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Piervittorio
Vitori, 28 Novembre 2005: Enfatico |
T:me
Code, 14 Luglio 2006
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Kyashan
La rinascita
di Kazuaki Kiriya
In
un prossimo futuro, la Federazione Orientale ha sconfitto, dopo un conflitto
lungo 50 anni, le forze europee, prendendo così il controllo
dell'Eurasia. Ma la guerra, oltre a non avere completamente stroncato
gli ultimi focolai di resistenza, ha lasciato in eredità ai vincitori
una situazione ambientale talmente compromessa da mettere a rischio
la sopravvivenza del genere umano. Per far fronte all'emergenza (ma
anche con la speranza di debellare la grave malattia della moglie) il
professor Azuma propone di sviluppare le ricerche sulla neo-cellula,
un gene in grado di riprodursi autonomamente. E mentre il suo progetto
ottiene l'interessamento del Ministero della Difesa, suo figlio Tetsuya,
arruolatosi volontario contro il parere dei genitori, muore durante
un'operazione bellica. Ma dopo che il "brodo di coltura" delle
neo-cellule è sfuggito al controllo degli scienziati dando vita
ai Neo-Sapiens, Azuma deciderà di utilizzarlo per riportare alla
vita il figlio; Tetsuya diviene così il potentissimo Kyashan,
e sarà proprio lui ad ergersi come baluardo contro i Neo-Sapiens
ed il loro disegno di sterminio della razza umana...
Seppure
in ritardo sui contemporanei "Immortal Ad
Vitam", "Sky Captain and the World of
Tomorrow" e "Sin City",
usciti da noi nella scorsa stagione, ecco che arriva adesso anche "Casshern"
di Kazuaki Kiriya ad aggiornare il dibattito sui film dominati dalla
tecnologia virtuale. L'esordio del 37enne regista, che porta al cinema
Kyashan (la serie animata ideata nel 1973 da Tatsuo Yoshida e diretta
da Noriaki Yuasa), appartiene infatti al filone dei film che vedono
gli interpreti muoversi per lo più davanti a fondali blu o verdi,
in attesa che la post-produzione si incarichi di farli abbracciare da
scenografie costruite al computer. In questo caso la scelta pare
basarsi sulla volontà di fornire all'azione uno sfondo la cui
magniloquenza pareggi le intenzioni della sceneggiatura.
La
carne al fuoco, difatti, non è certo poca: terrorismo e potere,
ecologismo e limiti della scienza sono i temi principali che si intrecciano
lungo due ore e venti destinate però a rimanere nella memoria
più per l'impianto stilistico che per l'impegno narrativo. Il
regista viene dall'esperienza dei videoclip, e lo si può
intuire: le maestose ed inquietanti architetture anni Trenta, la debordante
fotografia spesso giocata sulla monocromia (giallo, blu e grigio soprattutto)
e l'enfasi della colonna sonora senz'altro affascinano lo spettatore
(per quanto l'integrazione tra gli attori e gli ambienti non sia perfetta),
ma a lungo andare rischiano di lasciarlo stordito. E nel frattempo,
lo hanno catturato al punto da sovrastare lo svilupparsi degli eventi
narrati, sicché egli rischia di giungere al colpo di scena posto
quasi a fine film senza che questo lo scuota più di tanto.
"Prima
che un film, un'esperienza", ha detto qualcuno: se voleva essere
un complimento al lato spettacolare dell'opera, ci può stare.
Ma è forte la tentazione di riciclare la frase come critica.
E molte potrebbero aggiungerne quanti erano bambini negli anni '70 ed
ebbero così modo di conoscere la serie televisiva, perché
lo script a sei mani (due sono sempre di Kiriya) tradisce in
più punti, e nemmeno secondari, le linee del cartone. Lì
era il figlio a costringere il padre al trapianto di cervello che lo
renderà Kyashan, qui avviene il contrario; al posto del cigno
meccanico c'è la malattia della madre; la psicologia di Briking
è sacrificata... Indizi che portano a pensare ad una volontaria
semplificazione degli elementi narrativi, cui però, come detto,
corrispondono scelte tematiche ed ambizioni ben più alte.
Così
"Casshern" finisce con il ricordare, mi si passi il paragone
blasfemo, l'albatross di Baudelaire: tanto maestoso e bello a vedersi
quando vola sulle ali delle immagini e della musica (e però vola
talmente alto che non riesce a toccare davvero con mano nulla, e lo
spettatore patisce la medesima sorte), quanto goffo quando deve camminare,
appesantito nelle pause dell'azione da discorsi sproporzionatamente
intensi e drammatici. In conclusione il piacere di occhi ed orecchie
rimane, accanto però alla sensazione di essere stati testimoni
di un'occasione mancata o comunque non sfruttata appieno.
Titolo:
Kyashan - La rinascita (Casshern)
Regia:
Kazuaki Kiriya
Sceneggiatura:
Kazuaki Kiriya, Dai Sato, Shotaro Suga
Fotografia:
Kazuaki Kiriya
Interpreti:
Yusuke Iseya, Kumiko Aso, Akira Terao, Kanako Higuchi, Fumiyo Kohinata,
Hiroyuki Miyasako, Jun Kaname, Hidetoshi Nishijima, Mitsuhiro Oikawa,
Susumu Terajima, Hideji Otaki, Tatsuya Mihashi, Toshiaki Karasawa, Mayumi
Sada, Gorô Naya
Nazionalità:
Giappone, 2004
Durata:
2h. 21'
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