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Alberto Cassani, 8 Aprile 2001: Frammentario |
20th
Century Fox, 6 Aprile 2001
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I
cavalieri che fecero l'impresa
di Pupi Avati
Dopo
“Magnificat”, del 1993, Pupi Avati torna alle atmosfere medioevali con
“I cavalieri che fecero l’impresa”, pellicola tratta da un romanzo dello
stesso regista.
Nel
XIII° secolo, subito dopo il fallimento della Settima Crociata,
cinque uomini dalle più diverse origini si riuniscono, a causa
di un destino guidato da voleri superiori, per ritrovare la Sacra Sindone,
occultata a Tebe, in Grecia. I cinque “cavalieri” sono quanto di meno
nobile si possa immaginare: un fabbro costruttore di invincibili spade
(grazie ad un patto diabolico), il figlio di un ufficiale al seguito
del re Luigi IX, un giovane cavaliere testimone alla morte del re, un
bandito di strada, un nobile in cerca di denaro. Dopo aver superato
innumerevoli ostacoli, i cinque eroi trovano la Sacra Reliquia, e tornano
in Francia per consegnarla alla Chiesa; qui però avranno un’amara
sorpresa...
Progetto
ambizioso a cavallo tra rigore storico e fantasy, “I cavalieri che fecero
l’impresa” tenta di portare sullo schermo una storia certamente complessa
ma, come spesso accade, finisce per fare molta confusione. La vicenda
risulta frammentaria, ricca di sottoepisodi che forse è eccessivo
definire inutili ma che certamente non giovano alla riuscita del film;
il viaggio dei cinque cavalieri è poco contestualizzato, lo spettatore
si trova spesso a domandarsi dove siano i “nostri eroi”, quanto abbiano
viaggiato, e soprattutto quanto siano ancora lontani dalla loro meta;
la seconda parte del film, che avrebbe dovuto essere quella narrativamente
ed emotivamente più potente si risolve in un guazzabuglio di
affrettate e poco credibili soluzioni che sbilanciano molto il film.
Peccato,
perchè d’altra parte invece la raffigurazione del Medioevo di
Avati è davvero interessante e realistica, assolutamente non
idealizzata, “sporca” e cruda al punto da far apprezzare la vita frenetica
di cui spesso tanto ci lamentiamo; le scenografie, i costumi, le armi,
gli ambienti sono ricostruiti in modo davvero perfetto.
L’interpretazione
dei cinque protagonisti (ai quali ci sentiamo di aggiungere Carlo Delle
Piane) è di buon livello, ma avrebbe senza dubbio potuto risultare
più affascinante ed incisiva se i personaggi fossero stati di
maggior spessore, più approfonditi e strutturati. Emerge proprio
per la maggior cura riservatagli l’interpretazione di Raoul Bova, in
un ruolo, quello del silenzioso scudiero, ex fabbro, certamente poco
eroico e gratificante.
Le
premesse per realizzare un film interessante ed avvincente c’erano tutte,
ma l'“impresa” di Avati non riesce, finendo per trasformarsi in un film
troppo lungo che, con l’aggiunta di alcuni episodi o l’approfondimento
di alcune tematiche, come quella della politica e del potere, avrebbe
reso maggiormente come miniserie TV.
Percorsi
tematici
Guida
al cinema "sfigato" di Pupi Avati - a cura di Paolo
Matera.
La
cena per farli conoscere - di Pupi Avati; con Diego Abatantuono,
Vanessa Incontrada, Violante Placido, Inés Sastre.
Il cuore altrove - di Pupi Avati; con Neri
Marcorè, Vanessa Incontrada, Giancarlo Giannini.
Regalo di Natale - di Pupi Avati; con Diego
Abatantuono, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Alessandro Haber, George
Eastman.
La Rivincita di Natale - di Pupi Avati;
con Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Alessandro
Haber, George Eastman.
La seconda notte di Nozze - di Pupi Avati;
con Antonio Albanese, Neri Marcoré, Katia Ricciarelli.
La Via degli Angeli - di Pupi Avati; con
Gianni Cavina, Valentina Cervi, Carlo Delle Piane.
Titolo:
I Cavalieri che fecero l'Impresa
Regia:
Pupi Avati
Sceneggiatura:
Pupi Avati
Fotografia:
Pasquale Rachini
Interpreti:
Raoul Bova, Edward Furlong, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi, Stanislas
Merhar, Carlo Delle Piane, Frank Murray Abraham, Gigliola Cinquetti,
Edmund Purdom, Yogo Voyagis, Loris Loddi, Sarah Maestri, Franco Trevisi,
Enzo Andronico, Franco Bagnasco, Dino Cassio, Cesare Cremonini, Leslie
Csuth, Luca Forcina, Romuald Andrzej Klos
Nazionalità:
Italia - Francia, 2001
Durata:
2h. 22'
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