Alberto Cassani, 8 Aprile 2001: Frammentario
20th Century Fox, 6 Aprile 2001

I cavalieri che fecero l'impresa

di Pupi Avati


Thomas Kretschmann, Raoul Bove e Marco LeonardiDopo “Magnificat”, del 1993, Pupi Avati torna alle atmosfere medioevali con “I cavalieri che fecero l’impresa”, pellicola tratta da un romanzo dello stesso regista.

Nel XIII° secolo, subito dopo il fallimento della Settima Crociata, cinque uomini dalle più diverse origini si riuniscono, a causa di un destino guidato da voleri superiori, per ritrovare la Sacra Sindone, occultata a Tebe, in Grecia. I cinque “cavalieri” sono quanto di meno nobile si possa immaginare: un fabbro costruttore di invincibili spade (grazie ad un patto diabolico), il figlio di un ufficiale al seguito del re Luigi IX, un giovane cavaliere testimone alla morte del re, un bandito di strada, un nobile in cerca di denaro. Dopo aver superato innumerevoli ostacoli, i cinque eroi trovano la Sacra Reliquia, e tornano in Francia per consegnarla alla Chiesa; qui però avranno un’amara sorpresa...

Raoul Bova e il regista Pupi AvatiProgetto ambizioso a cavallo tra rigore storico e fantasy, “I cavalieri che fecero l’impresa” tenta di portare sullo schermo una storia certamente complessa ma, come spesso accade, finisce per fare molta confusione. La vicenda risulta frammentaria, ricca di sottoepisodi che forse è eccessivo definire inutili ma che certamente non giovano alla riuscita del film; il viaggio dei cinque cavalieri è poco contestualizzato, lo spettatore si trova spesso a domandarsi dove siano i “nostri eroi”, quanto abbiano viaggiato, e soprattutto quanto siano ancora lontani dalla loro meta; la seconda parte del film, che avrebbe dovuto essere quella narrativamente ed emotivamente più potente si risolve in un guazzabuglio di affrettate e poco credibili soluzioni che sbilanciano molto il film.

Peccato, perchè d’altra parte invece la raffigurazione del Medioevo di Avati è davvero interessante e realistica, assolutamente non idealizzata, “sporca” e cruda al punto da far apprezzare la vita frenetica di cui spesso tanto ci lamentiamo; le scenografie, i costumi, le armi, gli ambienti sono ricostruiti in modo davvero perfetto.

Raoul Bova in una scena di battagliaL’interpretazione dei cinque protagonisti (ai quali ci sentiamo di aggiungere Carlo Delle Piane) è di buon livello, ma avrebbe senza dubbio potuto risultare più affascinante ed incisiva se i personaggi fossero stati di maggior spessore, più approfonditi e strutturati. Emerge proprio per la maggior cura riservatagli l’interpretazione di Raoul Bova, in un ruolo, quello del silenzioso scudiero, ex fabbro, certamente poco eroico e gratificante.

Le premesse per realizzare un film interessante ed avvincente c’erano tutte, ma l'“impresa” di Avati non riesce, finendo per trasformarsi in un film troppo lungo che, con l’aggiunta di alcuni episodi o l’approfondimento di alcune tematiche, come quella della politica e del potere, avrebbe reso maggiormente come miniserie TV.


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Il cuore altrove - di Pupi Avati; con Neri Marcorè, Vanessa Incontrada, Giancarlo Giannini.
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La Rivincita di Natale - di Pupi Avati; con Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Alessandro Haber, George Eastman.
La seconda notte di Nozze - di Pupi Avati; con Antonio Albanese, Neri Marcoré, Katia Ricciarelli.
La Via degli Angeli - di Pupi Avati; con Gianni Cavina, Valentina Cervi, Carlo Delle Piane.


La locandinaTitolo: I Cavalieri che fecero l'Impresa
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Fotografia: Pasquale Rachini
Interpreti: Raoul Bova, Edward Furlong, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi, Stanislas Merhar, Carlo Delle Piane, Frank Murray Abraham, Gigliola Cinquetti, Edmund Purdom, Yogo Voyagis, Loris Loddi, Sarah Maestri, Franco Trevisi, Enzo Andronico, Franco Bagnasco, Dino Cassio, Cesare Cremonini, Leslie Csuth, Luca Forcina, Romuald Andrzej Klos
Nazionalità: Italia - Francia, 2001
Durata: 2h. 22'