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Alberto Cassani, 15 Aprile 2001: Adrenalinico |
Warner,
7 Aprile 2000
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Ogni
maledetta domenica
di Oliver Stone
“Tutti
gli sport richiedono le stesse capacità base: coordinazione mano-occhio,
equilibrio, capacità di concentrazione, controllo del corpo.
Ma gli sport di squadra possono insegnarti una capacità importante
nella vita: come comportarsi con le altre persone. Come parte di una
squadra, tu devi sempre pensare ai tuoi compagni. Non puoi semplicemente
fare quello che vuoi. [...] Nella maggior parte delle occasioni devi
cercare di fare il miglior lavoro possibile all’interno di un gruppo,
che sia la scuola, la società o una squadra”
John Madden - “The First Book of Football”,
1988.
Ogni
maledetta Domenica ci sono 11 cristoni che sbuffano e corrono e si prendono
a cornate per impedire agli avversari di portare avanti la palla. Ogni
maledetta Domenica ci sono 6 cristoni che sbuffano e corrono e si prendono
a cornate per dare la possibilità a cinque loro compagni di portare
avanti la palla. Ogni maledetta Domenica ci sono 20 cristoni sulla linea
laterale che incitano i loro compagni a dare il massimo per muovere
quella maledetta palla...
Il football americano è probabilmente l’essenza dello sport di
squadra: è assolutamente impossibile vincere una partita se tutti
i giocatori non danno il massimo per la squadra. Nel football americano
non ci può essere un Inzaghi che non passa la palla a Del Piero,
non ci può essere un Simeone che non va d’accordo con Ronaldo,
non ci può essere un Ganz che vuole giocare al posto di Bierhoff.
Nel football americano si viene portati in trionfo tutti insieme, o
si finisce nella polvere tutti insieme. Le battaglie e i drammi che
Oliver Stone ci ha raccontato nel suo ultimo film, sui campi di football
americano succedono ogni maledetta Domenica.
Tony
D’Amato, head coach dei Miami Sharks, allena a modo suo, anche se questo
vuol dire tirarsi addosso gli strali dei commentatori sportivi, che
lo accusano di essere passato di moda. Purtroppo per lui il suo quarterback
ha un infortunio alla schiena che lo terrà fuori dal campo per
qualche settimana e anche il suo secondo quarterback è infortunato.
Per sua fortuna salta fuori un giovane quarterback di colore dalla ottime
capacità, che però pensa troppo a sé stesso, a
discapito della squadra. Rimetterlo in riga si presenta un’impresa non
da poco, anche perché i risultati, almeno all’inizio, li ottiene
ugualmente...
“Any
Given Sunday” è uno dei pochi film non di argomento politico
che Oliver Stone ha girato nella sua carriera, ma non è certo
meno sconvolgente o duro dei vari “Platoon”, “JFK”
e “Nato il 4 Luglio”. Questo perché una squadra di football americano
è un microcosmo che ben rappresenta la vita reale: sei costretto
a vivere a stretto contatto con gli altri, e devi imparare a dare il
massimo per gli altri, non per te stesso. Il football americano, in
questo film, sembra più che altro una cornice di comodo in cui
affrontare i problemi e le situazioni della vita reale. Il campo di
gioco è come l’arena della vita, in cui tutti vorrebbero primeggiare
ma nessuno ci riesce senza l’aiuto di qualcun altro, in cui tutti vorrebbero
fare qualcosa che gli piace, finché non riescono a farlo e scoprono
che non è poi così divertente... Non è un caso,
direi, che quando il giovane Beaman inizia a capire quale sia la vera
essenza del gioco anche la sua vita inizia a rimettersi sul binario
giusto.
Il
football americano mostratoci da Oliver Stone non è quello patinato
e spettacolare di “Jerry Maguire”: è pieno di botte, scontri,
incidenti gravi e gravissimi, errori e atterraggi duri. È anche
un football più sentito che visto, perché grazie alle
molte soggettive e allo straordinario montaggio si ha quasi l’impressione
di essere sul campo, di avere un casco in testa e di non capirci niente...
Come i veri giocatori, insomma. Forse questo rende poco comprensibili
le sequenze di gioco agli spettatori che non conoscono il gioco, ma
anche loro saranno tranquillamente in grado di apprezzarne la straordinaria
efficacia. Tra l’altro una delle cose che mi preoccupavano di più,
a priori, era l’adattamento dei dialoghi, di tutti i termini tecnici.
Mi si accapponava la pelle solo a pensare di ritrovarmi con il quarterback
ridotto al rango di “capitano” come ne “Il Paradiso può attendere”
o roba simile. Invece il doppiaggio è stato realizzato molto
bene, per una volta in maniera rispettosa di uno sport che non fa parte
della nostra cultura. Questo però acuisce il mio dispiacere
per il mancato endorsement della NFL al film: proprio non capisco come
possano aver autorizzato “Ace Ventura” a prendere in giro i Miami Dolphins
per poi vietare a questo film qualunque riferimento al football professionistico.
Per quanto dura, non mi pare che la sceneggiatura di John Logan e Oliver
Stone metta il cattiva luce il mondo del football, anzi...
La
sceneggiatura alterna in maniera perfetta scene di gioco iper-veloci
e ultra-violente a pause di riflessione in cui comunque il ritmo non
cala, e in cui assistiamo ad alcuni dialoghi davvero da antologia, primo
tra tutti quello motivazionale che coach D’Amato fa alla squadra prima
della partita di Dallas. E poi c’è un finale da fuochi artificiali!
In effetti lo script dà a tutti gli attori l’occasione di farsi
notare, e tutti se la cavano, ma tutti vengono messi in ombra da un
magnifico Al Pacino. Voglio comunque far notare le prestazioni di Jamie
Foxx e di una Cameron Diaz che dopo “Essere John
Malkovich” sembra proprio aver deciso di interpretare ruoli estremamente
diversi l’uno dall’altro. Al loro fianco, sottolineanti da una colonna
sonora davvero molto bella (sia le musiche che gli effetti sonori) si
muovono diverse facce e nomi noti, come James Woods, Charlton Heston
(solo un cameo per lui), Matthew Modine e Ann-Margret. Se al film è
mancato il supporto della National Football League, alla corsa degli
Sharks verso l’anello di campioni non è mancato, oltre all’aiuto
morale dello spirito del grandissimo Vince Lombardi, il supporto di
alcuni dei personaggi che questa lega l’hanno resa grande, come Lawrence
Taylor e Jim Brown, o come coach Barry Switzer, che un anello l’ha vinto
ma che prima di riuscirci ha fatto penare tutti noi tifosi dei Dallas
Cowboys...
Quattro
secondi durano una vita!
Percorsi
tematici
L'altra
sporca ultima meta - di Peter Segal; con Adam Sandler, Chris Rock,
Burt Reynolds.
Imbattibile - di Ercison Core; con Mark Wahlberg,
Greg Kinnear.
In amore niente regole - di George Clooney;
con George Clooney, Renée Zellweger.
Quella sporca ultima meta - di Robert Aldrich;
con Burt Reynolds, Eddie Albert, James Hampton.
Alexander
- di Oliver Stone; con Colin Farrell, Angelina Jolie, Jared Leto.
JFK - Un caso ancora aperto - di Oliver Stone;
con Kevin Costner.
World Trade Center - di Oliver Stone; con Nicolas
Cage, Michael Peña.
Titolo:
Ogni maledetta domenica (Any
Given Sunday)
Regia:
Oliver Stone
Sceneggiatura:
John Logan, Oliver Stone
Fotografia:
Salvatore Totino
Interpreti:
Al Pacino, Jamie Foxx, Cameron
Diaz, Dennis Quaid, James Woods, LL Cool J, Lawrence Taylor, Jim Brown,
Matthew Modine, Ann-Margret, Oliver Stone, Barry Switzer, Elizabeth
Berkley, Lela Rochon, Charlton Heston, Lauren Holly, Bill Bellamy, Duane
Martin, Andrew Bryniarski, Aaron Eckhart, Ricky Watters
Nazionalità:
USA, 1999
Durata:
2h. 30'
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