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Alberto Cassani, 16 Settembre 2002: Riuscito
Laissez-passer
di Bertrand Tavernier
C'è
una breve scena, in questa pellicola che giostra essenzialmente sulle
corde della commedia, che definisce benissimo la situazione drammatica
in cui la vicenda si svolge: il protagonista Jean Devaivre (Jacques
Gamblin) esce dagli uffici della casa di produzione per cui lavora e
incrocia un collega, che si informa se il regista Tourneur sia ancora
in ufficio o meno, perché deve dirgli che non potrà realizzare
le musiche del film che stanno realizzando. Dato che la casa di produzione,
la Continental, è di proprietà dei tedeschi, Devaivre
chiede se il musicista abbia deciso di non lavorare più per i
crucchi, ma questi apre il cappotto e mostra una stella di David cucita
sulla giacca.
Parigi,
marzo 1942. Jean Devaivre è un bravo aiuto regista che decide
di lavorare per la Continental essendo l'unico modo per guadagnare dei
soldi e dare quindi da mangiare a sua moglie e al loro figlioletto.
Fortemente anti-nazista, Devaivre si impegna quanto può per aiutare
la resistenza, ma non può permettersi di mettere in pericolo
il proprio lavoro, se vuole sopravvivere. Eppure la sua impulsività
lo porta a fare azioni fuori dal comune.
Jean Aurenche è uno sceneggiatore che invece fa tutto il possibile
per non lavorare per i tedeschi. E' molto attivo nell'aiutare la resistenza,
e nel tenere a bada le sue svariate amanti. Ma nella Francia occupata,
la linea che divide la collaborazione, la sopravvivenza e la resitenza
è molto sottile.
"Laissez-passer"
è un interessante film sul cinema, ma è anche un interessante
film sulla Seconda Guerra Mondiale, un film che riflette sulla linea
di cui sopra, quella che divide il senso civile di una persona dal puro
istinto di sopravvivenza. E lo fa con ironia ed efficacia.
Del mondo del cinema, di quello che era il mondo del cinema del periodo,
ci viene mostrato molto, ma Tavernier non si sofferma più di
tanto sul momento delle riprese vere e proprie, evitando così
di commettere lo stesso errore che De Oliveira
e Rivette hanno commesso con le scene di teatro dei loro film, dando
il giusto peso alla vicenda principale del film, senza disperdere l'attenzione
dello spettatore.
Il risultato è una pellicola ritmata, che cede alla stanchezza
negli ultimi 15-20 minuti (su 170!), una pellicola che se avesse avuto
una fotografia decente avrebbe potuto essere un mezzo capolavoro, nonostante
il pessimo uso della voce fuori campo nel finale.
Titolo:
Laissez-passer (Id.)
Regia:
Bertrand Tavernier
Sceneggiatura:
Bertrand Tavernier, Jean Cosmos
Fotografia:
Alain Choquart
Interpreti:
Jacques Gamblin, Denis Podalydès, Marie Gillain, Marie Desgranges,
Charlotte Kady, Maria Pittaresi, Christian Berkel, Ged Marlon, Philippe
Morier-Genoud, Marie Gillain, Laurent Schilling, Maria Pittaresi, Richard
Sammel, Olivier Gourmet, Philippe Saïd, Liliane Rovère,
Götz Burger, Serge Riaboukine, Didier Sauvegrain, Thierry Gibault,
Herrade
Nazionalità:
Francia, 2001
Durata:
2h. 50'
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