Paola Cavallini, 26 Settembre 2004: Complesso
Inedito in Italia

Izo

di Takashi Miike


Kaori Momoi e Kazuya NakayamaIn un'imprecisata epoca del passato, probabilmente il Medioevo, Izo è un terribile samurai, soprannominato per la sua crudeltà "Il Macellaio"; catturato dai suoi nemici, viene legato su una croce ed ucciso crudelmente. Dominato dal desiderio di vendetta, si reincarna in un giovane e continua la sua strage infinita sotto forma di invincibile demone, arrivando fino al punto di voler uccidere Sua Altezza Reale.

Detta così, la trama di Izo potrebbe far pensare ad un ennesimo film orientale di genere, ma alla prova dei fatti non è proprio così; Takashi Miike costruisce invece un'opera assolutamente originale, addirittura al di fuori di ogni genere cinematografico. L'eterno peregrinare di Izo da un'epoca all'altra della storia, travolgendo con il suo odio ed il suo desiderio di vendetta i suoi nemici, ha il sapore di una predestinazione dolorosa ma inevitabile: Izo si muove nel mondo portando per sempre il peso del suo ingrato compito, non rinunciandovi mai.

Una scenaLa struttura del film è molto complessa, a tratti incomprensibile, ed anche il pubblico del Festival di Venezia, non proprio convenzionale, ha mostrato reazioni di segno opposto, che sono andate dal disgusto al fanatismo; la difficoltà di comprensione del film risiede, come il suo fascino, in almeno due differenti cause: per prima cosa, la vicenda del film, assolutamente minima e poco articolata, si sposta avanti e indietro nel tempo, con ampio utilizzo del flashback e si sposta senza soluzione di continuità tra la vita passata di Izo, la sua reincarnazione ed il suo nuovo essere demoniaco; in secondo luogo, Miike costruisce la sua pellicola utilizzando sia il girato, sia immagini di repertorio, sia pezzi musicali, in un ordine che allo spettatore risulta particolarmente ostico. La sequenza continua di immagini diverse, catapultate verso lo spettatore senza una sequenza logica rischia sicuramente di confondere, ma è anche uno degli aspetti più interessanti del film, che è senza dubbio un tentativo ben riuscito di realizzare un'opera originale ed interessante.

Il regista Takashi MiikeDal punto di vista tecnico, è difficile valutare Izo, perché si è senza dubbio travolti dall'incessante teoria di immagini che scorrono sullo schermo per più di due ore: la recitazione è abbastanza marginale, anche se ricordiamo la presenza, al di là di quella del protagonista, di Takeshi Kitano nella parte di un sommo sacerdote fedele all'Imperatore. Certamente si può riconoscere al regista il notevole sforzo di ricostruzione di ambienti e situazioni appartenenti a momenti e luoghi molto diversi tra loro.

Izo è allo stesso tempo un film storico, mistico, un gore movie di arti marziali, in costume, a tratti addirittura grottesco e volutamente comico; il suggerimento che mi sento di dare ai potenziali spettatori è quello di andare a vedere Izo senza pregiudizi, di lasciarsi prendere dal film senza andare a cercare la narrazione scorrevole, la storia chiara o gli stilemi classici del cinema a cui siamo abituati: vi divertirete!


Percorsi tematici

Three... Extremes - di Fruit Chan, Park Chan-wook & Takashi Miike.
Yokai Daisenso - di Takashi Miike; con Ryunosuke Kamiri.


La locandinaTitolo: Izo
Regia: Takashi Miike
Sceneggiatura: Shigenori Tachechi
Fotografia: Nobuyuki Fugazawa
Interpreti: Kazuya Nakayama, Kaori Momoi, Ryuhzi Momoi, Ryosuke Miki, Takeshi Kitano
Nazionalità: Giappone, 2004
Durata: 2h. 08'