10 Febbraio 2004

Redrum 237

la stanza di Jack Torrance


Mi chiamo Jack Torrance. Sono solitario, abitudinario e schivo. Piaccio alle donne ma non capisco perché e non ne approfitto mai. Per il momento sono single convinto. E siccome è più comodo, abito in un albergo.
Da giovane ho avuto ambizioni letterarie. Mi ero messo in testa di fare lo scrittore ma non ha funzionato. Quando mi sedevo con tutte quelle pagine bianche davanti non riuscivo a riempirle. Ne stavo uscendo pazzo, e devo riconoscere di aver dato molto filo da torcere alle persone che amavo di più. Mia moglie mi ha lasciato e si è portata via mio figlio. Ero fuori di me a quel tempo e mi è stato ingiunto dal giudice di non avvicinarmi a loro. Una distanza di sicurezza di un chilometro. Un'umiliazione profonda per me, perché in tribunale mia moglie ha anche preteso la prova del DNA e all'improvviso è saltato fuori che Danny non era mio figlio. Il mio piccolo Danny. Ancora mi chiedo come Wendy sia riuscita a nascondermelo per tutti gli anni che abbiamo vissuto insieme...

Adesso non sono più tanto giovane (ma giovanile sì!), e sono sceso a compromessi con me stesso. Gli altri scrivono, io leggo, e poi racconto quello che mi ha colpito. Penso che leggere sia come ballare: la musica ti deve entrare dentro, altrimenti ti muovi come un legno. Il corpo deve vibrare, dev'essere scosso dalle emozioni. E a me piaceva ballare tanto tempo fa, ero piuttosto bravo. Mi sentivo il ritmo nelle gambe. Noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera sappiamo che significa.
Questo albergo in cui vivo da dieci anni è molto grande, un po' fuori mano. Per me è la soluzione ideale perché non devo rifare il letto, lavare la doccia, sturare il lavandino e cose così. Posso dedicarmi interamente al mio lavoro. Ho una stanza non ampia ma con una bella vista sulle montagne, tende rosse, il bagno con la vasca. I mobili sono stile Ikea laccati di rosso: c'è un comodino, un tavolino con una sedia dove passo la maggior parte del mio tempo a scrivere, un piccolo frigo, un mini armadio con l'anta a specchio. Qui le stanze hanno nomi a seconda del colore, la mia è Redrum, la stanza rossa.

Per tanti anni ho immaginato che gli autori dei libri siano persone diverse da noialtri. Parlandoci insieme invece mi sono accorto che sono normali, normalissimi; sono come me, come te, come tutti. Hanno solo più coraggio o, a seconda dei casi, più disperazione. Per ognuno di noi si tratta sempre di avere a che fare con la vita, cioè con qualcosa di veramente impegnativo. Così, a un primo impatto, i libri con la vita c'entrano come i cavoli a merenda, vorresti la torta e t'arriva una verdura. Allora si tratta di scendere a compromessi: se non riesci a vivere la vita che vorresti, con un libro puoi fingere di viverne un'altra migliore. Entri dentro un mondo che per un po' ti fa dimenticare le bollette, le frustrazioni, la tua vita da sfigato. È come un reality show televisivo ma con l'ingrediente della fantasia: il libro dura di più, l'attore lo fai a tua immagine e somiglianza, le scene te le modelli addosso.
Ieri, ho letto sul giornale che a Roccella Jonica un uomo ha sparato al tizio che doveva riparargli il televisore: dopo un anno non gli aveva ancora restituito l'apparecchio. L'uomo si è presentato a casa sua armato di fucile e l'ha fatto fuori. Con i libri questo non succede. Non si guastano, non evaporano, non scadono.

Ora vi lascio e mi metto a lavorare per voi. Sono le sei e trenta di mattina e qui sul comodino ho molti libri che aspettano di essere cominciati, letti e raccontati. Appena svegli, quando si entra nel mondo è il momento migliore per leggere. Come dice il proverbio, il mattino ha l'oro in bocca.

Jack Torrance

 
CHI E' JACK TORRANCE
Jack Torrance scrive per noiMi chiamo Jack Torrance. Una volta avevo am-bizioni lettera-rie: volevo fare lo scrittore, ma non mi è anda-ta molto bene...
 
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di Robert McLiam WilsonTutte le storie sono storie d'a-more. Venerdì sera. Sei mesi fa (Sarah se n'era andata da sei mesi). In un pub...
 
NO
di Diego CugiaTutti quegli esseri umani che dall'avvento della televisione in poi, si erano lasciati sopraf-fare dal vizio degli avvoltoi...
 
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di Gianfranco CaligarichCaro collega, sono arrivato a Sperlonga oggi per passarci l'estate e scri-vere un'impor-tante sceneg-giatura...
 
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a cura di Nicholas Blincoe e Matt ThorneMark ebbe la sua PlayStation Dreamcast cin-que minuti pri-ma di morire. Sua madre volle che fosse sep-pellita....
 
TUTTI I CONSIGLI DI JACK
Tutti i libri che Jack ha letto per noiLa lista comple-ta dei consigli letterari che il nostro caro Jack Torance ci ha mandato finora dall'albergo in cui vive.