Pietro Salvatori, 26 Aprile 2008: Maturo
Arancia Film, 23 Aprile 2008

Jimmy della collina

di Enrico Pau


Nicola AdamoEnrico Pau, giovane regista emergente, con la sua seconda opera "Jimmy della collina" conferma quanto già di buono aveva lasciato intravedere con "Pesi leggeri", il suo primo film. Utilizza una storia che avrebbe potuto perdersi in una delle tanti correnti psico-sociologiche del cinema italiano, piena di attori non tutti professionisti, ma nonostante ciò riesce a rimandare l'idea di immediatezza e di tridimensionalità che si voleva conferire al girato, in particolar modo attraverso lo sguardo lucido e l'etica lineare e pulita con la quale il regista si approccia alla macchina da presa. Il processo di maturità messo in moto da Pau rispetto al suo film precedente è evidente, nonostante qualche passaggio a vuoto ed una perfettibile gestione degli attori (sopra tutti spicca per bravura e profondità la brava Valentina Carnelutti).

Valentina CarneluttiCosì, "Jimmy della collina" rifiuta di formulare qualsiasi sentenza nei confronti di un ragazzo introverso ma pieno di vita, che non accetta di vedersi confinato per un'intera esistenza in una fabbrica, e sfoga questo suo intimo senso di ribellione lungo la china del piccolo crimine organizzato. Una comunità di recupero adagiata su una delle brulle colline sarde, un sacerdote poco invasivo ma fermo, una ragazza, sono i punti di ripartenza per Jimmy, che fatica non poco a non ricadere nel vortice dal quale faticosamente tenta di uscire.

Una scenaSe Pau prende con forza le distanze da un impianto di analisi sociologica, certo qualche affinità con il cinema anglosassone di ribellione della fine degli anni '60 (Ken Loach, per esempio, senza voler fare accostamenti forzati) la si nota. La ribellione di Jimmy parte da dentro, è innanzi tutto una non accettazione di sé, della propria rete di affetti, del luogo in cui nasce e vive. Una ribellione non contro un indefinito sistema, dunque, ma una ricerca, faticosa e a volte incoerente, di sé, del proprio destino. In questo è evidente la mano di Massimo Carlotto, dal cui romanzo è stata tratta la sceneggiatura, di strutturare la pellicola, di indirizzarla in una ben precisa direzione, di rendere i passaggi narrativi funzionali al contenuto che si voleva trasmettere.Al netto di tanta inesperienza e di qualche eccesso, "Jimmy della collina" è un film maturo, che ha qualcosa da dire sul mondo e sulla vita, portatore di uno sguardo mai banale, mai stereotipato, utile al cinema italiano.


La locandinaTitolo: Jimmy della collina
Regia: Enrico Pau
Sceneggiatura: Antonia Iaccarino, Enrico Pau
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Interpreti: Nicola Adamo, Valentina Carnelutti, Francesco Origo, Massimiliano Medda, Giovanni Cantarella, Federico Carta, Mohammed El Gahilassi, Andrea Diomedi, Riccardo Sanvido, Eleonora Usala, Giovanni Carroni, Gisella Vacca, Caterina Silva, Sergio Piano, Silvano Portoghese, Antonio Murru, Gabor Pinna, Corrado Licheri, Pino Corda
Nazionalità: Italia, 2008
Durata: 1h. 30'