|
Luciana Morelli, 9 Luglio 2002: Sufficiente
Impostor
di Gary Fleder
“...ma
i replicanti pensano? A cosa pensano? Hanno un'anima? Hanno coscienza
di loro stessi e degli altri esseri viventi? Il test di Voight-Kampff
(test usato in "Blade Runner" per riconoscere gli androidi)
è probabilmente il test oggettivamente più valido mai
pensato poiché testa qualcosa che va al di là dell'intelligenza,
ma che resta comunque una forma di intelligenza. Ciò che il test
chiede effettivamente ai replicanti di dimostrare è il rispetto
delle altre forme di vita. I replicanti hanno diritto allo stesso rispetto,
ma soltanto se dimostrano di averne essi stessi.”
Philip Kindred Dick.
«Come
Orwell, Philip K. Dick ha visto il nostro presente molti decenni fa...»
dice il regista di "Impostor" Gary Fleder.
Il regista del nuovo cartone animato "Waking
Life" Richard Linkater cita Dick come esempio di consapevolezza
umana: «...ha mischiato prodigiosamente il pensiero postmoderno
con i valori della generazione X».
Il disegnatore di fumetti Art Spiegelman sentenzia: «È
stato per la seconda metà del ventesimo secolo quello che Kafka
è stato per la prima metà».
Siamo
nel 2079 in un mondo in guerra da anni contro gli alieni abitanti di
Alpha-Centauri, esseri geneticamente superiori agli umani e con lo scopo
primario di impossessarsi della Terra. Gary Sinise è Spence Olham,
ex bambino prodigio che si divertiva a costruire razzi telecomandati
ma che ora è un famoso scienziato progettista di potentissime
armi a servizio del pianeta ed, inevitabilmente, primo bersaglio del
nemico. L'esercito sospetta che i centauriani siano già riusciti
nel loro intento: uccidere Olham e sostituirlo con una copia replicante
che verrà a sua volta usata come arma-spia; toccherà a
lui verificare e dimostrare la propria identità sia ai militari,
capitanati da Hathaway (Vincent D'Onofrio), sia alla moglie, la dottoressa
Maya Olham (Madeleine Stowe), e dopo aver valutato alcuni particolari,
perfino a sé stesso.
Dopo la cattura cautelativa da parte della polizia, Olham riesce a fuggire
e diventa, dopo essere stato per anni un eroe nazionale salvatore della
patria, il Nemico Pubblico numero uno, oggetto di una forsennata caccia
all'uomo.
Inseguimenti,
sparatorie, esplosioni, scenari apocalittici e fosforescenti, dark air
ed i continui conflitti di coscienza del protagonista ci accompagnano
per tutto il film e tutto sommato tengono vivo l'interesse dello spettatore
sino al finale. Questa è la trama di "Impostor", in
cui la regia di Gary Fleder ("Il collezionista"
e "Don't say a word") latita un po' e non è risultata
essere all'altezza di mettere in scena l'avvincente storia frutto della
straordinaria mente di quello che è considerato, ad oggi, uno
dei più grandi soggettisti e sceneggiatori che siano mai esistiti.
Ci
sono però delle considerazioni da fare: in primo luogo la storia
è tratta appunto dall'omonimo racconto breve, risalente al 1953,
ed opera del genio fantascientifico di Philip K. Dick (da cui sono stati
tratti anche "Blade Runner", "Total Recall", "Screamers
- Urla dallo spazio" e da cui stanno per arrivare dagli USA "Minority
Report" di Spielberg e "Paycheck"
di Brett Ratner), in seconda battuta tra gli sceneggiatori è
presente David Twohy a cui dobbiamo il pauroso "Pitch
Black" (a mio giudizio uno dei migliori film di fantascienza
degli ultimi dieci anni) e terzo ed ultimo particolare il cast, capitanato
da un Gary Sinise in splendida forma, è nettamente superiore
alla media. Per tutti questi motivi posso affermare che, sebbene nel
complesso risulti pienamente sufficiente, questo film non fa altro che
far arrivare alle stelle (tanto per rimanere in tema) il rimpianto e
mostrarci come sia facile farsi sfuggire una gran bella occasione quando
il talento, l'originalità ed il tocco di classe non accompagnano.
Sarà
per la prossima volta, ma speriamo che non si sprechino altre spettacolari
avventure del grande Dick a mò di esercitazione, ma che queste
ultime finiscano in mani più proficue come quelle del Ridley
Scott all'epoca di "Blade Runner". Forse non dovremo attendere
poi molto... parola di Steven Spielberg.
Percorsi
tematici
Blade
Runner
- di Ridley Scott; con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young.
Minority
Report
- di Steven Spielberg;
con Tom Cruise, Samantha Morton, Colin Farrell, Max Von Sydow.
Paycheck - di John Woo; con Ben Affleck, Uma Thurman.
Titolo:
Impostor (Id.)
Regia:
Gary Fleder
Sceneggiatura:
Caroline Case, Ehren Kruger, David Twohy
Fotografia:
Robert Elswitt
Interpreti:
Gary Sinise, Vincent D'Onofrio, Madeleine Stowe, Mekhi Phifer, Tony
Shalhoub, Lindsay Crouse, Tom Guinee, Kimberly Scott, Giovanni Sirchia,
Judy Jean Berns, Veena Bidasha, Ellen Bradley, Shane Brolly, Golden
Brooks, Cristos, Erica Gimpel, Arly Jover, Elizabeth Kate, Ted King,
Melinda Ramos, Mac Sinise, Tim Walsh, Tracey Walter
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
1h. 35'
|