Alberto Cassani, 9 Giugno 1999: Magico
Bim, 3 Dicembre 1999

L'estate di Kikujiro

W O W di Takeshi Kitano W O W


"- Questo non lo posso credere, - disse Alice.
- No? - disse la Regina in tono di compatimento - Provatici. Fa un respiro lungo, e poi chiudi gli occhi.
Alice si mise a ridere.
- È inutile che mi ci provi, - ella disse - non si può credere alle cose impossibili.
- Forse non hai la pratica necessaria, - disse la Regina. - Quando io avevo la tua età, m’esercitavo per mezz’ora al giorno. Ebbene, a volte credevo nientemeno che a sei cose impossibili prima della colazione..."
     Lewis Carroll - “Attraverso lo specchio”, 1871.

Takeshi Kitano e Yusuke SekiguchiTakeshi Kitano è la più fulgida star che il Giappone ha regalato al mondo occidentale da... facciamo 20 anni? Facciamo 50? Anzi: diciamo che, esclusa la Sony Playstation, è l’unica vera star che il Giappone ha regalato all’Occidente da quando ha deciso di uscire dall’embargo volontario che l’aveva segregato dal resto del mondo. Per intenderci: codesta segregazione era iniziata nel 1639 e la si considera chiusa con l’arrivo di navi statunitensi nella baia di Edo nel 1854! Comunque noi “gente del Caucaso” scoprimmo il talento di Kitano solo quando vinse il Leone d’Oro al Festival di Venezia del 1997. Il fatto che “Hana-Bi” raccontasse la storia di un poliziotto nei guai con la Yakuza ha portato molti a considerarlo come il “Tarantino d’Oriente”, senza neanche accorgersi che questo tizio era lo stesso che la Gialappa's Band chiamava “Generale Putzerstoven” nelle puntate di “Mai dire Banzai”. A sentire una mia amica che ha avuto modo di vedere tutti i suoi film, Kitano è sempre stato un regista molto strano, paragonabile più a David Linch o David Cronenberg che a Tarantino, solo che all’epoca Tarantino era molto di moda. “Hana-Bi” è stato un momento molto importante nella carriera di Kitano, non solo per il successo ed il premio a Venezia, ma perché ha rappresentato una svolta nel suo cinema, una virata verso il sentimentale, non necessariamente melenso. “Kikujiro” percorre la stessa strada.

Una scenaUn bambino di 9 anni che vive con la nonna non sa come passare l’estate, dopo che tutti i suoi amici sono partiti per le vacanze, decide allora di partire per andare a trovare sua mamma, che non ha mai conosciuto perché si è trasferita in un’altra città per lavoro. Nel viaggio viene accompagnato da un cinquantenne mezzo scemo che non è esattamente colui che vorreste come marito di vostra figlia, ma viaggiando ed incontrando altre strane persone la coppia imparerà che le fate esistono veramente ed i miracoli possono accadere anche in questo squallido mondo moderno.

Non sono mai stato un amante del cinema giapponese, perché la loro recitazione è troppo monocorde, gli attori non hanno mai molte espressioni facciali e la cadenza della lingua rende quasi impossibile un doppiaggio decente. Avendo visto il film in lingua originale la mia impressione è stata ancora peggiore, ma i dialoghi sono talmente belli (sempre che i sottotitoli fossero accurati) che mi hanno fatto sopportare anche la recitazione dei giapponesi. Certo: tra Kitano ed il bambino l’arte della corsa è andata perduta, ma vederli correre tutti scoordinati con la splendida musica di Joe Hisaishi in sottofondo è una cosa davvero piacevole.

Yusuke Sekiguchi e Takeshi KitanoLe avventure della “strana coppia” sono quanto di più incredibile possiate trovare nella cinematografia non hollywoodiana, il che non è una cosa che può far piacere a chiunque, ma proprio qui sta la ragione della citazione iniziale: come dice la Regina di Cuori bisogna imparare (re-imparare) a credere alle cose impossibili. Se ci riuscirete allora potrete gustarvi appieno un film divertente ma anche molto profondo, per nulla violento anche se non del tutto educativo. Se invece non sarete capaci di far funzionare la vostra “sospensione dell’incredulità” vi ritroverete davanti ad una serie di lunghi momenti di silenzio che metteranno a dura prova la vostra pazienza. Provateci, comunque, perché questo è un gran capolavoro.

E l’angelo verrà...


Percorsi tematici

Brother - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Omar Epps, Cluade Maki.
Dolls - di Takeshi Kitano; con Miho Kanno, Hidetoshi Nishijima, Tatsuya Mihashi.
Hana-Bi - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Kayoko Kishimoto.
Kantoku Banzai! - Glory to the Filmmaker - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi.
Takeshis' - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi.
Zatoichi - di Takeshi Kitano; con "Beat" Takeshi, Tadanobu Asano, Michiyo Oguso.


La locandinaTitolo: L'estate di Kikujiro (Kikujiro no natsu)
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Hitoshi Takaya
Interpreti: "Beat" Takeshi, Yusuke Sekiguchi, Kayoko Kishimoto, Kazuko Yoshiyuki, Yuko Daike, "Beat" Kiyoshi, "Great" Gidayu, Rakkio Ide, Nezumi Mamura, Fumie Hosokawa, Akaji Maro, Daigaku Sekine, Makoto Inamiya, Hisaiko Murasawa, Fuyu Ooba, Yoji Tanaka
Nazionalità: Giappone, 1999
Durata: 1h. 56'