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Mariela
Bernardini, 17 Giugno 2003: Brillante |
Columbia,
20 Giugno 2003
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Identità
di James Mangold
Per
via di un terribile temporale che ha reso impraticabili le strade, undici
persone dalle personalità completamente diverse sono costrette
a trascorrere la notte in un motel desolato, senza immaginare che durante
il loro soggiorno alcuni di loro perderanno la vita in condizioni piuttosto
misteriose...
"Identità"
è uno dei migliori film dell'anno, e il motivo che mi spinge
a definirlo come tale è piuttosto semplice: la storia è
veramente originale. E un puzzle ben costruito, con molti colpi di scena
e con dei personaggi dalle sfaccettature complicate e misteriose che
rendono il tutto ancor più intricato. Si va dalla prostituta
(Amanda Peet), all'attrice snob (Rebecca DeMornay), al detenuto (Jack
Busey), all'agente di polizia (Ray Liotta), all'autista intraprendente
e coraggioso (John Cusack), alla famiglia all'apparenza unita (patrigno,
madre e figlio) alla coppia di sposini (Clea DuVall e William Lee Scott),
fino ad arrivare al paranoico e intollerante proprietario dell'albergo.
Identità molto distanti, che messe a dura prova in una situazione
fuori del normale diffidano l'uno dell'altro, discutono, e si ritrovano
a lottare per la propria sopravvivenza. Come ho detto in precedenza,
si tratta di un bel puzzle in cui lo spettatore deve darsi da fare per
trovare i pezzi giusti e per metterli insieme, e all'inizio ce ne vuole
per riuscirci!
Interessante
e particolarmente azzeccata la scelta di riproporre attraverso una serie
di flashback, aspetti del passato di alcuni personaggi, nonché
il modo casuale in cui i destini di alcuni di loro si sono incrociati
e le circostanze che li hanno spinti a cercare riparo tra le mura del
misterioso Motel. Non è il motel di Norman Bates lo psicopatico
di "Psycho", ma la follia c'entra
anche qui...
Purtroppo,
non posso svelarvi molto sulla trama, poiché rischierei di rovinare
l'essenza della storia e sarebbe un vero peccato. Mi limito a dirvi
di seguire con molta attenzione la scena iniziale della pellicola, che
pur se con molti limiti, svela qualche indizio da tener presente a fine
film. Il punto forte di "Identità" è che gioca
costantemente con le aspettative del pubblico; infatti, all'inizio il
film prende una via, quella tipica di un qualsiasi buon thriller, per
poi cambiare tragitto, addentrandosi in un territorio più complesso...
comunque conviene tacere e darvi la possibilità di scoprire cosa
accade.
La
regia di James Mangold ("Ragazze interrotte",
"Cop Land") è di serie A. Mangold è riuscito
a rendere plausibile e interessante una storia al limite del credibile.
Sequenze interessanti, regia ritmata, attori ben diretti e specialmente
molta suspense aggiungono al film quel fascino, difficile da trovare
in molti prodotti cinematografici usciti di recente. Gli attori sono
tutti all'altezza del ruolo, anche se John Cusack e Ray Liotta sono
i più bravi, nei panni di due uomini misteriosi il cui passato
riaffiora lentamente. Cattivo e perfido Jake Busey, visto qualche anno
fa nei panni del folle predicatore in "Contact"
di Zemeckis. Per il resto, nessuno è fuori luogo e nell'insieme,
il gruppo risulta molto convincente.
Se
avete trovato geniale il modo in cui è stata strutturata la trama
(e il susseguente finale) in film come "Il
Sesto Senso" e "I soliti sospetti",
troverete "Identità" altrettanto geniale, pur se con
i dovuti limiti che lo contraddistinguono dai film previamente citati.
Ideale per chi ama l'inaspettato.
Titolo:
Identità (Identity)
Regia:
James Mangold
Sceneggiatura:
Michael Cooney
Fotografia:
Phedon Papamichael
Interpreti:
John Cusack, Ray Liotta, Amanda Peet, John Hawkes, Alfred Molina, Clea
DuVall, John C. McGinley, William Lee Scott, Jake Busey, Pruitt Taylor
Vince, Rebecca DeMornay, Carmen Argenziano, Marshall Bell, Leila Kenzle,
Matt Letscher, Bret Loehr, Holmes Osborne, Frederick Coffin, Joe Hart,
Michael Hirsch, Terence Bernie Hines, Stuart Besser
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
1h. 27'
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