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Paola
Cavallini, 8 Maggio 2001: Squilibrato |
Mikado,
4 Maggio 2001
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Intimacy
Nell'intimità
di Patrick Chéreau
In
una Londra contemporanea, umida e grigia, Jay e Claire si incontrano
e iniziano una relazione esclusivamente sessuale; non conoscono neppure
i rispettivi nomi. Jay ha alle spalle un matrimonio da cui è
fuggito; la donna, al contrario, è sposata con un uomo ordinario
che non si rende conto delle sue esigenze e dei suoi problemi. Jay e
Claire restano gli "amanti del mercoledì pomeriggio"
per alcune settimane, ma la situazione si complica quando l'uomo sente
di legarsi sempre più profondamente a chi, in questo travagliato
momento della sua vita, gli sta dando (anche se in modo particolare)
un po' di calore umano. Per questo un pomeriggio segue la donna dopo
il loro incontro clandestino ed entra in contatto con la vita che lei
gli ha tenuto nascosta fino a quel momento. Questa decisione cambierà
presto il loro rapporto, costringendoli a confrontarsi con scelte difficili
per entrambi.
"Intimacy",
come l'intimità di chi condivide l'esperienza sessuale, ma si
limita solo a questo, dato che il film è un monumento al rifiuto
della conoscenza reciproca, della confidenza che si presume alla base
di ogni relazione. I protagonisti del film infatti non sanno cosa sia
la vera intimità (non la vivono e non l'hanno vissuta, nemmeno
nei loro rapporti più importanti) ma allo stesso tempo ne vanno
inconsciamente alla ricerca disperata, sia all'interno della loro relazione
che negli scarni ed alterati rapporti amicali che contraddistinguono
entrambi. Persino all'interno della loro storia sessuale i due protagonisti
appaiono semplicemente come due figure disperate e perdute, alla ricerca
di un calore che, proprio per l'andamento che hanno imposto alla loro
relazione, non potranno mai trovare.
"Intimacy"
è un film algido e disperato, circolare, che lascia, alla fine,
Jay e Claire più soli di come li abbiamo incontrati all'inizio
della loro vicenda. Nonostante sia una prova interessante di indagine
psicologica sui malesseri e le angosce dei nostri giorni, non riesce
però a coinvolgere fino in fondo lo spettatore, a causa di uno
squilibrio interno che prende sempre più piede man mano che la
vicenda avanza. La sceneggiatura si perde un po' nei meandri della vicenda,
i protagonisti sembrano affaticarsi a rappresentarla, il finale (con
una dichiarata citazione di "Ultimo tango a Parigi") è
un po' affrettato.
La
fotografia è funzionale all'atmosfera del film; la colonna sonora,
quasi interamente diegetica, è davvero interessante e annovera
brani di Bowie, The Clash, Chemical Brothers e Iggy Pop. La regia appare
inizialmente originale, ma si perde un pochino nella seconda parte del
film.
Nel
complesso un film interessante, anche se non del tutto all'altezza delle
aspettative, un tentativo globalmente riuscito di parlare dell'assenza
di comunicazione e di sincerità che caratterizza gran parte delle
relazioni di ognuno di noi.
Orso
d’Oro e Premio per la Miglior Interpretazione Femminile al Festival
di Berlino 2001.
Percorsi
tematici
Gabrielle
- di Patrice Chéreau; con Isabel Huppert, Pascal Greggory.
7
ans - di Jean-Pascal Hattu; con Valérie Donzelli, Bruno
Todeschini, Cyril Troley.
Titolo:
Intimacy - Nell'intimità (Intimacy)
Regia:
Patrick Chéreau
Sceneggiatura:
Patrick Chéreau, Anne-Louise Trividic
Fotografia:
Eric Gautier
Interpreti:
Mark Rylance, Kerry Fox, Timothy Spall, Alastair Galbraith, Marianne
Faithfull, Philippe Calvario, Susannah Harker, Rebecca R. Palmer, Fraser
Ayres, Michael Fitzgerald, Robert Addie, Deborah McLaren, Rebecca R.
Palmer, Vinnie Hunter, Greg Sheffield, Joe Prospero, Sian Reeves, Paola
Dionisotti, Marcello Walton, Christian Malcolm, Kate Orr
Nazionalità:
Francia - Italia, 2000
Durata:
2h.
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