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Alberto Cassani, 7 Marzo 2000: Mancato |
Buena
Vista, 25 Febbraio 2000
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Insider
Dietro la verità
di Michael Mann
“Il
fumo nuoce gravemente alla salute”
Scritta sui pacchetti di sigarette.
Russell
Crowe interpreta un ex vice presidente della Brown & Williamson,
la terza più importante produttrice di sigarette degli Stati
Uniti, che decide di collaborare con un giornalista della CBS per far
sapere a tutti che la nicotina dà assuefazione, e che le lobbies
del tabacco l’hanno sempre saputo e l’hanno tenuto nascosto.
Russell
Crowe è un accanito fumatore, e non ha nessun intenzione di smettere.
Questo contrasto esemplifica alla perfezione quello che credo sia il
problema del film. I grandi film politico-sociali degli anni settanta,
come “Sindrome Cinese” o “Tutti gli uomini del presidente”, avevano
il coraggio di schierarsi apertamente contro lo status quo, avevano
il coraggio di denunciare uno scandalo e prenderne a calci nelle palle
i protagonisti. “Insider”, invece, pur denunciando come l’industria
del tabacco abbia preso in giro milioni di americani (e non solo)
non sembra volerne parlar male più di tanto. Forse questo dipende
dal fatto che il film sia prodotto dalla Disney, attraverso la Buena
Vista Pictures, che ha preferito stemperare un po’ i toni, ma sicuramente
ha influito molto la decisione degli sceneggiatori Eric Roth e Michael
Mann di narrare la storia dal punto di vista di Jeff Wigand, ossia del
vice presidente interpretato da Russell Crowe, invece che da quello
del giornalista Lowell Bergman, interpretato da Al Pacino. A noi spettatori
viene presentato il peso della decisione che Wigand deve prendere, mentre
se si fosse seguito di più l’aspetto giornalistico si sarebbe
potuto dare un quadro più generale della situazione. Certo è
che, essendo la storia di un “Uomo che sapeva troppo” (il titolo dell’articolo
del Times su cui il film è basato), era difficile fare qualcosa
di diverso, ma non credo sia un caso che la storia si faccia maledettamente
più interessante quando inizia ad essere incentrata sui problemi
del giornalista.
Il
film è abbastanza lungo, più di due ore e mezza, ma non
è lento. Però è disturbante dal punto di vista
visivo. Questo perché il regista Michael Mann (che personalmente
non ho mai amato) ha esagerato nell’uso della camera a mano, come se
non avessero mai inventato il cavalletto (figuriamoci la steady-cam),
il che porta molte sequenze ad essere esageratamente adrenaliniche,
esageratamente confuse, senza riuscire ad avere la tensione drammatica
di cui il regista sembrava essere (eccessivamente) alla ricerca.
Leggendo
i titoli di testa rimasi molto colpito dalla sequenza di nomi di ottimi
attori che comparivano sullo schermo, ma la realtà è che
la maggior parte di loro sono costretti in ruoli di contorno, che hanno
ben poco impatto nelle impressioni dello spettatore. Lindsay Crouse,
ad esempio, è un’ottima attrice che qui non ha nemmeno un decimo
dello spazio che ha Debi Mazar, molto più giovane ma anche molto
meno dotata artisticamente. Fanno eccezione gli unici due attori i cui
nomi compaiono prima del titolo del film (cosa che ha molta importanza,
nel mondo di Hollywood): Al Pacino e Russell Crowe. Il primo non è
nuovo ad apparizioni in film di denuncia sociale (in “Serpico” piuttosto
che in “Quel pomeriggio di un giorno da cani”) ma qui sembra essere
meno deciso delle altre volte, o forse è solo il suo personaggio
ad essere meno deciso degli altri. Crowe è un australiano che,
a differenza di Mel Gibson, non ha nessuna intenzione di trasferirsi
in California per continuare a cavalcare l’onda del successo, dopo le
lodi ricevute per “L.A. Confidential”. Invecchiato
(di quasi vent’anni!) e appesantito, riesce ad avere il carisma di sempre
e la carica drammatica che manca al resto del film. Una nomination all’Oscar
meritatissima.
Il
vizio del fumo è una delle cose che gli statunitensi sembrano
temere di più, oltre all’eccessiva diffusione di armi da fuoco,
e negli ultimi anni il governo (e non solo) ha promosso numerose azioni
e leggi per limitare la libertà dei cittadini di fumare. Credo
che questo film finirà per avere gli stessi esiti di queste azioni
governative: una grande scrollata di spalle da parte dei fumatori e
delle lobbies del tabacco. Non si può certo pretendere di più
da un film che oltre ad attaccare le suddette lobbies sembra molto interessato
anche a schierarsi contro la CBS, rea di aver inizialmente oscurato
la notizia, cosa che fa nascere il sospetto che sia così solo
perché la Disney, tra le altre cose, è proprietaria della
ABC.
Sono
persone comuni sotto il peso di fortissime pressioni.
Percorsi
tematici
Alì
- di Michael Mann; con Will Smith, Jamie Foxx, Jon Voight, Mario Van
Peebles, Ron Silver.
Collateral
- di Michael Mann;
con Tom Cruise, Jamie Foxx.
Heat
- La sfida - di Michael Mann; con Al Pacino, Robert De Niro.
Manhunter - Frammenti di un omicidio - di
Michael Mann; con William Petersen, Tom Noonan, Brian Cox.
Miami Vice - di Michael Mann; con Colin
Farrell, Jamie Foxx.
Titolo:
Insider - Dietro la Verità (The Insider)
Regia:
Michael Mann
Sceneggiatura:
Erich Roth, Michael Mann
Fotografia:
Dante Spinotti
Interpreti:
Al Pacino, Russel Crowe, Christopher Plummer, Diane Venora, Debi Mazar,
Lindsay Crouse, Philip Baker Hall, Colm Feore, Stephen Tobolsky, Bruce
McGill, Gina Gershon, Michael Moore, Rip Torn, Lynne Thigpen, Hallie
Kate Eisenberg, Linda Hart, Michael Paul Chan, Robert Harper, Nestor
Serrano, Pete Hamill, Wings Hauser, Cliff Curtis, Gary Sandy, Paul Butler
Nazionalità:
USA, 1999
Durata:
2h. 37'
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