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Gabriele
Marcello, 25 Ottobre 2005: Scolastico |
01
Distribution, 28 Ottobre 2005
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Manderlay
di Lars von Trier
Lars
von Trier, o lo si ama o lo si odia! Sembra proprio che vie di mezzo
non esistano per questo geniaccio danese che da molti è stato
investito del pesante titolo d'erede di Carl Theodore Dreyer. Non si
è rimasti mai indifferenti di fronte alle sue pellicole, e il
secondo capitolo della "trilogia americana" fa contenti detrattori
e ammiratori. Seguito dell'acclamato "Dogville",
"Manderlay" apre sia un nuovo ventaglio di tematiche, sia
un nuovo spiraglio nella visone dell'oggetto del desiderio del regista,
ovvero la donna.
Grace,
dopo aver compiuto la sua vendetta in quel di Dogville, giunge, al pari
della Dorothy di baumiana memoria, in un posto non precisato dell'Alabama,
chiamato Manderlay. Sono passati settant'anni dalla fine dalla Guerra
di Secessione, ma in questa cittadina le persone di colore vivono ancora
sotto l'egemonia dei padroni bianchi, il cui scettro è tenuto
saldamente al potere da Mam, la proprietaria "padrona", redattrice
di un vero e proprio codice comportamentale degli schiavi. Grace, affascinata
da questo stato delle cose, decide di rimanere e di illuminare, appena
morta Mam, gli schiavi sui concetti di Libertà e Democrazia.
Inizia bene la sua opera di civilizzazione e di inserimento sociale
di questo gruppo "a parte", ma la combattiva Grace sembra
tralasciare, dall'inizio, particolari che ribalteranno tutto.
Suddiviso
in otto capitoli, girato (come sempre dal regista) con la telecamera
a spalla, il film procede lucido e spedito nel suo ricreare una sorta
di fiaba orrorifica priva di magia, una sorta di "Mago di Oz"
senza il sentiero dorato, in cui tutto è il contrario di tutto
e in cui anche i disegni sul pavimento sono trappole o rebus, di cui
spesso la protagonista non capisce (o non vuole capire) il significato
più palese. Sempre "brechtiano" nella messa in scena
(fondali ridotti al minimo o solo accennati, fotografia naturale e musica,
spesso, assente), il secondo capitolo delle avventure di Grace è,
allo stesso tempo, claustrofobico e militante. Von Trier insiste in
maniera fagocitante sul volto fragile ma al contempo vulnerabile di
Bryce Dallas Howard (sostituta di Nicole Kidman, ma attrice che non
possiede né il carisma né la potenza "buca-schermo"
della predecessora), e insiste anche nel voler mostrare la battaglia
di questa donna nel portare avanti degli ideali pregevoli ma astratti.
Alla fine, questa spinta si perde di fronte a quello che è il
problema ideologico di fondo, che sembra trattato solo in maniera superficiale,
senza mai affondare la lama.
In
definitiva, Von Trier pecca di troppo autocitazionismo estetico e scade
nel mostrare, nei titoli di coda, le foto del Ku Klux Klan, quasi a
voler rimarcare che nulla è cambiato, ma in realtà non
centra l'obiettivo principale e si perde nei viadotti della faciloneria
e degli stereotipi (la potenza erotica del nero). Siamo lontani dalla
critica perbenista di "Dogville",
dura e affilata, e lontanissimi da quello che è il suo capolavoro,
"Le onde del destino", vero è
proprio simulacro di de-sacralizzazione dello spazio- tempo e dell'anima,
ma soprattutto vero e proprio viaggio e percorso femminile sui
generis. Al di là di un buon cast, il terribile
danese regala due ore e venti di deja-vu, e un pizzico di noia.
Percorsi tematici
Dogville
- di Lars von Trier; con Nicole Kidman, Paul Bettany, Lauren Bacall,
Ben Gazzara.
Le
cinque variazioni - di Jørgen Leth & Lars von Trier;
con Jørgen Leth, Lars von Trier, Claus Nissen.
Dancer in the Dark - di Lars von Trier; con
Bjork, Catherine Deneuve, David Morse, Peter Stormare.
L'elemento del crimine - di Lars von Trier;
con Michael Elpich, Esmond Knight, Me Me Lai.
Il grande capo - di Lars von Trier; con
Jens Albinus, Peter Gantzler.
The Kingdom - Il Regno - di Lars von Trier;
con Ernst-Hugo Järegård, Kirsten Rolffes, Holger Juul Hansen.
Le
onde del destino - di Lars von Trier; con Emily Watson, Stellan
Skarsgård.
Titolo:
Manderlay (Id.)
Regia:
Lars von Trier
Sceneggiatura:
Lars von Trier
Fotografia:
Anthony Dod Mantle
Interpreti:
Bryce Dallas Howard, Isaach De Bankolé, Willem Dafoe, Danny Glover,
Michaël Abiteboul, Jean-Marc Barr, Lauren Bacall, Virgile Bramly,
Ruben Brinkmann, Doña Croll, Jeremy Davies, Llewella Gideon,
Fredric Gildea, John Hurt, Mona Hammond, Andrew Hardiman, Aki Hirvonen,
Ginny Holder
Nazionalità:
Danimarca - Svezia - Olanda - Francia - Germania - USA, 2005
Durata:
2h. 19'
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