Luce dei miei occhidi Giuseppe Piccioni Dietro uno dei manifesti più brutti degli ultimi anni si nasconde un film molto pubblicizzato ma solamente discreto, con una regia mediocre e una sceneggiatura che alterna buoni momenti a dialoghi imbarazzanti.
"Fuori dal Mondo", il precedente film di Piccioni, è stato in qualche modo il precursore della grande (?) stagione del cinema italiano, quella passata, risvagliando l'interesse del pubblico nei confronti dei film nostrani. Adesso torna nelle nostre sale con una pellicola molto particolare, in cui la voce fuori campo del protagonista legge un romanzo di "Urania" per dare una visione molto particolare della Roma che ci viene mostrata, e le (belle) musiche di Ludovico Einaudi non sembrano lasciarci un istante. Luigi Lo Cascio, la rivelazione de "I Cento Passi", si dimostra nuovamente molto bravo: ho ormai pochi dubbi sul fatto che sia uno dei migliori attori del nostro cinema, se non il migliore. Sandra Ceccarelli, per quanto possa essere una bella donna è tutt'altro che una brava attrice. Ha il physique du ròle ma dalla sua recitazione traspare solo raramente la complessità del personaggio. Se la Coppa Volpi per la recitazione a Venezia 2001 per Lo Cascio è più che meritata, quella alla Ceccarelli sembra un premio imposto dal presidente di giuria italiano per un film italiano. Penso di capire, e condivido parzialmente, la reazione dei critici che hanno visto il film a Venezia. Lo stile scelto dal regista mette la pellicola su un piano molto particolare, sembra quasi voler ipnotizzare lo spettatore, sembra quasi voler nascondere la pochezza della sceneggiatura, l'eccezionale mediocrità dei due protagonisti. Certamente però le polemiche hanno finito per favorire il film al botteghino, un film decente ma per nulla commovente. Un'occasione quasi sprecata.
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