: Tommy Lee Jones, Benicio Del Toro, Connie Nielsen, Leslie Stefanson, John Finn, José Zuniga, Ron Canada, Mark Pellegrino, Carrick O'Quinn, Lonny Chapman, Aaron DeCone, Rex Linn, Eddie Velez, Jenna Boyd, Alexander Mackenzie, Hank Cartwright, Gary Taylor, Michael Williamson, Alisha Garric, Bobby Preston, Nathan Sabatka, Brent Braun, Jeff Gianola
Nazionalità: USA, 2003
Durata: 1h. 37'