Luciana Morelli, 29 Maggio 2002: Indelebile
Bim, 24 Maggio 2002

Irréversible

di Gaspar Noé


Vincent Cassel e Monica BellucciIn una serata parigina apparentemente come tutte le altre, la splendida Alex (M. Bellucci) stanca ed irritata dal comportamento del suo fidanzato Marcus (V. Cassel), decide di lasciare la festa a cui era andata con quest'ultimo ed il suo grande amico Pierre (A. Dupontel) suo ex fidanzato; prende la borsa e, dopo aver rifiutato la proposta di Pierre che si offriva di accompagnarla a casa, esce, dirigendosi verso la fermata del taxi che si trova dall'altra parte della strada. Piuttosto che rischiare di essere investita dalle auto che sfrecciano a tutta velocità preferisce optare incautamente per il sottopassaggio pedonale; un tunnel infinitamente lungo all'uscita del quale nulla sarà più come prima. Gli eventi saranno purtroppo per lei "irreversibilmente" devastanti. Alex viene picchiata e stuprata selvaggiamente da un "uomo" che, vedendola così bella e sensuale, si accanisce contro di lei risparmiando le violenze ad un transessuale che si salverà e che, in un secondo momento, minacciato e messo alle strette, svelerà l'identità dell'aggressore.
Vincent Cassel con Albert Dupontel sullo sfondoQuando Marcus e Pierre escono dalla festa e si accorgono dell'accaduto, piombano nella disperazione. Pierre cerca vanamente di convincere l'amico a non spingersi troppo oltre la soglia del lecito, ma non c'è verso di farlo ragionare, di impedirgli di dare in escandescenza e di mettere in atto la sua personale vendetta. Le ricerche del "Tenia" (così è soprannominato il losco individuo) si concentrano al "RECTUM", locale gay-transex di cui il tizio in questione è assiduo frequentatore; un locale sudicio, perverso, in cui il regista ci catapulta con freddezza e atroce sadismo, risparmiando fortunatamente di soffermarsi su scene troppo esplicite che mostrano inverecondi accoppiamenti gay e sadomaso, ma prodigandosi affinché nulla sfugga alle nostre orecchie. Gemiti, urla, rumori inequivocabili e musica ad alto volume ci immergono in un'atmosfera degna di un girone dell'inferno dantesco; scene che, probabilmente sia per l'indelicata associazione di idee (omosessuale = stupratore), sia per la loro offensiva esasperazione, hanno provocato l'abbandono della sala cinematografica da parte di due uomini dopo solo 10 minuti di proiezione.

Philippe Nahon e Monica BellucciA tutto questo si aggiunge la scena dello stupro. Una sequenza insostenibile di una crudezza rivoltante che lascia i brividi, le mani sudate ed il cuore in gola; lascia negli occhi e nello stomaco il segno incancellabile dello scempio che, se pur consapevolmente frutto di finzione scenica, è comunque troppo difficile da sopportare. In molti hanno lasciato la sala prima del termine della fatidica interminabile sequenza, e sinceramente l'idea è balzata in mente anche alla sottoscritta, trattenuta solo ed esclusivamente dal dovere di cronaca.
Non si può invertire il corso di qualcosa di cui non si conosce l'origine né tantomeno l'impulso che la genera, non si può spiegare l'inspiegabile né motivare l'immotivabile. Uno stupro può avere un movente (anche se ugualmente ingiustificabile), può avere una causa scatenante; ma è proprio questo il punto in questa tragica storia: non è il desiderio sessuale né la frustrazione di un uomo che non riesce a possedere una donna ad alimentare la violenza, ma è solo puro "sfregio". Sfregio di qualcosa di troppo bello e di troppo perfetto che solo da qualcosa di tanto ripugnante può essere volontariamente distrutto. Persino la Bellucci è rimasta scossa dopo essersi rivista; un'interpretazione straordinaria la sua se escludiamo lo scadente doppiaggio effettuato, purtroppo, con la sua vera voce.

Albert Dupontel, Monica Bellucci e Vincent CasselUn film che, per un motivo o per un altro, non potrà essere dimenticato, sia per il contenuto scabroso che per quello artistico; inizia dai titoli di coda e finisce con la luce bianca del proiettore sul pezzo iniziale della bobina; titoli che non solo passano al rovescio ma sono anche incomprensibili in quanto le lettere e le intere parole sono scritte al contrario come riflesse in uno specchio. Si inizia con il finale e pian piano si risale fino all'inizio della storia, un inizio in cui tutto è colorato, calmo, tranquillo e rilassato; tutto l'opposto di quello che si è visto in precedenza. Le inquadrature sono dall'inizio alla fine (o se vi piace di più dalla fine all'inizio) realizzate con una tecnica dal valore estetico incommensurabile: tutto gira, come se la telecamera (e la nostra testa) fosse imprigionata in una bolla di sapone che gira e rigira continuamente su se stessa facendo perdere il baricentro percettivo dell'immagine.

Monica BellucciUna cosa è sicura, nonostante il pubblico sia vario e soggettivamente impressionabile, non sarà facile per nessuno tollerare un simile spettacolo. Commenti disgustati e sguardi imbarazzati alla fine della proiezione; "il tempo distrugge tutto", recita l'ultima frase del film, alla quale replica dalle ultime file una decisa voce maschile: "speriamo distrugga pure questo film". Personalmente non mi sento di concordare; col senno di poi vi posso dire che, qualora non lo avessi visto, avrei sicuramente perso un gran film.
Tutto questo è "Irréversible". Perché non si torna indietro. Non si dimentica. Non si può, ma soprattutto, non si deve. Provare per credere.


La locandinaTitolo: Irréversible (Id.)
Regia: Gaspar Noé
Sceneggiatura: Gaspar Noé
Fotografia: Gaspar Noé
Interpreti: Monica Bellucci, Vincent Cassel, Albert Dupontel, Jo Prestia, Philippe Nahon, Stéphane Drouot, Jean-Louis Costes, Mourad Khima, Stéphane Derdérian, Christophe Lemaire, Eric Moreau, Gaspar Noé
Nazionalità: Francia, 2002
Durata: 1h. 35'