Paola Cavallini, 31 Agosto 2006: Straziante
Trasmesso in Tv

When the Leeves Broke
A Requiem In Four Acts

di Spike Lee


Una scena"Cronaca di una strage annunciata" avrebbe potuto essere il sottotitolo di questo documentario di Spike Lee, 255 minuti interamente dedicati alla tragedia dell'uragano Katrina e della conseguente inondazione che ha provocato un anno fa migliaia di vittime a New Orleans e nelle zone limitrofe.
La maggior parte dei telespettatori italiani, e forse anche americani, ha attribuito infatti a suo tempo i catastrofici eventi del settembre 2005 al passaggio dell'uragano in questione sulle coste del Golfo del Messico: niente di più erroneo. La vera tragedia è stata invece provocata dal cedimento degli argini che contenevano le acque fluviali e marittime che circondano la città e i suoi dintorni. E il cedimento non è stato determinato dall'inusitata violenza di un fenomeno tutto sommato naturale come l'uragano, bensì da due concause molto umane: la costruzione senza nessun rigore degli argini e delle dighe e la distruzione della naturale barriera creata intorno alla città dalle paludi, allo scopo di dare spazio all'industria petrolifera.

Una scenaQuesto, in estrema sintesi è ciò che Lee racconta nei suoi "Quattro Atti". Nel Primo Atto la narrazione si sofferma sul pre-uragano, sulle avvisaglie ignorate, il caos dell'organizzazione, la disinformazione riservata ai cittadini, e sul momento in cui Katrina si abbatte sul territorio (una parte tutto sommato "minore" rispetto all'intera durata del film). Nel Secondo Atto viviamo i momenti immediatamente successivi alla tragedia, il recupero dei superstiti, la distruzione che regna sovrana, la disperazione di chi ha perso tutto, gli incredibili avvenimenti che si verificarono all'interno del Superdome (lo stadio del football) della città, che avrebbe dovuto essere un'ancora di salvezza per la popolazione ed invece si dimostrò una trappola mortale, l'assoluta inadeguatezza dei soccorsi. Il Terzo Atto prosegue narrando le cause del cedimento degli argini, le carenze del governo locale e nazionale, i mancati risarcimenti da parte delle compagnie assicurative impegnate a palleggiarsi la domanda se i danni fossero "da alluvione" oppure "da uragano"; vi si narra inoltre di come il governo degli USA abbia spedito i refugees, i poveri scampati trasformati con una sola parola in popolazione senza una patria, in ben 44 stati diversi della democrazia più grande del mondo. Il Quarto Atto, apparentemente meno d'impatto, meno coinvolgente, è invece probabilmente il più terribile, perché chiarisce come, a quasi un anno dalla tragedia - il film arriva fino al Luglio 2006 - la gente sia ancora senza casa, senza roulotte, senza risarcimenti, dispersa per il paese, priva di notizie sui propri cari, o addirittura stia ancora ritrovando, di persona, i corpi mummificati dei propri parenti nelle case chiuse a chiave ed ufficialmente 'verificate' e 'ripulite' dall'esercito. E soprattutto, come oggi stiano accadendo due cose: nessuno ha ancora messo in sicurezza gli argini, e nello stesso tempo gli agenti immobiliari stanno acquistando per quattro soldi le proprietà danneggiate per eliminare per sempre la presenza dei negri dalla città, e non farveli mai più ritornare.

Una scenaMi accorgo di avere occupato un enorme spazio di questa recensione solo con la 'sinossi', ma non era davvero possibile fare diversamente. Il film di Lee è un viaggio all'Inferno in cui il nostro Virgilio sono le voci disperate e arrabbiate di più di cento di coloro che hanno vissuto in prima persona questa straziante tragedia: il loro terrore, il sollievo per essere ancora vivi subito appannato dai lutti e dai traumi conseguenti al salvataggio, l'essere stati abbandonati per giorni e giorni senza cibo né acqua, la disillusione sugli interventi del Governo, le separazioni delle famiglie...

Una scenaSpike Lee avrebbe potuto fare della fiction su questo argomento, e probabilmente avrebbe fatto un altrettanto ottimo lavoro, ma la scelta del documentario aggiunge alla narrazione qualcosa di insostituibile: la verità. Non è infatti possibile restare indifferenti davanti allo spettacolo della realtà, alla distruzione, ai bambini messi in salvo dagli elicotteri, ai cadaveri galleggianti sulle acque putride, alla scomparsa della vita, a centinaia di migliaia di persone che non hanno più nulla. Il tutto messo in relazione alla voglia di vivere, alla forza della musica, al desiderio di rimanere quando tutto ti dice che è meglio andarsene, alla ferma volontà di ricostruire.

Una scena"When the Levees Broke: A Requiem In Four Acts" è un'esperienza straziante e allo stesso tempo da non perdere, quattro ore in cui ci si rende conto di come l'America abbia davvero trattato i suoi cittadini di serie C: il Sindaco non sapeva cosa fare, e quando lo ha deciso nessuno l'ha ascoltato, il Governatore della Louisiana ha dovuto prendersi il suo tempo per fare la cosa giusta, il Responsabile della FEMA (la Protezione Civile statunitense) non sapeva cosa stava accadendo, Condoleeza Rice era a fare shopping e poi a teatro, il Vicepresidente a pesca, Bush a una conferenza. Nelle parole di uno dei cento e più intervistati: "unbelievable and unhuman".


Percorsi tematici

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Bamboozled - di Spike Lee; con Damon Wayans, Savion Glover, Jada Pinkett-Smith, Tommy Davidson, Michael Rapaport.
Bus in viaggio - di Spike Lee; con Ossie Davis, Andre Braugher, Charles S. Dutton, Richard Belzer, Thomas Jefferson Bird, Isaiah Washington.
He Got Game - di Spike Lee; con Denzel Washington, Ray Allen, Milla Jovovich, Bill Nunn, John Turturro, Rick Fox.
Inside Man - di Spike Lee; con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster.
Lei mi odia - di Spike Lee; con Anthony MacKie, Kerry Washington.
Summer of Sam - di Spike Lee; con John Leguizamo, Mira Sorvino, Jennifer Esposito, Adrien Brody.


La locandina statunitenseTitolo: When the Leeves Broke: A Requiem In Four Acts
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: ---
Fotografia: Cliff Charles
Interpreti: ---
Nazionalità: USA, 2006
Durata: 4h. 15'